Braccio di ferro anche per i contratti al petrolchimico: sciopero

Otto ore di astensione dal lavoro giovedì 4 luglio per i settori, petrolio, energia e coibentazioni. Presidio al cancello d'ingresso

BRINDISI – Sciopero di 8 ore anche a Brindisi dei lavoratori del settore petroli, energia e coibentazioni, indetto per giovedì 4 luglio nell’ambito della vertenza per il rinnovo dei contratti di lavoro, che anche in questo comparto sta incontrando grossi problemi. Nella mattinata del quattro i sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno indetto un presidio simbolico all’esterno della porta carraia dello stabilimento petrolchimico consortile.

I tre sindacati confederali ritengono “gravi e inaccettabili i comportamenti mantenuti dalle parti datoriali ai tavoli della trattativa per i rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro, dei settori energia e petrolio e chimico coibenti.  Il contratto nazionale coibentazioni termoacustiche applicato a circa 3.000 lavoratori nel settore, a Brindisi nelle aziende Sait e Termisol, è ormai scaduto il 31 dicembre del 2015”. “Dopo l’ultimo rinnovo con l’associazione Anicta che rappresenta il settore risale al 4 aprile 2013, l’associazione datoriale – denunciano i sindacati - ha eretto un muro insormontabile che non permette di addivenire ad un rinnovo contrattuale dignitoso per le parti”.

L'ingresso del petrolchimico

“Siamo consapevoli che questo settore è in difficoltà sia per le condizioni del mercato che per le decisioni della committenza di generare appalti al massimo ribasso assegnando gare ad aziende che non applicano il contratto coibenti”, riconoscono i sindacati. “Siamo altresì coscienti che il settore è in profonda trasformazione ed è proprio per questo motivo che vogliamo un confronto costruttivo per poter approfondire queste tematiche e trovare eventuali soluzioni”.

Per il contratto energia e petrolio, circa 37.000 addetti in Italia, e a Brindisi i lavoratori di Enipower, Eni Syndial, Eni R&M e Snam, “si registra un comportamento di Confindustria Energia inaccettabile e non condivisibile anche alla luce dei positivi andamenti economici che già dal 2017 in questo settore hanno registrato e confermato la loro positività per tutto il prossimo triennio”, dicono Filctem, Femca e Uiltec. “Non si possono disconoscere accordi già sottoscritti tra le parti e il rinnovo del contratto non deve tenere conto solo dell’andamento inflattivo generale di un Paese, ma anche dell’andamento economico e produttivo dell’intero settore”.

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