Riapre il castello di Oria: convegni, e anche qualche matrimonio, all'ombra di Federico II

ORIA – Un occhio al business, un altro al territorio e alla storia. Sarebbe questa la sintesi dell’operazione avviata dalla nuova proprietà del castello di Oria con l’acquisto del 2 luglio 2007, ed oggi pervenuta ad una tappa importante con la conclusione delle opere di recupero cominciate nell’agosto del 2008. Circa 2200 ore di lavoro, sotto la direzione dell’architetto brindisino Severino Orsan (lo stesso di “Acque Chiare”) e la supervisione dell’architetto Antonio Bramato per la Sovrintendenza di Lecce. Perché il Castello di Oria è monumento nazionale, e come tale sottoposto alla tutela dell’amministrazione dei Beni culturali. Non è certo il primo e non sarà l’ultimo caso, però, in cui interesse imprenditoriale e funzione culturale convoleranno a nozze: la famiglia Romanin-Caliandro (lui, Giuseppe, ex pilota militare, lei Isabella, originaria di Ceglie Messapica, col piglio di dirigente d’azienda) infatti ne ha fatto un centro per convegni ed eventi anche mondani.

La città di Oria vista dal castello svevo