Aeroporto di Grottaglie, ora c'è la delibera. Silenzio su Brindisi

La notizia non era inclusa nel dispaccio di mezzogiorno sui provvedimenti approvati nella seduta odierna della giunta regionale

La notizia non era inclusa nel dispaccio di mezzogiorno sui provvedimenti approvati nella seduta odierna della giunta regionale, ma ci ha pensato il consigliere regionale Mino Borraccino a dare la notizia: la giunta regionale va avanti sul progetto di avviare sull’aeroporto Arlotta di Grottaglie voli civili e charter, con l’ausilio ovviamente di Aeroporti di Puglia.

"La battaglia che stanno portando avanti i comitati pro aeroporto di Taranto Grottaglie, alla quale ho aderito da tempo – annuncia soddisfatto Borraccino -  pian piano sta portando i suoi risultati importanti. Questa mattina infatti è stata approvata dalla giunta regionale la delibera di indirizzo sull’attivazione dei voli di linea passeggeri per l’aeroporto tarantino”.

“Presto verrà costituita un’unità di missione, da parte della Società Aeroporti di Puglia, presso l’aeroporto Arlotta, che avrà il compito, attraverso l’impiego di risorse, di uomini e di mezzi, di affiancare all’attività industriale quella commerciale con l’attivazione dei voli charter e di linea. Un risultato importante – prosegue Borraccino -  perché finalmente la Regione Puglia ha preso atto di questa impellente necessità di sviluppo che ha il territorio, quale l’attivazione dei voli civili può offrire”.

“Prendiamo atto che finalmente si incomincia ad identificare qualcosa di nuovo per quanto riguarda l'aeroporto di Grottaglie. Un altro passo avanti utile che però non deve chiaramente far abbassare la guardia. Noi continueremo a seguire il percorso che riguarda questa imponente infrastruttura di cui tutto il Sud d’Italia può beneficiare, con la sua pista di interesse nazionale lunga circa 3200 metri, capace di ospitare anche voli intercontinentali".

Dai consiglieri regionali brindisini Fabiano Amati, Giuseppe Romano, Mauro Vizzino (quest’ultimo favorevole all’operazione voli civili anche a Grottaglie) nessun commento. I segnali che giungono dai dati 2017 dell’Aeroporto del Salento di Brindisi invece dovrebbero indurre istituzioni locali, parlamentari regionali e nazionali del territorio e forze sociali, a chiedere ad Aeroporti di Puglia una analisi della situazione e notizie sulle misure che la società regionale di gestione degli aeroporti ha intenzione di adottare.

Un frazionamento del traffico su più scali appare razionalmente insensato e non considera l’obiettivo in base al quale sono state realizzate importanti opere sia a Brindisi che a Bari. Inoltre, viene esclusa da ogni ragionamento politico l’origine della crescita dei collegamenti internazionali anche sull’aeroporto di Bari, rappresentata dal successo e dal forte richiamo sul mercato turistico della Valle d’Itria e dei suoi centri storici, e della costa compresa tra Torre Guaceto e Polignano.

Insomma, molta parte del traffico turistico fa scalo a Bari ma non per l’attrattiva del capoluogo di regione, ma solo perché Brindisi non dispone dei collegamenti paradossalmente affollati da turisti che scelgono la sua provincia. Questo è uno dei punti da riequilibrare, assieme al problema dei voli nazionali, ovviamente tenendo contro delle scelte finali che toccano sempre alle compagnie.

Sfuggire a queste problematiche da parte della Regione e da parte della nuova gestione di Aeroporti di Puglia, e marcare assenze evidenti da parte dei rappresentati del territorio a proposito di questi temi, sindaci inclusi, costituiscono comportamenti  esattamente opposti alle enunciazioni ascoltate nel recente convegno promosso da Confindustria Brindisi con rappresentanti del governo nazional e della stessa Regione Puglia.

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Commenti (2)

  • mi verrebbe voglia di aderire a quei comitati che vorrebbero il distaccamento del Salento dalla Regione Puglia. Staccarmi da un Presidente (Emiliano) che non ha più neanche la faccia tosta di venire a Brindisi per un confronto a larga scala con la città e che non sento mio rappresentante. Regione che considera Brindisi un territorio così compromesso sotto il punto di vista della capacità di rappresentanza (dei brindisini) che è possibile far ingoiare tutto. Spogliare il porto dei suoi traffici per trasferirli a quello di Bari, proporre un aeroporto concorrente a 50 chilometri di distanza ben sapendo che non si può fare ai sensi del Piano nazionale dell'Aviazione Civile, smetterla con l'inutile progetto dello "shuttle", acquisire una indagine epidemiologica dei territori di Brindisi pessima e riporla sotto il tappeto senza dire nulla, decidere il passaggio della TAP senza confrontarsi con i territori compreso quello di Brindisi. Emiliano pensa, ed a ragione, che su ed in questo territorio si possa fare tutto ed il suo contrario. non abbiamo in Regione rappresentanti capaci di alzare la voce, capaci di rappresentare i sentimenti di un territorio. quale soluzione? quali comportamenti?

  • Ma si può veramente pensare di tenere attivi 3 aeroporti nel raggio di circa 50 chilometri??? Che ci farete atterrare?????

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