Prima i costi: ritardo passeggeri

BRINDISI – Le navi del gruppo Grimaldi devono fare i conti con la crisi ed i costi del trasporto marittimo, e sono costrette a privilegiare il “pieno” di Tir piuttosto che i passeggeri, se le contingenze lo impongono. Un problema, quindi, anche per il porto di Brindisi.

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BRINDISI – La crisi del trasporto marittimo pesa ancora sui collegamenti tra due terminali “sensibili” come Igoumenitsa e Brindisi. Da un lato, lo scalo marittimo con il trend potenziale di crescita più alto tra i porti greci e malgrado ciò a rischio cessione ad un operatore privato; dall’altro un porto di cui non si conoscono da parecchi mesi i risultati sia nel traffico passeggeri che in quello merci.

Una premessa necessaria per raccontare che martedì 11 giugno una delegazione di giornalisti della provincia della Thesprotia e di rappresentanti dell’autorità portuale di Igoumenitsa, impegnati nel progetto transfrontaliero  Net.Lam. riguardante la rete dei porti turistici salentini ed epiroti, per raggiungere Brindisi ha dovuto imbarcarsi su una nave diretta a Bari, mentre la notte scorsa parecchie decine di passeggeri in attesa dell’imbarco alle 3 del mattino su una delle navi della Grimaldi per Igoumenitsa ha ricevuto dalla compagnia o il rimborso del biglietto oppure l’ospitalità in albergo per la partenza posticipata alle 6 del mattino.

A cosa sono dovuti questi sensibili posticipi delle partenze delle navi Grimaldi? Alla necessità di fare il pieno di Tir. Non sono 300 passeggeri a coprire, infatti, i costi di una traversata bensì un carico di almeno 120 camion:  35mila euro di carburante, che diventano 70mila se si considera l’andata e il ritorno. Quindi, in entrambi i casi citati, il rinvio delle partenze con conseguente disagio per i passeggeri (perché un’attesa più lunga, un salto di orario, o il cambio  di nave sia pure mitigato da rimborsi e ospitalità in albergo, è sempre un disagio). E se accadesse in piena stagione estiva? E quante altre volte potrà accadere? L’Autorità Portuale di Brindisi si pone il problema, cercando con opportuni incentivi di sostenere un progetto di recupero del traffico passeggeri, eventualmente richiamando qualche altro armatore?

Questo è un problema concreto del porto di Brindisi in queste settimane e per i prossimi mesi. Se trascorso il periodo importante di incentivazione dell’immagine della città legato agli eventi delle ultime due settimane si vuol tornare ad occuparsi di economia marittima, si deve partire da questo punto (un problema che il Comune e la Camera di Commercio dovrebbero rapidamente affrontare con l’Authority).

Una realtà preoccupante, al cui cospetto stonano le voci in bilancio di incremento della premialità del personale dell’Autorità Portuale, sostiene chi ha avuto modo di prenderne visione, lo stesso aumento della pianta organica dell’ente (in previsione). Quali sono le priorità oggi? La città attende risposte, a partire da chi, agenzia o azienda, lavora per il porto o ha bisogno del porto per lavorare.

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