Presentato il logo della discordia

MILANO - Oggi Massimo Ferrarese e l'amico Albano Carrisi hanno presentato in pompa magna alla Bit 2010 di Milano il nuovo e contestatissimo logo "Filia Solis" in cui molti Comuni del territorio -a partire da quelli ad alto tasso turistico- rifiutano di identificarsi, annunciando nelle interviste alle tv locali in trasferta e ai giornalisti specializzati che il primo giro all'estero del brand avverrà in Russia, dove Al Bano ha in programma una tournée il mese prossimo.

Il marchio Filia Solis alla Bit 2010

MILANO - Oggi Massimo Ferrarese e l'amico Albano Carrisi hanno presentato in pompa magna alla Bit 2010 di Milano il nuovo e contestatissimo logo "Filia Solis" in cui molti Comuni del territorio -a partire da quelli ad alto tasso turistico-  rifiutano di identificarsi, annunciando nelle interviste alle tv locali in trasferta e ai giornalisti specializzati che il primo giro all'estero del brand avverrà in Russia, dove Al Bano ha in programma una tournée il mese prossimo.

A Ostuni intanto, dove il dissenso tra il volitivo presidente della Provincia e il sindaco Domenico Tanzarella ha toccato punte di asprezza inimmaginabili, tutto il centrosinistra locale chiede al primo cittadino di ritirare il proposito di dimettersi domani mattina dopo la manifestazione contro le piattaforme petrolifere. Proposito che Tanzarella aveva esternato ieri in conferenza stampa, commentando il "licenziamento" da parte di Ferrarese dell'assessore provinciale socialista Donato Baccaro e definendolo in pratica un atto di guerra contro il Ps ed il suo segretario provinciale (lo stesso sindaco di Ostuni) conseguente ai dissapori sul marchio turistico.

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Le dimissioni dovrebbero rappresentare un atto di protesta clamoroso contro la volontà di Ferarrese di sminuire il ruolo istituzionale dei sindaci, che gli avevano chiesto di sospendere la scelta unilaterale di un marchio che avrebbe invece dovuto unire tutto il territorio, mentre anche l'assessore regionale Magda Terrevoli invita a fermare i processi di frammentazione istituzionale dell'offerta turistica pugliese. Il centrosinistra ostunese tuttavia auspica anche una ricomposizione del grave dissenso esploso tra le parti.

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