Tagli ai treni. Dossier per Passera

BARI – L’assessore ai Trasporti della Regione Puglia, Guglielmo Minervini, assieme al presidente della giunta regionale, Nichi Vendola, ha presentato oggi a Bari il dossier “Ricucire l'Italia - Le zone d'ombra del servizio ferroviario nazionale”., per offrire al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti “un'indicazione su dove andare a tagliare per far mantenere al servizio pubblico ferroviario un carattere nazionale e per riequilibrare equamente l'offerta sull'intero territorio”.

Un treno a lunga percorrenza

BARI – L’assessore ai Trasporti della Regione Puglia, Guglielmo Minervini, assieme al presidente della giunta regionale, Nichi Vendola, ha presentato oggi a Bari il dossier “Ricucire l'Italia - Le zone d'ombra del servizio ferroviario nazionale”, per offrire al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti “un'indicazione su dove andare a tagliare per far mantenere al servizio pubblico ferroviario un carattere nazionale e per riequilibrare equamente l'offerta sull'intero territorio”.

“Anzitutto - ha spiegato Minervini - col dossier riveliamo l'assenza in Italia di una politica dei collegamenti ferroviari. In Italia esiste un committente che paga e non sa nulla di un cruciale servizio pubblico nazionale: il ministero ha infatti confessato di non disporre di alcuna informazione sul servizio (struttura, affluenza e organizzazione) pubblico ferroviario. I dati faticano ad arrivare e per questo il tavolo, che il ministero si era impegnato ad insediare entro marzo per rivedere con Trenitalia la composizione e la struttura del servizio, non si insedia”.

“La responsabilità di questo ritardo - secondo Minervini - è dovuta proprio al fatto che il ministero non dispone di alcuna informazione sul servizio. Intanto della trattativa aperta tra il ministero e Trenitalia resta il punto chiave e cioè che la riorganizzazione può avvenire solo senza risorse aggiuntive e che il riequilibrio può quindi avvenire solo all'interno di un processo di ristrutturazione del servizio. Per supportare questo prezioso lavoro che il ministero ha politicamente affermato di voler fare – ha concluso Minervini - presentiamo quindi questo dossier. Indica al Ministero dove andare a pescare, dove andare a tagliare e riequilibrare”.

“Spezzare al cuore la linea adriatica significa dare un colpo all'unità nazionale”, ha detto Nichi Vendola. Dal dossier emerge che la linea adriatica ha subito un taglio del 40 per cento dei servizi offerti da Trenitalia nell'ambito del contratto 'universale’(con il contributo dello Stato), a fronte di un taglio che per le aree del Centro-Nord è stato dell'1 per cento. “È molto utile poter interloquire a partire da una conoscenza dettagliata della situazione e noi, a fronte della disponibilità del ministro Passera a fare ciò basandosi su elementi documentali della realtà, ci siamo fatti carico - ha continuato Vendola - di preparare questo dossier per rappresentare le incongruenze di questo piano ferroviario”.

Un piano che, secondo il presidente della Regione Puglia, “non appare di razionalizzazione perchè non dà conto delle inspiegabili ferite inferte al trasporto ferroviario nel servizio universale. Confermiamo un atteggiamento molto critico nei confronti di Trenitalia e poniamo una domanda al governo: se la politica del trasporto ferroviario è competenza del gestore o della politica. E siccome – ha detto Vendola -siamo costruttivi nei confronti del governo offriamo questo dossier e lo facciamo non per polemizzare. Questo dossier - ha spiegato Vendola - è un atto di collaborazione con il ministro Passera ed è anche un atto di lotta politica, di responsabilità e, speriamo, di co-responsabilità con il governo per definire in forme congrue e su parametri documentati, condivisi e trasparenti il piano di razionalizzazione”.

“Con l'alibi delle ristrettezze economiche non si possono colpire pezzi pregiati del welfare o i diritti dei cittadini come è successo in questo caso. Per questo - ha concluso Vendola - abbiamo alzato la voce più volte ed oggi diciamo a Passera che questi sono i dati e che vogliamo interloquire, che vogliamo sapere i tempi del dialogo e che se si verifica la correttezza dei dati vogliamo sapere anche in che tempi si porrà riparo al danno fatto al Mezzogiorno. Il Sud paga pesantemente in termine di disagi e di perdita economica. È paradossale celebrare 150 anni di unità nazionale dimenticando che si è costruita anche con la ferrovia”.

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