Sospesa la chiusura del centro radar di Brindisi. "Ma non basta"

Il deputato Mauro D'Attis chiede un nuovo piano di ristrutturazione dell'Enav che dia priorità alla sicurezza del trasporto aereo

BRINDISI – Il governo sospende il piano che prevede la chiusura dei centri di controllo radar di Padova e Brindisi, ma al deputato Mauro D’Attis (Forza Italia) questo non basta. Il parlamentare azzurro, il primo a sollevare il caso, chiede un nuovo piano che scongiuri definitivamente il rischio di chiusura di entrambi i centri Enav. 

D’Attis, attraverso una nota stampa, invita l'esecutivo, “che con colpevole ritardo pare essersi accorto del problema”, a individuare la priorità: Mauro D'Attis-5-22“La sicurezza nei nostri cieli – si chiede il deputato - o il profitto economico?” “Dopo un imbarazzante silenzio alla mia ed altre interrogazioni sul piano industriale di Enav – afferma D’Attis - il governo si è svegliato per scongiurare il rischio dello sciopero dei controllori di volo. Bene, ma non basta”.

La sospensione, infatti, a detta di D’Attis, deve essere “il punto dal quale ripartire per riscriverne un altro che tenga in considerazione tutti gli aspetti, a partire dallo scongiurare la chiusura dei centri di controllo radar di Padova e Brindisi”.

A tal proposito si pongono dei problemi di sicurezza di primaria importanza. “Si rendono conto – si chiede D’Attis - che se si dovesse verificare un guasto al centro di controllo di Roma gran parte del Centrosud rimarrebbe al buio, poiché resterebbe solo il centro di Milano che copre sino ad Ancona? E ancora, si pensa all’impatto sociale che la chiusura del centro di Brindisi avrebbe su un territorio già in sofferenza?”

“C’è in ballo la sicurezza e si pensa al profitto? L’avrei capito – prosegue D’Attis - ma comunque non accettato, se Enav fosse un’azienda in crisi, ma la realtà parla di un ente che fa utili e che agisce da attore privato, nonostante la quota maggioritaria in mano allo Stato”.  “Si fermino i motori e si riparta da capo – conclude il parlamentare - magari trasformando Enav in un ente pubblico non economico, così da poter far prevalere gli interessi della collettività su quelli degli azionisti”. 

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