Continua la farsa dei tre aeroporti, ma Brindisi e Lecce tacciono

Sulle prospettive dell’Aeroporto del Salento non si può dormire sugli allori. Lo avevamo scritto pochi giorni fa a proposito sulle questioni dello sviluppo di Brindisi e del suo territorio

Alcune immagini dell'Aeroporto del salento. In fondo, la pista dell'Arlotta di Grottaglie

BRINDISI – Sulle prospettive dell’Aeroporto del Salento non si può dormire sugli allori. Lo avevamo scritto pochi giorni fa a proposito sulle questioni dello sviluppo di Brindisi e del suo territorio. Non conosciamo i progetti complessivi della nuova gestione di Aeroporti di Puglia, e appare sconcertante che la stessa AdP nuova versione non sia ancora intervenuta sulla annosa querelle scatenata a Taranto da uno schieramento trasversale ce va dal centrodestra, al segretario regionale della Uil, a Sinistra Italiana (il consigliere regionale Mino Borraccino), come sconcertante è la linea della Regione Puglia.

Oggi l’assessore regionale allo Sviluppo, Michele Mazzarano, annuncia l’istituzione di un tavolo tecnico per esaminare le possibilità di avvio di collegamenti passeggeri e charter dall’Aeroporto di Grottaglie, mentre le parti (quelle che reclamano ciò) saranno audite dalla competente commissione del consiglio regionale. Il tutto nel silenzio generale della pattuglia di consiglieri regionali delle province di Brindisi e Lecce. In tutto questo, a nostro avviso, non c’è uno straccio di raziocinio e di attenzione alle esigenze di una programmazione regionale del trasporto e della logistica.

La pista principale dell'Aeroporto del Salento-2

La Puglia vuole fare la Lombardia del Sud, con tre aeroporti ? Bari, Brindisi e Taranto come Milano Linate, Milano Malpensa e Oria al Serio? E quale grande bacino passeggeri dovrebbe convincere le compagnie del trasporto aereo a inaugurare collegamenti tra Taranto e Milano, Taranto e Roma, e chissà quali altri, dopo decenni in cui Grottaglie pure essendo uno scalo aperto al traffico civile non è mai stata opzionata né da Alitalia, né da Ryanair, né da altri.

Francamente, crediamo che Aeroporti di Puglia debba preoccuparsi di tenere stabili fatturato e trend di crescita dei suoi due scali di Bari e Brindisi, più che sufficienti  a coprire le esigenze di collegamento della regione, della sua industria turistica, dei suoi cittadini, delle sue aziende, soprattutto al cospetto della crisi Alitalia e delle vicissitudini della low-cost irlandese. A meno che qualcuno non sia convinto che si possa ripetere il colpaccio effettuato per il riassetto del sistema portuale, quando i poteri forti di Bari e Taranto – con la benedizione di Michele Emiliano - sono riusciti a imporre due authority invece di quella unica prevista dalla bozza di riforma Delrio.

Pista Aeroporto Brindisi-3

Questa operazione puzza di elettoralismo lontano centinaia di miglia, e rischia di distruggere, se già non lo ha fatto, tutto ciò che di buono è stato fatto dalle precedenti giunte regionali  per risanare Aeroporti di Puglia: rilanciare il trasporto aereo dopo la crisi globale, assegnare un ruolo a ciascuno scalo (Bari e Brindisi passeggeri, Taranto logistica delle merci). Sarebbe interessante conoscere i nuovi piani di AdP e quelli della Regione-giunta Emiliano  per la sua parziale privatizzazione. Nonché lo stato dell’arte per il progetto Grottaglie.

Ma ecco cosa dice oggi l’assessore Michele Mazzarano: “Realizzare un polo logistico integrato in cui la vocazione industriale dell’aeroporto di Taranto-Grottaglie si integri con l’operatività di carattere commerciale attraverso una rete di voli civili e attraverso collegamenti charter; costituire un Tavolo tecnico permanente, con sede a Grottaglie, per individuare tutte le possibili azioni da mettere in campo per il rilancio dell'aeroporto Arlotta quale importante scalo commerciale, industriale e civile”, fa sapere un comunicato dell’assessorato.

Un aereo sulla pista dell'aeroporto  di Brindisi-2

“Sono queste le principali proposte messe in campo dalla Regione Puglia per l'aeroporto Arlotta inserite in una delibera di indirizzo alla quale stanno lavorando gli assessorati ai Trasporti allo Sviluppo Economico. I contenuti di questo atto sono stati oggetto del confronto che l'Assessore regionale allo Sviluppo Economico, Michele Mazzarano, ha tenuto con i comitati e le associazioni del territorio, insieme con alcuni rappresentanti istituzionali, sindacali e di categoria”.

“C’è la ferma volontà del presidente Emiliano e di questa Amministrazione regionale di coniugare la principale missione dell'aeroporto di Grottaglie con la crescita nella direzione dei voli di linea - ha dichiarato l'assessore Mazzarano - e questo sforzo sarà presto codificato in una delibera di Giunta regionale". Durante l'incontro sono state avanzate alcune proposte dai comitati e dalle associazioni presenti, che l'assessore ha inteso recepire.

“Voglio ringraziare tutti i partecipanti all'incontro, dalle associazioni ai comitati, ai rappresentanti degli enti locali - ha aggiunto Mazzarano - per l'importante contributo al dibattito odierno, contributo che ci ha consentito di fare un importante passo in avanti verso l'obiettivo che tutti auspichiamo”.

La pista dell'aeroporto di Grottaglie

“È al vaglio della giunta regionale la proposta di costituzione di un Tavolo tecnico che affiancherà la società Aeroporti di Puglia. Il Tavolo, costituito da rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali preposte e da rappresentanti delle associazioni, avrà il compito di indicare idee e soluzioni per la valorizzazione dello scalo e delle sue molteplici vocazioni”.

Sappiamo che Alitalia ha recentemente tagliato alcuni voli da e per Brindisi. Non sappiamo cosa deciderà la compagnia di Dublino alla fine del polverone di queste settimane (ma lo scalo più penalizzato in Puglia è sempre l’Aeroporto del Salento). Come si può pensare di chiedere alle compagnie, che hanno libero arbitrio nella scelta degli scali, di spostarsi all’Arlotta. Si vuole per caso trasferire a Grottaglie qualche collegamento già attivo da anni a Brindisi (i baresi non si faranno toccare i loro voli)?

Ma non ci sono consiglieri regionali a Brindisi e Lecce stufi di questa situazione, e in grado di chiedere e ottenere che tutto ritorni su un binario di ragionevolezza e reale programmazione? E i parlamentari nazionali cosa hanno da dire? Toglietemi tutto, tranne il mio pacchetto di voti?

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