Per la revisione dell'Aia della centrale di Cerano nuovo step il 28

Riprenderà il 28 aprile, sempre presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’iter di riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale per la centrale termoelettrica a carbone di Cerano, chiesto e ottenuto dalla Regione Puglia

Riprenderà il 28 aprile, sempre presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’iter di riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale per la centrale termoelettrica a carbone di Cerano, chiesto e ottenuto dalla Regione Puglia, le cui prescrizioni sono state contestate in toto da Enel Spa, che le ritiene eccessivamente restrittive. Su questo infatti verterà il nuovo appuntamento del tavolo tecnico, dopo la seduta interlocutoria di oggi, in cui – secondo un comunicato del Comune – il sindaco di Brindisi, Angela Carluccio, ha ribadito la propria contrarietà al rilascio dell’Aia per la centrale “Federico II”.

Il Comune di Brindisi chiede che in sede di revisione Aia si tenga conto anche del danno sanitario della termoelettrica di Cerano, ed ha consegnato al coordinatore del tavolo tecnico la documentazione che aveva ricevuto dalle associazioni ambientaliste locali. Il comunicato annuncia che il Ministero della salute sarebbe disposto a partecipare a Brindisi “a un tavolo tecnico per esaminare la situazione, proprio alla luce del dossier e del possibile nesso di causalità tra l’elevato numero di decessi per patologie correlabili e le emissioni della Federico II”. Tesi, quest’ultima, smentita da Enel.

Il sindaco ha fatto sapere, infine, che relazionerà sull’incontro romano di oggi alla conferenza dei capigruppo. Anche i sindacati confederali di categoria avevano chiesto di interloquire con Angela Carluccio, in una data precedente alla sessione odierna del tavolo tecnico, ma a quanto pare la richiesta di un confronto sullo stato del polo energetico e di un programma di investimenti ambientali da chiedere alla società elettrica è stata ignorata.

Appena alla fine dello scorso mese di febbraio il sindaco di Brindisi aveva incontrato una delegazione Enel guidata dall’ingegnere Cinzia Corsetti, in cui si era discusso di una collaborazione della società elettrica con l’amministrazione civica per obiettivi di promozione sociale e culturale. Pungolata e criticata dalle opposizioni, il sindaco aveva affermato che in quella sede non si era parlato di riesame dell’Aia per Cerano, ma appunto di altre questioni, e che la faccenda del rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale nulla aveva a che vedere con l’incontro di quel giorno.

Ma tra investimenti per migliorare l'ambientalizzazione della centrale e abbattere ulteriormente il carico delle emissioni, e investimenti per iniziative sociali e culturali, le priorità sono evidenti. 

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Commenti (2)

  • Forse sarebbe il caso di un approfondimento di merito che superi i pregiudizi ed i luoghi comuni che abitualmente accompagnano questi argomenti. La Centrale di Cerano è un impianto importante e fondamentale nel panorama della produzione elettrica nazionale e con tutti gli interventi realizzati, compresa la realizzazione dello stoccaggio in modernissimi "Dome" coperti ed il trasporto del Carbone via nastro trasportatore realizzato in trincea, la rendono una delle Centrali più efficienti ed a minor impatto ambientale in Italia ed Europa. Forse sarebbe il caso di esaminare con maggiore attenzione i vari aspetti ambientali e le fonti emissive in genere, per evitare di puntare il dito verso l'obiettivo sbagliato. Parliamone, senza pregiudizi e nel merito, prima di commettere gravi errori che costeranno poi pesantemente al Paese ed ai suoi cittadini.

  • Signora Sindaca, lei sa a che cosa porta tutto questo accanimento sulla non concessione del' AIA? Glielo dico io, un tsunami economico a Brindisi con conseguente perdita di piu' di 1000 posti lavoro tra dipendenti interni ed indotto esterno. Gia su Brindisi i livelli occupazionali sono disastrosi, lei ne vuole distruggere altri. Consideri che avere la citta' piena di immondizia nelle strade e' inquinamento, il traffico veicolare e' inquinamento, per non parlare poi dei concimi chimici che un agricoltore usa nei sui campi e che ce le ritroviamo sulle nostre tavole, ma lei e' convinta che tutto porta alla Centrale Elettrica Federico II di Cerano. Alla fine il motto e' che se non si muore inquinamento a Brindisi si morira' di fame.

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