Mercatone Uno, Macchia: "Puntare sull'esercizio provvisorio"

Il segretario generale della Cgil brindisina accusa chi affidò l'azienda ad una società gestita da un manager protagonista di un altro fallimento

BRINDISI – Il fallimento della Shernon Holding, che ha trascinato nel baratro migliaia di lavoratori di Mercatone Uno, era un evento che la politica doveva prevedere e monitorare. Evidenti responsabilità, dicono vari osservatori e giornali economici, ricadono pertanto sul governo in carica. Sul caso scrive anche Antonio macchia, segretario generale della Cgil brindisina.

“Il licenziamento è una delle peggiori notizie che un lavoratore possa ricevere, indegno è inaccettabile se si nasconde capziosamente la condizione aziendale sino a comunicare via social, e nel corso della notte, l'intervenuto fallimento della azienda stessa”, annota Macchia.

“Tali condotte sono inqualificabili soprattutto se si considera che la Shernon Holding non doveva essere considerata una realtà affidabile. Perché bastava guardare la storia  di quello che era accaduto in precedenza. La Shernon Holding — società guidata da Valdero Rigoni in passato responsabile di un crac -non era proprio la migliore scelta per Mercatone Uno”, ricorda il segretario della Cgil.

Per la cronaca, ciò è stato ricordato anche nel corso dell’udienza davanti al tribunale fallimentare milanese:  Valdero Rigoni era stato infatti amministratore di una società dichiarata fallita da parte del Tribunale di Vicenza nel 2014, la Ctf Italia Srl. “Affidarsi alla Shernon Holding è stato un atto non proprio responsabile”, dichiara Macchia.

“Stupisce che la decisione sia stata presa dai tre commissari nominati nel 2015 dal Ministero dello Sviluppo al termine dell’amministrazione straordinaria: Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari. Una procedura concorsuale infinita, prima tre bandi di vendita andati deserti, poi la cassa integrazione per circa 3mila dipendenti, poi la cessione alla società oggi fallita che aveva presentato un concordato rivelatosi inadeguato – ricostruisce Antonio macchia - a coprire la forte debitoria nel confronto di erario, fornitori ed adesso anche clienti e lavoratori”.

“Una brutta eredità della gestione Cenni-Valentini, i due soci fondatori finiti sotto processo a Bologna con l’ipotesi di aver distratto fondi della società in Lussemburgo. Adesso la necessità è riuscire a garantire una continuità alle attività bruscamente interrotta nella giornata di venerdì. Una delle possibili soluzioni, già praticate in altri contesti – secondo il segretario generale della Cgil brindisina - può essere l'esercizio provvisorio che la legge fallimentare prevede per quelle aziende fallite”.

“Tanto sia per scongiurare le gravi inadempienze nei confronti di tutti quei clienti che avevano già acquistato i loro mobili, sia per i 1800 lavoratori – conclude Macchia - che in un notte sono stati esclusi dal mondo del lavoro. Adesso attendiamo gli incontri di oggi presso il Mise ed il 28 presso la task force regionale”. In provincia di Brindisi sono rimasti senza lavoro i 34 dipendenti dello store di Mercatone Uno a Francavilla Fontana.

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