Brindisi: il Comune candida nuove aree per la Zona economica speciale

Intanto oggi a Roma cabina di regia al Ministero per il Sud per sbloccare i ritardi per le Zes

BRINDISI – Sud ancora in ritardo: le Zone economiche speciali (Zes) non decollano. “Gli investimenti sono fermi e le norme sulla semplificazione non definite. Solo quattro su otto sono pronte a partire poiché hanno ricevuto il via libera: sono le Zes di Campania, Calabria, Puglia Jonica (compreso Basilicata) e Puglia Adriatica”, rileva l’inchiesta sul Rapporto Sud in edicola oggi venerdì il 22 novembre con Il Sole 24 Ore.

I ritardi nel passaggio all’operatività delle Zes

Ma dall’essere pronte a partire all’operatività vera e propria ne corre. Infatti in Puglia è ancora aperto l’avviso della Regione, diretto agli enti locali singoli, e nella prospettiva da organizzare in Sistemi territoriali integrati, per l’inserimento di altre aree nella perimetrazione delle Zes (intanto divenute interregionali per includervi Basilicata e Molise) Ionica e Adriatica, quest’ultima inclusiva di Brindisi che in origine avrebbe dovuto costituirne il fulcro centrale, prima delle modifiche apportate dalla politica.

L'attuale colmata sotto sequestro del rigassificatore

Le nuove aree di Brindisi candidate

Il Comune di Brindisi, di concerto con Provincia e Consorzio Asi, ha deciso di candidare all’integrazione nella Zes interregionale Adriatica anche le aree ex demaniali già di pertinenza dello stabilimento petrolchimico e ora di proprietà dello stesso Comune; le aree della Cittadella delle Ricerche di proprietà della Provincia di Brindisi; le aree contigue all’Aeroporto del Salento di proprietà privata, come quelle a bocca di pista limitrofe all’attuale sito produttivo di Leonardo Elicotteri.

Le aree da candidare, secondo l’avviso della Regione e successivo provvedimento esplicativo, devono avere una forte vocazione produttiva e logistica, e quelle individuate da Comune, Provincia e Asi di Brindisi hanno tali requisiti, considerando il loro collegamento a porto e aeroporto, e alle linee di collegamento stradale veloce (statali 379 e 7). Pertanto la giunta comunale nella giornata di ieri 21 novembre, su relazione dell’assessore al ramo e vicesindaco, Tiziana Brigante, e del dirigente di settore, Fabio Lacinio, ha approvato la delibera di candidatura delle aree in questione all’integrazione nel perimetro della Zes Adriatica.

Le zone ex demaniali del petrolchimico sono presumibilmente quelle comprese tra le Isole Pedagne e il molo gasiere, inclusa la colmata ex Brindisi Lng (quest’ultima già trasferita all’Autorità di sistema portuale); le aree a bocca di pista di Sbitri sono particolarmente interessanti per insediamenti di manipolazione e produzione di merci trasferibili con aerei cargo; Cittadella ha spazi edificabili, ma anche un vasto patrimonio immobiliare utilizzabile per attività hi-tech.

Il Petrolchimico e le Isole Pedagne-3

Cabina di regia al Ministero per il Sud

Stamani, a Roma, intanto è in programma una riunione della Cabina di regia Zes, convocata dal ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano: sul tavolo di lavoro, le proposte di semplificazione Zes/Zls delle Regioni e delle Autorità portuali coinvolte. Un’occasione per fare il punto sullo stato d’attuazione (che il report de IlSole24Ore fotografa come in in ritardo) nonché per ribadire alcune importanti richieste al ministro Provenzano, successore dell’ex ministra Barbara Lezzi, con la quale è stata effettuata la prima parte del percorso.

Nel corso della riunione, le Regioni chiederanno, innanzitutto, iniziative concrete al fine di intervenire in modo più incisivo su tempi e percorsi che coinvolgono le autorizzazioni e permessi per i nuovi insediamenti e investimenti. Attrattività per le imprese significa semplificazione per ogni tipologia di percorso che preveda istruttorie da parte di strutture regionali e nazionali, ma anche regimi speciali, ottimizzazione del marketing e un’interlocuzione privilegiata con Agenzia Dogane e Monopoli.

Zona Sbitri-Santa Teresa-2

Altra tematica fondamentale, oggetto di discussione, è quella delle infrastrutture. L’istituzione delle Zes deve andare di pari passo con il miglioramento del livello di infrastrutturazione. Non esiste sviluppo industriale senza un’adeguata rete infrastrutturale. E ciò costituisce un richiamo preciso anche per il Comune di Brindisi rispetto ai progetti di nuove opere portuali predisposti e finanziati dall’Autorità di sistema del Mare Adriatico Meridionale, e chi deve garantire l’esecuzione dei lavori già in itinere (raccordo ferroviario porto-zona industriale con lo snodo di Tuturano, ad esempio).

“Assoporti ha accolto con interesse e soddisfazione la convocazione da parte del ministro Giuseppe Provenzano della cabina di regia per l’attuazione della Zona economica speciale interregionale Adriatica e i porti ricadenti nel sistema dell’Adriatico Meridionale – ha detto ieri il presidente di Assoporti, Daniele Rossi -. L’avvio dei lavori per rendere pienamente operativa la Zona Economica Speciale è un importante segnale di attenzione da parte del Governo alle esigenze di semplificazione normativa e sviluppo infrastrutturale che rappresentano la reale opportunità di crescita della competitività logistica e portuale del Paese.”

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