"La concessione delle banchine un affare solo per la Grimaldi"

Brindisi bene comune e Sinistra per Brindisi chiedono al comitato portuale di non approvare, nei termini in cui è stata presentata, la delibera riguardante la concessione ventennale delle rampe traghetto alla compagnia Grimaldi

BRINDISI – Brindisi bene comune e Sinistra per Brindisi chiedono al comitato portuale di non approvare, nei termini in cui è stata presentata, la delibera riguardante la concessione ventennale delle rampe traghetto alla compagnia Grimaldi, poiché ne deriverebbero dei danni economici per l’Autorità portuale di Brindisi sui quali dovrebbe necessariamente intervenire la Corte dei conti. Le due forze della coalizione “Brindisi Smart” hanno chiarito la loro posizione attraverso una nota firmata dal rieletto consigliere Riccardo Rossi (Brindisi bene comune).

Sulla questione fra l’altro era intervenuto anche il neoeletto consigliere Stefano Alparone, già candidato sindaco fra le file del Movimento 5 stelle, il quale aveva invitato l'Autorità portuale a spostare la seduta del comitato portuale nel corso della quale verrà messa ai voti la delibera fissata per il prossimo 1 luglio, affinché si dia tempo al consiglio comunale (che per quella data difficilmente si sarà insediato) di esprimere il proprio parere. 

Rossi ricorda che la concessione demaniale marittima  in esclusiva a Grimaldi ha “una estensione di 33.132 mq di area scoperta composta dalle due banchine più una terza con accosto preferenziale nonché i piazzali di Punta delle Terrare,  unitamente al terminal passeggeri esistente ed ai relativi fabbricati pertinenziali pari a mq. 2.074,50”.

“Sempre nella richiesta di concessione – prosegue Rossi - Grimaldi chiede di ottenere l’esenzione del pagamento dei diritti portuali all’Autorità Portuale, pagando solo un canone di concessione e di poter operare come Impresa Portuale”.

Rossi spiega di non essere contrario alla presenza di Grimaldi a Brindisi, “anzi in questi anni è stata una presenza importante nel Porto, Riccardo Rossima siamo fortemente contrari alle modalità con le quali si giunge ad una concessione in esclusiva delle banchine. Siamo in presenza infatti di una richiesta che produrrebbe un regime di Monopolio per la gestione delle tre banchine, il Terminal passeggeri e le aree di accesso di Punta delle Terrare, tanto più grave per il fatto che oggi quelle banchine  sono le uniche disponibili per gli operatori con navi di quelle dimensioni”.
 
Rossi inoltre ricorda al Comitato Portuale “che le modalità procedurali utilizzate per la selezione del concessionario, disciplinate dall’articolo 18 del Reg. Nav. Mar., sono state ritenute insoddisfacenti dal  Consiglio di Stato, nel recente parere interlocutorio reso sul regolamento Del Rio sulle concessioni portuali di prossima approvazione”.
 
Ed infatti il Consiglio di Stato ha rilevato che “…..ritornando alle modalità di selezione del concessionario, non appare soddisfacente neppure la  richiamata procedura ad evidenza pubblica, di attuale usuale utilizzo, disciplinata dall’articolo 18 del Dpr 328/1952, che pure continua ad essere richiamata nel testo sottoposto a parere, la cui distanza dal procedimento di gara è evidente: detta procedura (cosiddetto avviso ad opponendum) garantisce sì la pubblicità e visibilità dell’azione amministrativa, ma non limita minimamente la discrezionalità dell’ente pubblico, stante l’assenza di un bando e la mancata predeterminazione di criteri di selezione delle domande.”.
 
Rossi solleva ulteriori perplessità anche “in ragione del fatto che le concessioni portuali, contemplano caratteri delle concessioni di lavori o di servizi con la conseguenza che, rientrando nell’ambito di applicazione della Direttiva 2014/23/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, dovrebbero essere assoggettate a detta disciplina, pena in mancanza l’esposizione alla procedura di infrazione comunitaria”.
 
“Infine – prosegue Rossi - attesa la notevole durata della concessione e la conseguente alterazione della concorrenza nel settore, sarebbe opportuno valutare se tale notevole durata sia giustificata dalla previsione di significativi investimenti da parte dell’aspirante concessionario”.
 
A detta di Rossi quindi “sarebbe opportuno aspettare la definizione del nuovo regolamento per le concessioni portuali che recepirà le indicazioni del Consiglio di Stato e della normativa europea”. Perché “se tutto ciò non avverrà si aprirà la strada ad un ricorso alla Corte di Giustizia Europea e al Tar per l’annullamento della concessione”.

Secondo Rossi infatti tale concessione “darà anche notevoli vantaggi economici a Grimaldi a scapito dell’Autorità Portuale”. “Ricordiamo come nel 2015 Grimaldi ha pagato diritti portuali per 308.000 euro mentre con la concessione sarebbe esentata dal pagamento di tali diritti versando il solo canone di concessione pari a 183.000 euro fino al maggio 2018 e successivamente 205.000 euro. In più gestendo le banchine e il terminal come terminalista ed impresa portuale le tariffe portuali, notevolmente incrementate, a carico di altri operatori  verrebbero versati a Grimaldi e non più all’Autorità Portuale”.
 
“La concessione in esclusiva che dovrebbe quindi essere più costosa del semplice uso delle banchine – afferma ancora Rossi - si rivelerebbe anche un grosso affare per Grimaldi a fronte di notevoli perdite per l’Autorità Portuale. Se tale decisione dovesse essere presa saremmo quindi costretti ad inviare tale delibera alla Procura della Corte dei Conti per la verifica del danno erariale prodotto all’Autorità Portuale, danno che qualora accertato dalla Corte dei Conti produrrà una azione risarcitoria nei confronti dei componenti  del Comitato Portuale che avranno approvato tale delibera”.
 

“Per questi motivi – conclude il consigliere -  chiediamo al Comitato Portuale di non approvare la richiesta di concessione esclusiva nei termini richiesti ed attendere la definizione del nuovo regolamento per le concessioni portuali che a breve dovrebbe essere emanato. Alla Sindaca Carluccio chiediamo di valutare queste nostre considerazioni e richieste e chiedere quindi un rinvio della discussione”. 
   

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