Marina di Brindisi, rischio smantellamento. Comune in allarme

L'assessore comunale Mauro Masiello: "Abbiamo appreso dai media della revoca della concessione, valuteremo come muoverci a tutela dei cittadini". Dipietrangelo: "Comune e Regione andavano coinvolti"

BRINDISI – “Almeno 300 persone hanno delle barche al Marina di Brindisi. Spostarle in questo periodo dell’anno sarebbe un grave danno”. L’assessore alla Trasparenza e alla legalità, Mauro Masiello, non nasconde la preoccupazione dell’amministrazione comunale per la revoca della concessione nei confronti della società che gestisce il porticciolo turistico, la Bocca di Puglia Spa, a causa di un’interdittiva antimafia a carico dell’azionista di maggioranza della stessa società, la Igeco. La questione è stata affrontata stamattina (sabato 6 aprile) con il sindaco Riccardo Rossi.

"Notizia appresa dai media"

“Abbiamo appreso dagli organi di informazione – spiega a BrindisiReport Mauro Masiello - del provvedimento emesso dall’Autorità di Mauro Masiello-2sistema portuale”. La Igeco possiede il 55,27 per cento di quote di Bocche di Puglia. Il Comune di Brindisi, detentore della cosiddetta golden share, ossia il diritto di nominare il presidente, ha il 21 per cento. Altro socio di minoranza è la Marinedì.

“Da quello che ci è stato riferito – afferma ancora Masiello - Bocca di Puglia è intenzionata a presentare ricorso al Tar con richiesta di sospensiva (del decreto numero 11 del 25 marzo 2019 a firma del presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, ndr). Alla luce di quello che avverrà, il Comune prenderà le sue decisioni. Attualmente abbiamo in cessione le quote, ma fondamentalmente queste non sono state ancora cedute”.

"Valuteremo ogni tipo di azione"

Formalmente, dunque, Bocca di Puglia, concessionaria dal 2000 dell’area demaniale marittima, è tuttora una partecipata del Comune di Brindisi. Adesso l’amministrazione comunale dovrà valutare come muoversi per tutelare l’interesse pubblico, tenuto conto del fatto che l’Authority ha dato a Bocca di Puglia 120 giorni di tempo per sgomberare l’area demaniale e gli specchi acquei, oggetto delle concessioni, da persone e cose.

Dopo l'interdittiva, la revoca della concessione

Masiello però chiarisce che “il singolo socio (fra l’altro di minoranza, ndr) difficilmente può intraprendere attività singole, rispetto alla società”. “In questo momento – afferma ancora l’avvocato - non abbiamo legittimazione attiva a proporre alcunché”. La questione, ad ogni modo, è estremamente seria, se si considera che a ridosso della stagione estiva, salvo eventuali pronunciamenti in suo favore da parte del tribunale amministrativo regionale, Bocca di Puglia dovrà liberare il porticciolo da ogni infrastruttura. “Siamo molto preoccupati – ammette Masiello - valuteremo ogni tipo di azione a tutela dei cittadini”.

Dipietrangelo: "Regione e Comune andavano coinvolti"

Certo, desta un certo stupore il fatto che il Comune di Brindisi non abbia ricevuto comunicazioni formali dell’avvio del procedimento di revoca della concessione, tenuto conto dell’importanza rivestita dal porticciolo nello sviluppo di quell’area del porto.  “Mi meraviglio – dichiara Carmine Dipietrangelo, esponente del coordinamento cittadino di Articolo 1 Mdp - che la Regione, che finanziò l’opera, e il Comune di Brindisi, che ricevette quel finanziamento, non siano stati coinvolti e informati di questa vicenda dall’Autorità di sistema portuale”. 

Carmine Dipietrangelo“Il sottoscritto e l’architetto Tonino Bruno (rispettivamente nelle vesti di capogruppo dei Ds in consiglio regionale e di assessore regionale, ndr) – prosegue Dipietrangelo – all’epoca dei fatti facemmo una battaglia per realizzare a Brindisi un porticciolo di stazionamento, anche perché a Brindisi, nel piano regionale, di porticciolo ne era previsto solo uno di transito. Noi ci battemmo per fare arrivare i finanziamenti e fu il Comune il destinatario degli stessi. Poi nel corso degli anni il socio imprenditore fece in modo di acquisire il pacchetto di maggioranza della società (la Bocca di Puglia Spa, ndr) di cui il Comune era socio al 49 per cento”. 

"Sbagliato cedere le quote"

Dipietrangelo ritiene “sbagliata la scelta fatta dal commissario straordinario del Comune di Brindisi, come altre scelte fatte in quel periodo, di disfarsi delle quote della Bocca di Puglia, pur avendo fatto riferimento alla legge Madia”. Anche perché si sta parlando “non di una partecipata qualunque – prosegue – ma di una partecipata che insiste sul territorio e contribuisce alla valorizzazione di un punto importante, come il porto di Brindisi”. “Con leggerezza e superficialità – insiste Dipietrangelo - l’allora commissario fece scelte che lasciavano a desiderare, attorniandosi anche di figure, fra professionisti e funzionari, che non lo hanno aiutato forse a fare scelte oculate, dal momento che questi la città la conoscevano”. 

"La questione approdi in consiglio comunale"

Dipietrangelo esprime inoltre preoccupazione per il fatto che si revochi la concessione a Bocca di Puglia, “senza sapere cosa accadrà fra 120 giorni”. “Non essendoci una società che gestisce il porticciolo – si chiede – cosa accadrà? Se l’area verrà liberata da tutte le infrastrutture esistenti, ci ritroveremo uno specchio d’acqua che richiederebbe altri finanziamenti per essere riattrezzato. Forse sarebbe stato più giusto affrontare il problema prima, in maniera diversa".

"So che la società Igeco è anche proprietaria e socia di maggioranza di altri due porticcioli (quello di San Foca e di Santa Maria di Leuca, entrambi in provincia di Lecce, ndr). In questi due casi, come ci si è comportati? Sarebbe stato opportuno che il Comune si ponesse questa domanda. Considerato che lunedì prossimo si svolgerà il consiglio comunale monotematico sul porto – conclude Dipietrangelo - credo che questo argomento debba essere affrontato e debba integrare l’ordine del giorno unitario concordato dai capigruppo”. 

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