Micorosa, partita la bonifica: fanghi e scarti industriali da tombare

Appalto per oltre 17 milioni di euro sull’area di 50 ettari: due anni per incapsulare le scorie e seppellirle dopo aver impermeabilizzato il terreno

BRINDISI – I fanghi industriali e gli scarti di produzione lasciati in eredità da passate gestioni del petrolchimico consortile di Brindisi nell’area Micorosa saranno “tombati”. Seppelliti dopo essere stati incapsulati, per poi sparire sotto un terreno vegetale impermeabilizzato che fungerà da barriera per evitare contaminazioni e infiltrazioni nella falda acquifera, secondo il progetto definitivo predisposto per conto del Ministero dell'Ambiente dalla società Sogesid.

Il cantiere

I lavori sono stati consegnati lo scorso 12 dicembre 2017, dopo l’aggiudicazione definitiva della gara d’appalto indetta dal Comune di Cartello cantiere Micorosa-2Brindisi  per oltre 17 milioni di euro e riguardano l’area che si estende per circa 50 ettari, diventata nel tempo una discarica abusiva, se non addirittura una bomba ecologica sotto gli occhi della città. Non si tratta di una bonifica in senso stretto, tenuto conto della quantità di sostanze presenti nella zona, da di un’operazione di “tombamento”.

 L’obiettivo finale, in ogni caso, è restituire quell’area alla città, dopo averla inertizzata. La nuova veste ecologica dovrebbe essere visibile già dal 2020 se sarà rispettato il contratto con l’associazione temporanea d’impresa (Ati) costituita dal Consorzio Mediterraneo Appalti (Comeap) in qualità di capofila e la società Artec, come mandataria, vincitrice dell’appalto.

L'appalto

L’Ati ha offerto un ribasso pari al 74,311 per cento, come si legge nel verbale relativo all’aggiudicazione dei lavori, allegato al faldone che di riferisce alla discarica Micorosa. L’importo ammonta a 17 milioni 637.966 euro, somma interamente coperta con finanziamento riconosciuto all’Ente locale dal Ministero dell’Ambiente, con riferimento all’area Sin (sito di interesse nazionale). La Regione Puglia figura come responsabile per la cabina di regia.

Cosa nasconde Micorosa? Le indagini hanno portato ad accertare la presenza di quasi un milione e mezzo di metri cubi di fanghi contaminati da sostanze cancerogene e non in alte concentrazioni, abbancati e successivamente sotterrati tra un metro e mezzo e due metri. In alcuni punti anche sino a cinque metri di profondità. Più esattamente, è stata accertata la presenza di “agenti inquinanti”, come il “cloruro di vinile in quantità di sette milioni e mezzo di volte oltre il limite massimo consentito”; dicloretilene 198 milioni di volte superiore al limite; benzene 50mila volte oltre il limite (vedi allegato con la descrizione del progetto definitivo predisposto dalla Sogesid. A due passi da Brindisi.

Il petrolchimico e la discarica Micorosa-2

La convenzione con l'Arpa

Il 22 febbraio, il Comune dovrebbe sottoscrivere una convenzione con l’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, finalizzata al costante monitoraggio del cantiere, della durata di due anni, fine al termine della operazione. Costantemente, stando alla bozza di accordo tra le parti, saranno eseguiti report per verificare lo stato dell’arte. Si proseguirà allo stesso modo nei cinque anni successivi alla conclusione delle operazioni di “bonifica” con la pubblicazione dei dati che si riferiscono alla qualità dell’aria, dell’acqua e del terreno.

I dettagli del progetto della Sogesid

Parallelamente all’appalto indetto dal Comune, con l’ingegnere Gaetano Padula, nel ruolo di responsabile unico del procedimento, viaggia il bando di natura privata che fa capo direttamente alla società diventata proprietaria dell’area, la Syndial. A quanto si apprende l’importo per questa seconda tranche di lavori è pari a 17 milioni di euro circa, somma equivalente a quella messa a disposizione del Ministero. Quanto alla durata delle operazioni, dovrebbero ricalcare quelle di tombamento che saranno svolte dall’Ati, in modo tale da arrivare insieme alla conclusione. Cosa ne sarà dell’area, una volta che diventerà a tutti gli effetti ex Micorosa, è tutto da decidere. Il progetto della Sogesid ne prevede la rinaturalizzazione.
 

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