Dema, sì a dilazione debito Inps. "Ora vediamo piano di rilancio"

Fiom, Fim e Uilm vogliono dal gruppo industriale dal Mise garanzie per l'occupazione a Brindisi e in Campania

BRINDISI – Una boccata d’ossigeno per la crisi Dema, il gruppo operante nel settore delle costruzioni aeronautiche con due stabilimenti in Campania e uno a Brindisi (quest’ultimo con circa 220 dipendenti divisi in due distinte società), ora controllato dal fondo di investimento anglo-americano ByBrook Capital. Infatti Dema ha ottenuto dal Tribunale di Nola 90 giorni per risolvere l’ultimo problema rimasto per la ristrutturazione del debito, quello con l’Inps.

Gli altri creditori di Dema, infatti, avevano dimostrato propensione a trovare un accorso per la soluzione delle rispettive pretese, ma sulla base della valutazione del piano industriale e dell’investimento che il fondo ByBrook è pronto a fare. Ma anche i sindacati, ora, chiedono di prendere visione del piano di rilancio, per assicurarsi che non vengano effettuati tagli occupazionali né in Campania né a Brindisi.

Angelo leo, segretario Fiom Cgil Brindisi-3

Pertanto, fa sapere Angelo Leo (foto sopra), segretario territoriale della Fiom di Brindisi, le segreterie nazionali dei sindacati metalmeccanici confederali vogliono un incontro al Ministero dello Sviluppo economico per ottenere garanzie di salvaguardia dei livelli occupazionali.

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“Rimane il nodo dei nuovi assetti. Le segreterie nazionali e territoriali di Fiom, Fim e Uilm insieme alle Rsu ed ai lavoratori vogliono conoscere il piano industriale del nuovo gruppo dirigente di Dema. La salvaguardia dei 700 posti di lavoro dipende dal programma produttivo e dalle commesse che l'azienda è in grado di acquisire. Senza piano industriale la sola ristrutturazione del debito con l'Inps non salva il futuro di 700 lavoratori con le loro famiglie. Per la Fiom qualsiasi iniziativa sindacale futura non può prescindere né essere decisa prima dell’incontro al Mise”, conclude Leo.

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