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Lavoro, crescono le tensioni

BRINDISI - E' stata una mattinata all'insegna delle vertenze sindacali: in piazza Vittoria,un gruppo di ex lavoratori dell'Ilva reclamava i soldi della cassa integrazione in deroga; in Provincia, si discuteva del futuro di 18 dipendenti della ditta Nubile Srl.

Gianluca Greco 8 luglio 2013

BRINDISI - E' stata una mattinata all'insegna delle vertenze sindacali: in piazza Vittoria,un gruppo di ex lavoratori dell'Ilva reclamava i soldi della cassa integrazione in deroga; in Provincia, si discuteva del futuro di 18 dipendenti della ditta Nubile Srl a rischio licenziamento, pronti a bloccare l'ingresso della centrale Enel "Federico II".

Il primo fronte ha visto impegnati i Cobas di Roberto Aprile, promotori di un sit-in di protesta davanti alla sede dell'Inps.Circa 20 lavoratori in cassa integrazione da 7 mesi hanno chiesto un incontro con il direttore dell'Ente previdenziale. Alcuni di essi hanno una famiglia sulle spalle e rischiano lo sfratto per morosità.

"Senza i soldi della mobilità - dichiara Antimo Tursi, ex dipendente della ditta Enasca Srl, che ha operato fino al 15 aprile 2012 presso lo stabilimento Ilva di Taranto - non sapremmo come dar da mangiare ai nostri bambini. Rischiamo di ritrovarci tutti in mezzo alla strada. Stamattina abbiamo chiesto un incontro al direttore della sede Inps di Brindisi per avere informazioni sulla nostra situazione. Le nostre famiglie, in questi sei mesi, non hanno ricevuto il minimo sostegno economico".

Gli ex operai della Enasca, in particolare, "non hanno ricevuto un solo euro - si legge in un comunicato stampa dei Cobas - dalla mobilità in deroga. Nelle settimane scorse - si legge ancora nel comunicato - avevamo chiesto un incontro con il direttore Inps per conoscere a che punto fosse la pratica. Non avendo ricevuto alcuna risposta, abbiamo deciso di recarci di persona presso la sede dell'Inps per chiedere di persona l'incontro".

Alla fine, è stato il vicedirettore dell'ente ad accogliere i lavoratori, spiegando loro che la Regione non ha ancora ricevuto dallo Stato i fondi destinati alla mobilità. Una doccia fredda, insomma, che potrebbe preludere a una manifestazione di protesta per le vie di Bari. Ma il decreto del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Enrico Giovannini, e del ministro dell'Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, che sblocca le risorse per la concessione e la proroga degli ammortizzatori in deroga, è stato varato tre giorni fa.

I fondi assegnati alle Regioni e alle Province autonome per l'anno in corso ammontano a 550 milioni di euro. Lo stanziamento è a valere sul Fondo sociale per l'occupazione, finanzia sia il trattamento di sostegno al reddito che il riconoscimento della contribuzione figurativa a favore dei lavoratori di aziende in crisi. Alla Puglia sono stati assegnati 50 milioni, a maggio il governatore Nichi Vendola e l'assessore Leo Caroli avevano quantificato in 180 milioni il fabbisogno per il solo 2013.

Sono sul piede di guerra anche 18 lavoratori della Nubile, ditta attiva nel settore del trattamento dei rifiuti, impiegati nel servizio di trasporto di fanghi e ceneri presso la Federico II di Cerano. Gli operai chiedono di essere riassorbiti dalla ditta, la Cannone srl, che a partire dal 17 luglio subentrerà alla Nubile nell'appalto. Ma l'accordo sembra lontano. Stamattina, anzi, nel corso di un incontro svoltosi in Provincia fra i sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Cobas e Ugl) e i rappresentanti di Enel, Nubile e Cannone, è emersa grande distanza fra le parti. Se il nodo non dovesse sciogliersi nelle prossime ore, i lavoratori potrebbero dar vita a clamorose forme di protesta.

 

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