Appalti Cerano: nuova protesta fuori dalla centrale per rispetto accordi

Torna in primo piano dalle prime ore di stamani la questione dell'occupazione nel settore degli appalti Enel a Brindisi, un problema di rilevanza strategica per il lavoro nel settore industriale sia per gli operai che per le imprese

BRINDISI – Torna in primo piano dalle prime ore di stamani la questione dell’occupazione nel settore degli appalti Enel a Brindisi, un problema di rilevanza strategica per il lavoro nel settore industriale sia per gli operai che per le imprese. Picchetti di dipendenti delle ditte appaltatrici stanno dando vita nuovamente ad una protesta, a vari giorni di distanza da un accordo in prefettura che, ad avviso di lavoratori e sindacati, non sta trovando corretta applicazione. E’ stato con sentito tuttavia il regolare ingresso nella centrale a carbone “Federico II” dei turnisti e dei dirigenti.

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Tutto nasce, come appena ricordato, dalla vicenda dei 20 dipendenti della ditta Wcs, cui sta per subentrare nell’appalto la Sea. Non esistono richiami contrattuali che obblighino le imprese subentranti a rilevare il personale di quelle uscenti, ma questo è il nodo cruciale del problema: a Brindisi i sindacati chiedono, grazie ai numerosi tavoli di mediazione convocati dalla Prefettura, che si proceda con accordi locali per evitare tagli dei posti di lavoro.

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Se a ciò si aggiunge però il problema del sistema delle gare al massimo ribasso indette da Enel, che mettono in seria difficoltà le ditte appaltatrici, il quadro delle difficoltà è completo. Non a caso esiste una indagine della procura di Brindisi proprio sul sistema appalti, che parte sia da un esposto dell’Enel che da quelli di un imprenditore della provincia di Lecce.

blocco cerano 180417 (3)-2Ma anche stamani ciò che chiedono i lavoratori scesi in lotta assieme a quelli della Wcs è il rispetto degli accordi raggiunti per questa vertenza: la solidarietà che ha spinto anche i dipendenti di altre imprese alla protesta è strettamente connessa a quelle criticità cui si faceva poc’anzi cenno: prima o poi, la stessa cosa può capitare a tutti, nell’indotto della centrale di Cerano, in uno scenario di drastici riassetti produttivi richiesti dal mercato energetico, malgrado le rassicurazioni di Enel Spa sul polo di Brindisi.

Dunque, secondo gli accordi di un paio di settimane addietro, Wcs si era impegnata a provvedere alla sistemazione dei dieci dipendenti che sarebbero restati a suo carico, e lo sta facendo mettendo otto in cassa integrazione. Per gli altri dieci che Sea si era impegnata ad assumere all’atto del subentro nell’appalto, non ci sono ancora i contratti da firmare, e questo ha fatto risalire la tensione inducendo sindacati e operai a scendere nuovamente in campo.

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