Moratoria di tre anni alle Authority: c'è l'emendamento al decreto di riforma

L'Autorità portuale di Brindisi potrebbe mantenere per i prossimi tre anni la sua autonomia, grazie a un emendamento al decreto sulla riorganizzazione delle Autorità portuali

BRINDISI – L’Autorità portuale di Brindisi potrebbe mantenere per i prossimi tre anni la sua autonomia, grazie a un emendamento al decreto sulla riorganizzazione delle Autorità portuali e il piano strategico della portualità e della logistica approvato oggi (31 marzo) nel corso della Conferenza Unificata e la Conferenza Stato-Regioni, dalle quali è arrivato il via libero allo stesso decreto. L’emendamento, sponsorizzato da alcune regioni, conferma “in fase transitoria e per un periodo non superiore a 36 mesi dall'entrata in vigore del decreto, l'autonomia amministrativa di Autorità Portuali già costituite ai sensi della legge 184".

Se l'emendamento verrà accolto dal governo, verrà garantita una facoltà alle regioni che riterranno opportuno utilizzarla e, come ha sostenuto il Ministro dei trasporti e delle Infrastrutture Graziano Delrio, un forma di ulteriore rispetto dell'autonomia delle stesse regioni e delle loro comunità locali, che dovrà essere impiegata per meglio e più puntualmente valutare le procedure da seguire per gli accorpamenti di alcune autorità portuali.

Per accedere a tale moratoria, di massimo 36 mesi, le regioni che vorranno farvi ricorso dovranno formalizzare motivata richiesta al Ministero dei Trasporti il quale, a seguito di adeguata valutazione, potrà di conseguenza proporre uno specifico decreto del Presidente del Consiglio.
Ad annunciare questa novità è stato il senatore Salvatore Tomaselli (Pd), attraverso una nota in cui manifesta l’auspicio “che anche la Regione Puglia, come già annunciato da alcune regioni in queste ore (dalla Campania alla Sicilia alla Liguria), si attivi immediatamente per cogliere tale opportunità: allo scopo, non solo e non tanto, di poter garantire ancora qualche anno di autonomia alle attuali autorità portuali pugliesi interessate al processo di accorpamento (a cominciare da Brindisi) ma, soprattutto, per provare a costruire quelle condizioni politiche e istituzionali che nei mesi scorsi sono mancate facendo fallire la proposta iniziale del Governo, ovvero la istituzione di un'unica Autorità di sistema del basso Adriatico e dello Ionio”. 

A detta di Tomaselli, tale proposta è “la soluzione più solida e lungimirante ovvero la prospettiva più ambiziosa e pienamente rispondente alla filosofia della riforma, rivolta alla piena e funzionale integrazione e valorizzazione di tutti i porti pugliesi”.

Tomaselli si auspica che il presidente Emiliano “vorrà fare propria questa scommessa, con un impegno esplicito e diretto su cui misurare la modernità e la lungimiranza dei vari amministratori, istituzioni e operatori che andranno coinvolti da subito in un confronto ampio su una riforma decisiva per la competitività del sistema paese e che la Puglia merita di declinare con una visione ambiziosa”. 

“Se, invece – conclude Emiliano - a prevalere dovessero ancora essere le ‘differenze’, anziché le volontà di ‘integrazione’, tale scommessa sarà persa a vantaggio di legittimi ma del tutto anacronistici interessi dei singoli territori, riproducendo errori e scelte di corto respiro di cui pagherà il prezzo l'intera Puglia”.

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