Passeggeri: bene i voli, per i traghetti previsioni da ribaltare

Senza le crociere e con un calo di passeggeri per la Grecia l'anno scorso, per il 2016 si punta sulla tenuta dell'Albania e su nuove linee per le Isole Ionie. Casi Ryanair da risolvere, intanto cresce il traffico aereo

BRINDISI – Se non vi saranno novità per le linee passeggeri con la Grecia, il 2016 sarà l’anno in cui il porto di Brindisi accuserà un sensibile calo del traffico di transiti, indipendentemente dalla riforma delle autorità portuali. La mancata conferma per l’anno in corso di tappe a Brindisi da parte di Msc Crociere e Tui, l’avvisaglia del crollo del numero di passeggeri per la Grecia nell’estate 2015 per quanto riguarda i collegamenti coperti solo dalle navi ro-ro/pax di Grimaldi, la perdita di qualsiasi collegamento diretto con Corfù, Cefalonia e Zante non lasciano affatto tranquilli gli operatori. Va invece bene il traffico aeroportuale (in crescita anche nelle prime settimane del 2016), e tutto sarebbe roseo se non ci fosse quell’incognita su Ryanair.

La Red Star-2L’Albania regge, la Grecia no - Ci sono dati positivi invece per i collegamenti con Valona, l’unico segmento di linee per l’Albania su cui Brindisi resiste, garantendo con l’agenzia dell’operatore John Prudentino imbarchi giornalieri. Qui la competizione però resta difficile, dopo lo spostamento a Bari di un traghetto di Grandi Navi Veloci per Durazzo. La compagnia italiana ha trovato anche un accordo di collaborazione con quella che precedentemente operava sulla stessa linea, Adria. Tuttavia a Brindisi il bilancio del traffico con Valona, nel 2015 ha compensato almeno in parte la flessione di quello con la Grecia.

A febbraio inoltrato, solitamente si chiudono i programmi per la stagione estiva. Se ci saranno novità per Brindisi, non tarderanno a manifestarsi. Per quanto riguarda l’Albania, proseguirà la politica dei prezzi concorrenziali offerti da Red Star ed European Voyager, ma potrebbe anche affacciarsi una ripresa della linea con Corfù, Cefalonia e Zante, e forse con un altro porto albanese, in un contesto in cui il Paese delle Aquile punta a valorizzare molto la propria costa a sud, una continuazione, dal punto di vista paesaggistico, di quella ellenica dell’Epiro.

Graziano Delrio-3In attesa della riforma - In attesa delle novità, il porto di Brindisi continua ad aspettare anche l’attuazione della riforma Delrio, che lo ha integrato nella nuova Autorità portuale di sistema dell’Adriatico meridionale con quelli di Bari, Manfredonia, Barletta e Monopoli. Il decreto dovrebbe diventare operativo tra fine e maggio ed i primi di giugno dopo i passaggi per il parere alla Conferenza Stato-Regioni e alle Commissioni trasporti di Camera e Senato.

Le spinte della politica per modificare alcuni accorpamenti come quelli di Genova e Savona e di Napoli e Salerno sono sempre presenti, e recentemente sono stati i governatori delle due Regioni, Liguria e Campania (Giovanni Toti e Vincenzo De Luca) a chiedere al ministro Graziano Delrio di restituire autonomia ai quattro porti.

Ma fonti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti escludono che si riveda nuovamente la decisione sugli accorpamenti, che ha ridotto le autorità portuali da 24 a 15 (in Puglia saranno solo due, con Taranto), mentre vi sono spiragli per l’iter dei piani regolatori portuali, che la riforma pone in capo ai presidenti delle authority di sistema, considerando invece maggiormente il ruolo delle città interessate. Il porto di Brindisi è uno di quelli più bisognosi di disporre del nuovo strumento urbanistico, considerando che funziona con quello del 1974 (approvato nel 1975), fermo perciò alla previsione di fabbisogni di ben 40 anni fa.

L'inaugurazione della base Ryanair di BrindisiLa politica è anche in pressing sui nomi dei presidenti delle nuove Autorità portuali di sistema. Delrio fa sapere di non aver ancora affrontato questo tema, dando la precedenza invece alla messa a punto ulteriore della riforma e ad altre priorità del comparto dei trasporti e della logistica, tuttavia prima o poi dovrà misurarsi con i governatori delle Regioni e con gli esponenti delle forze politiche che gli chiedono di dosare bene la distribuzione delle nomine tra i diversi partiti. La volontà dichiarata del ministro riguarda invece i requisiti: figure non esclusivamente manageriali, ma comunque con provate qualità tecniche nel campo.

Il caso Ryanair – Non ci sono solo Bari e Brindisi in “sofferenza d’attesa” per le decisioni sulla prosecuzione del rapporto tra Regione Puglia e la compagnia low-cost Ryanair, per passare dai traghetti agli aerei. Ma la Puglia probabilmente è la realtà con la situazione meno precaria e turbolenta rispetto ad altre come Sicilia, Abruzzo, Calabria e Sardegna. Nei giorni scorsi il valore aggiunto del trasporto aereo nell’economia pugliese è stato messo in risalto dal report della Banca d’Italia sui flussi turistici nelle varie regioni. Il dossier segnala come in Puglia siano state trainanti nel 2015 l’area del Gargano e delle Tremiti a nord, e a sud Lecce con il Salento, e Brindisi con la sua area collinare affacciata sulla Valle d’Itria.

Passeggeri all'aeroporto di BrindisiIl maggiore contributo a rendere accessibili queste zona al turismo internazionale e a quello nazionale è stato garantito dalle politiche della Regione verso il trasporto aereo, tramite Aeroporti di Puglia, che è il braccio esecutivo delle scelte istituzionali. E all’interno di questo discorso hanno avuto un ruolo determinante e trainante le basi di Bari e Brindisi di Ryanair. Ma ancora la giunta Emiliano non ha preso decisioni formali sul futuro di questa partnership con la compagnia irlandese, leader in Europa e in Italia, dopo le polemiche di alcune settimane fa, seguite da rassicurazioni ma, ancora, da nessuna determinazione.

Aeroporti di Puglia - Indefinito anche il futuro assetto di Aeroporti di Puglia: si proseguirà con un amministratore unico anche dopo la fine del mandato del brindisino Giuseppe Acierno, che aveva ricevuto il compito di ridurne i costi di gestione oltre che di incrementarne la crescita, o si passerà ad una governance con un consiglio di amministrazione come qualcuno chiede? Ci sono i pro e i contro in entrambe le formulazioni.

Un fatto è certo: la linea seguita dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel caso della nuove autorità portuali è quella di maggiori poteri al presidente e l’abolizione dei comitato portuali sostituiti da comitati di gestione soprattutto consultivi. Insomma, più responsabilità e concretezza, tempi decisionali più rapidi, mentre un consiglio di amministrazione, pur assumendo un ruolo anche di vigilanza oltre che di collegialità, potrebbe diventare da un lato anche la causa di frenata delle decisioni, dall’altro la riserva di caccia di altri posti per la politica.

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