"Leonardo Elicotteri, turn over bloccato e delocalizzazioni"

Allarme di Fiom, Uilm e Ugl mentre si prepara la manifestazione nazionale di Roma di Cgil, Cisl e Uil contro le politiche economiche del governo

BRINDISI - Si prepara la partecipazione della delegazione brindisina alla manifestazione sindacale unitaria nazionale di sabato 9 febbraio a Roma #FuturoalLavoro contro le politiche economiche e sociali del governo in carica. Domani giovedì 7 febbraio alle 10, nella sala conferenze del municipio di Brindisi si terrà la conferenza stampa in cui Cgil, Cisl e Uil illustreranno i contenuti dell'iniziativa. Parteciperanno Antonio Macchia, segretario generale della Cgil, di Antonio Castellucci, segretario generale Cisl Taranto-Brindisi, e Antonio Licchello, segretario generale Uil.

Intanto tre sindacati metalmeccanici brindisini, Fiom Cgil, Uilm e Ugl, tornano a sollevare il problema degli assetti produttivi e del futuro del sito Leonardo (ex Finmeccanica di Brindisi). Nella fabbrica ex AgustaWestland, oggi LeonardoElicotteri, il turn-over è bloccato quindi si concretizza una sottile scia di riduzione dei posti di lavoro, mentre si avverte il peso della mancanza di un piano industriale per il sito, e del continuo trasferimento in Polonia da parte di Leonardo di intere linee di produzione.

La giustificazione di ciò con l'esigenza di riduzione dei costi, addotta dai vertici del gruppo, non è accettabile, ribadiscono Fiom, Ugl e Uilm, anche alla luce dell'effetto domino sull'intero indotto aeronautico brindisino. Occorre dare soluzioni e stabilità agli assetti produttivi della fabbrica di Brindisi, specializzata nello sviluppo dei prototipi ma minacciata dai trasferimenti delle lavorazioni alla PZL-Świdnik che fa capo a Leonardo, chiedono Fiom, Uilm e Ugl.

Il gruppo ex Finmeccanica da tempo affronta con le produzioni trasferite in Polonia la dura concorrenza internazionale nel settore degli elicotteri, rappresentata non solo dai colossi americani, ma anche da aziende europee, e lo fa ricorrendo a professionalità consolidate che presentano costi del lavoro più bassi. E' ciò che fanno anche i competitor, del resto. Le lavorazioni affidate alla Pzl, in ultima analisi, garantirebbero la competitività di Leonardo sul mercato dell'elicotteristica militare e civile e quindi anche il futuro dei siti italiani. Ma su questo i sindacati hanno, come già detto, una posizione diversa.

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Commenti (1)

  • Mi piacerebbe tanto capire come mandando le lavorazioni all'estero si garantisce il mantenimento dei siti in Italia ( come si afferma nell'ultima frase dell'articolo in base ad una idea della Leonardo). Cioè io delocalizzo, chiudo linee di prodotto in Italia, lascio senza lavoro le maestranze in Italia però salvo i siti produttivi nazionali. Come idea la ritengo abbastanza originale, forse un po' stravagante ma comunque rivoluzionaria. Ciò conferma le grandi menti industriali, i magnifici geni dell'economia e dell'organizzazione industriale che allignano nel carrozzone statale di cui sopra. Caspita, se li cercano con il lanternino….. E pensare che l'Italia sta per essere investita da un rigurgito di statalismo e nazionalizzazione : ce li ritroveremo dovunque….aiuto, è la fine!!!

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