Revisori scaduti: rinviato Comitato portuale su pratica Grimaldi

Nulla di fatto nella seduta di oggi del Comitato portuale che avrebbe dovuto pronunciarsi su integrazioni rispetto alla delibera sul “caso Grimaldi”: se ne riparlerà entro la metà del mese

BRINDISI – Nulla di fatto nella seduta di oggi del Comitato portuale che avrebbe dovuto pronunciarsi su integrazioni rispetto alla delibera sul “caso Grimaldi”: se ne riparlerà entro la metà del mese, perché i componenti non hanno potuto fare altro che prendere atto della scadenza del mandato sei revisori dei conti, ma bisogna fare i conti con la riforma del Governo. “Diversamente non si poteva fare”, sostengono dalla sede dell’Authority, appena terminata la seduta. Anche se il commissario dell’Ente, Mario Valente, non avrebbe escluso la possibilità di procedere nonostante i revisori siano decaduti dal 27 agosto scorso.

Ad ogni modo, il Comitato ha deciso di procedere con il rinvio, mentre resta aperto il confronto sulle richieste della compagnia Grimaldi che tengono banco da tempo, soprattutto dallo scorso 14 luglio, quando c’è stata la decisione – assunta all’unanimità – di respingere la richiesta della società legata alla concessione ventennale di tre accosti per traghetti. In tal modo è stato evitato il rischio di esporre il porto di Brindisi a una situazione di monopolio che avrebbe potuto portare al soffocamento di altre richieste da parte di nuovi operatori.

In quella sede è stata varata la decisione di una concessione per cinque anni, limitatamente a due accosti preferenziali, a cui aggiungere un settore dell’attuale stazione marittima prefabbricata per le operazioni commerciali della compagnia, oltre ad aree scoperte e piazzali da definirsi.

Ma sono rimaste in stand-by le cosiddette integrazioni alla delibera, prima fra tutte quella che si riferisce ai “motivi tecnici e legali del mancato accoglimento dell’istanza”, poi ai “criteri della proposta del Comitato portuale e del riferimento al Codice delle Navigazione piuttosto che alla legge 84/94 sulla portualità”, ancora “definizione dei tempi per l’affidamento del secondo ormeggio preferenziale”, “definizione delle basi di calcolo per il canone ad ormeggio fissato in diecimila euro annui” e in ultimo “conferma dell’esenzione dal pagamento delle tasse portuali qualora Grimaldi accettasse la proposta del Comitato portuale”. Resta tutto in sospeso.

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