Non si placa la tempesta sul progetto Aqp - privati per le perdite di rete

L'idea di una newco mista non piace praticamente a nessuno, neppure ad Anci e costruttori. Fabiano Amati all'attacco

Nelle foto dell'Ansa, interventi sulle perdite di rete AqP con un Rov e con una squadra di rocciatori

BARI – Non cessa la tempesta sul progetto annunciato dal management di Acquedotto Pugliese lo scorso 26 novembre a Bari, circa la costituzione di una newco per la gestione della ricerca perdite e del risanamento perdite, alias l’ingresso di privati in una delle attività strategiche di AqP, per la quale cui la stessa azienda pubblica controllata dalla Regione ha già in corso bandi per 637 milioni di euro.

Contro l’ipotesi di società mista, sia pure a controllo AqP, si sono schierati praticamente tutti i partiti di opposizione, dal centrodestra al Movimento 5 Stelle, e parte dello stesso Pd, e la stessa Anci. Tra questi il presidente della Commissione bilancio del Consiglio regionale, Fabiano Amati (nella foto sotto), sfidante di Michele Emiliano nelle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato governatore alle regionali del 2020, ma anche per anni assessore alle Infrastrutture con Nichi Vendola, e particolarmente impegnato sul tema dell’acqua pubblica.

Amati

Oggi Amati torna alla carica: “Dopo otto giorni il presidente Emiliano non dice cosa pensa della nuova società di scopo Aqp  -privati e Aqp non spiega a che punto è la gara in corso per la progettazione lavori di ricerca perdite e risanamento reti. Martedì scorso, Aqp ha annunciato di voler costituire una nuova società per fare la ricerca perdite e il risanamento delle reti. Da quel giorno non si contano le critiche e le risposte impettite, generiche e inconcludenti di Aqp”, dichiara l’avvocato di Fasano.

“E mentre ciò accade, il presidente Emiliano non fa conoscere la sua opinione su un’operazione che rischia di scassare l’idea di gestione pubblica del servizio idrico. E per non farci mancare nulla – prosegue Amati –, c’è Aqp che assegna alla nuova società il compito di progettare lavori per 637 milioni, giustificandosi con la necessità di accelerare, senza accorgersi di aver già avviato e quasi concluso la gara per progettare gli stessi lavori”, torna a sottolineare Amati, definendo “sciagurato” il progetto di newco, per il quale aveva già invitato a dimettersi il consiglio di amministrazione di AqP.

La conferenza stampa di Aqp del 26 novembre 2019 sulla newco-2

L’annuncio di Aqp del 26 novembre

L’abbattimento delle perdite della rete idrica come priorità aziendale: il 26 novembre in conferenza stampa AqP (foto sopra) aveva dichiarato, a proposito della newco che “tale scelta consentirà un’ampia applicazione di strumenti innovativi, il ricorso a nuova tecnologia e a strumenti avanzati di finanziamento”. “Gli obiettivi che ci poniamo con la newco, la costituzione di una Società per la Ricerca e la Riduzione delle Perdite in Rete, per quanto ambiziosi - aveva dichiarato il presidente di AqP, Simeone di Cagno Abbrescia -, sono del tutto realistici. Abbiamo inteso potenziare un settore di attività sul quale siamo concentrati, con successo, da tempo”.

“Si tratta ora di ulteriormente accrescere le attività e competenze, nel tema rilevantissimo della gestione della risorsa idrica, individuando – con gara pubblica – partner in grado di apportare le tecnologie più avanzate, che cooperino attivamente nella progettazione e nella realizzazione degli interventi fisici sulla rete e nella gestione degli appalti”, aveva dichiarato l’amministratore delegato di AqP, Nicola De Sanctis. “Ci attendiamo di attingere alle più avanzate tecnologie presenti sul mercato, per ottenere risultati straordinari nella salvaguardia delle risorse ambientali e nella qualità del servizio al cliente. L’Acquedotto più grande d’Europa si candida ad essere anche il più tecnologicamente avanzato”.

Rocciatori pe riparare una tubazione di AqP a Castellaneta (Ansa)-2

Le reazioni a caldo

Ma Amati aveva incalzato i vertici dell’azienda: “L’unica cosa che Di Cagno Abbrescia non fa è rispondere al domandone tecnico: è vero che la progettazione per i 640 milioni di euro di lavori è in fase di aggiudicazione e che quindi non può essere oggetto della nuova società con i privati? E se è così, perché AqP ha fatto comunicazioni pubbliche menzognere?”.

In una dichiarazione al Corriere del Mezzogiorno di Bari, il presidente di Anci Puglia, Domenico Vitto ha commentato negativamente il progetto di società mista: “I cittadini si sono già espressi per un Acquedotto pubblico. Non c’è spazio per i privati, l’operazione desta stupore e non può essere supportata dai Comuni. L’acqua in futuro sarà sempre più un bene prezioso per le persone e non la si può privatizzare”.

Idem il numero uno dell’associazione dei costruttori, l’Ance, Nicola Bonerba, che che rilevato come la maggior parte delle imprese pugliesi, per dimensioni economiche, sarebbero tagliate fuori da questa gara per la selezione del partner privato della newco. Bonerba ha parlato infatti di “un colpo durissimo per il nostro settore e per l'intera economia pugliese. È facile prevedere, infatti, che queste risorse per la manutenzione della rete idrica, finora appannaggio delle piccole e medie imprese dell’indotto di Aqp, molte delle quali pugliesi, finiranno nelle casse di una o pochissime grandi aziende, verosimilmente del centro-nord Italia se non, addirittura, internazionali”.

In allegato a fondo articolo la nota AqP sul progetto newco

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