Rabbia degli operatori contro l'Authority

BRINDISI - Bisognava arrivare sull’orlo del baratro, o forse superarlo, per vedere finalmente una intera categoria imprenditoriale riunirsi per tentare di risollevare le sorti di un porto in coma. Ieri sera, all’incontro voluto dal consigliere regionale (e candidato sindaco Giovanni Brigante) c’erano proprio tutti: agenti di viaggio e tour operator, agenti marittimi, imprenditori portuali, terminalisti. Gente che per anni si è fatta la guerra, nel tentativo di rubarsi le briciole, ora si ritrova a lottare contro un ente, l’Autorità portuale, che dal 1984 ha prodotto solo sfasci, spese folli e progetti rimasti solo sulla carta. E contro il suo presidente, il professore greco Hercules Haralambides, che dice che tutto va bene.

All'imbarco per la Grecia

BRINDISI - Bisognava arrivare sull’orlo del baratro, o forse superarlo, per vedere finalmente una intera categoria imprenditoriale riunirsi per tentare di risollevare le sorti di un porto in coma. Ieri sera, all’incontro voluto dal consigliere regionale (e candidato sindaco Giovanni Brigante) c’erano proprio tutti: agenti di viaggio e tour operator, agenti marittimi, imprenditori portuali, terminalisti. Gente che per anni si è fatta la guerra, nel tentativo di rubarsi le briciole, ora si ritrova a lottare contro un ente, l’Autorità portuale, che dal 1984 ha prodotto solo sfasci, spese folli e progetti rimasti solo sulla carta. E contro il suo presidente, il professore greco Hercules Haralambides, che dice che tutto va bene.

Tra i più critici c’è Teo Titi, ex assessore comunale al Turismo, rappresentante di una famiglia che da 160 anni opera nel porto di Brindisi. «In una situazione di crisi estrema bisogna avere il coraggio delle proprie azioni. Bisogna uscire dall’omertà. E io parlo di me stesso. Vorrei sapere da Saccomanno quali sono gli ‘interessi occulti in Comitato portuale’. Se si riferisce a me, sappia che sarò il primo ad andare in procura a denunciare interessi diversi da quelli leciti. E l’Autorità la smetta di addossare le colpe su qualche agente marittimo, o su qualche armatore, che non ha pagato le sue competenze. Non può essere una scusante per non garantire servizi. A Costa Morena, dove Haralambides pensa di spostare tutti i traffici commerciali, oggi non si può fare nulla. Ogni volta parlano di nuovi moli, progetti che durano anni e non si realizzano mai».

Franco Aversa, uno degli agenti accusati dal presidente di avere un debito con l’ente, nonché l’agente dell’armatore che ha spostato il traghetto per Valona nel porto di Otranto, risponde a muso duro alle accuse: «Andrò dal presidente accompagnato dai miei dipendenti, che rischio di dover licenziare, e romperò la porta se non mi apre. Deve darci una risposta. Non può dirci che non è successo nulla. Haralambides non capisce che gli operatori sono disperati. Preferisce contattare telefonicamente il mio armatore per togliermi di mezzo. Questo è da procura della Repubblica. Piuttosto si occupi di infrastrutture e servizi, cosa che non fa. Serve una immediata verifica del ministero competente, quello dei Trasporti. Ma non è solo il presidente che deve essere colpito, bensì l’intera Autorità portuale, che fa acqua da tutte le parti».

All’incontro con Giovanni Brigante c’era anche Antonio Carito, titolare della Utac Viaggi, candidato sindaco anche lui (per Brindisi Futurista): «Su questi problemi non ci possono essere divisioni politiche. Si tratta di argomenti complessi, che vengono da lontano, e che risalgono alla data dell’istituzione dell’Autorità portuale brindisina. Abbiamo perso i turchi, che oggi si imbarcano da Ancona, dove viene riconosciuta loro la dignità di passeggeri. Qui erano trattati come bestie, abbandonati sotto il sole per ore. E c’erano funzionari pubblici che dicevano che tanto ‘erano abituati così’. Ancora oggi ai tour operator non danno la possibilità di avere un punto di assistenza per i loro passeggeri. Ancora oggi non c’è un’area parcheggio per i bus turistici. E non c’è un’area attrezzata pubblica per i Tir. Mi chiedo cosa ci va a fare Haralambides a Miami? A promuovere un porto inesistente?».

Infine Mino Taveri, la cui famiglia gestisce il terminal passeggeri e Tir privato di Costa Morena: "Offriamo il servizio dal 2006 ma l’Autorità ci è stata sempre contro. Dalle relazioni della Corte dei Conti apprendo che i suoi 13 dipendenti ci costano 1.800.000 euro l’anno: ognuno di loro costa alla comunità 108mila euro. Il senatore Saccomanno, nel caso in cui intraveda  e/o fosse a conoscenza di ombre nel porto, ha l'obbligo di denunciarlo alla procura della repubblica, in quanto occorre che ci sia la massima trasparenza cosi' come chiedo che la massima trasparenza ci sia: nella scelta e nomina dei presidenti; nelle assunzioni fatte dopo ogni nomina dei nuovi presidenti dell'A.P.; nelle opere realizzate con soldi pubblici e mai utilizzate; nei lavori affidati  dall'A.P. con carattere di urgenza; negli incarichi esterni affidati".

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Da Bari arriva la telefonata di un agente marittimo: «Stiamo valutando l’ipotesi di avviare un collegamento Bari – Durazzo - Valona». Qualcuno commenta: «È la nostra fine». Per la cronaca, e per chiarezza, aggiungiamo infine di aver saputo che oggi Haralambides ha diramato un comunicato stampa, ma BrindisiReport.it è stato escluso. Una disattenzione, oppure è stata una omissione voluta. Ne diamo conto perchè si sappia che se lo avessimo ricevuto, lo avremmo pubblicato.

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