Tecnogal, mancate retribuzioni: "Lavoratori allo stremo"

Appello alle committenze e alle istituzioni del sindacato Fiom Cgil: "Operai vittime sacrificali di un sistema che non funziona più"

BRINDISI – La Fiom Cgil chiede l’intervento delle grandi committenze per tamponare la situazione di grande difficoltà in cui versano i lavoratori della Tecnogal, che hanno accumulato ritardi nella percezione degli stipendi e che quindi non riescono a provvedere “ai bisogni primari necessari”. Il segretario generale della Fiom, Angelo Leo, ricorda che “l'azienda ha presentato istanza di concordato preventivo” e “ci sono committenze importanti che dovrebbero saldare somme consistenti alla Tecnogal”. 

“Ma i lavoratori – prosegue il sindacalista - rimangono comunque le vittime sacrificali di un sistema che non funziona più, non certo per colpa loro. La questione delle mancate retribuzioni, si abbatte come una mannaia sul collo dei lavoratori più pesantemente degli stessi licenziamenti. Per la semplice ragione – sostiene ancora Leo - che in seguito al licenziamento interviene comunque la Naspi come ammortizzatore sia pure insufficiente. Mentre il mancato rispetto delle retribuzioni mette letteralmente in ginocchio le famiglie, con l'aggravante che il lavoratore continua a lavorare per l'azienda da cui dipende”. 

La società: "Vicini alle maestranze, rispetteremo gli obblighi contrattuali"

Tutto ciò mette gli operai in un grave stato di prostrazione psicologica che comporta anche una perdita di fiducia nel sindacato, firmatario di “accordi – afferma Leo - che non vengono rispettati da parte delle aziende”. “Come Fiom – afferma il sindacalista - pensiamo che le grandi committenze hanno una grande responsabilità per quanto succede ai lavoratori. Le mancate retribuzioni di più mesi e il mancato versamento dei contributi previdenziali dovrebbero chiamare in causa le committenze da subito".

Leo invita ad ogni modo i lavoratori “ad utilizzare l'arma della lotta sindacale e di non lasciarsi trascinare su altri percorsi che aggraverebbero ancora di più la loro situazione”. Per questo viene rivolto un “appello alle istituzioni per un loro intervento nei confronti di Tecnogal, ma anche nei confronti delle committenze che diano ai lavoratori il giusto dovuto".

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