Annullata graduatoria giovani agricoltori: nuova bufera sul Psr

Nuova sentenza del Tar di Bari. Le accuse dell'ex assessore Leo Di Gioia, e dei consiglieri del M5S a Emiliano

“Il Tar di Bari, ieri, 10 giugno, con sentenza ha travolto, annullandola, anche la graduatoria della misura 6.1, quella del primo insediamento per i giovani agricoltori fino a 40 anni. Un'altra notizia devastante per la Regione e per l’Autorità di gestione del Piano di Sviluppo rurale, che – imperterrita - sul finire dello scorso anno, in preda a furore amministrativo, ha incautamente ‘elargito’ concessioni e inviti ad insediarsi senza prudenza alcuna. L'obiettivo, in tutta evidenza, era solo quello di simulare la spesa per raggiungere i target (che pure, nonostante tutto, sono rimasti non conseguiti)”. Lo ha dichiarato oggi l’ex assessore regionale Leo Di Gioia.

“Sotto la mia gestione, per tempo, avevamo predisposto le necessarie modifiche sostanziali alla programmazione. Era pronto anche un bando di supporto che potesse ripristinare criteri di giustizia in tema di primo insediamento. Anche questo fu accantonato a causa di scelte scellerate di chi ha assunto, dopo di me, la responsabilità politica della materia. Tanto lavoro vanificato! Eppure, anche questo lo avevamo previsto e denunciato pubblicamente”, ha aggiunto Di Gioia. 

La proposta dell’ex assessore all’agricoltura: “I guai non finiscono qui: prima che esploda tutto e prima di addivenire alle nuove graduatorie (i cui tempi sono indefiniti e la cui tenuta sociale è da verificare, visto che ci saranno troppe aziende a cui si dovrà chiedere di restituire i finanziamenti) si revochi immediatamente la determina 230 del 2019 che contiene disposizioni illogiche e contrarie al principio di buona amministrazione e che potrebbe provocare ulteriori danni al Psr”.

“La Puglia si avvia ad uno sforamento sulla spesa da certificare per l’anno 2020 vicina ai 200 milioni – denuncia Leo Di Gioia -. Paradossalmente, solo l'emergenza Covid potrà arginare questi danni, poiché nel caos della pandemia e nella richiesta di deroghe generalizzate, si potrà forse sperare di convincere qualcuno a Bruxelles a non essere troppo severo. Magra consolazione”.

I consiglieri regionali del M5S

Sulla nuova bufera abbattutasi sul contestatissimo Psr, interviene anche il Movimento 5Stelle. “Non c’è due senza tre. E purtroppo tutto porta a pensare che ci sarà presto anche un quattro. Ci si chiede quanto ancora dovremo aspettare prima che il presidente Emiliano e la sua giunta si assumano le proprie responsabilità in conseguenza dei clamorosi errori (orrori) compiuti nella gestione del Psr 2014-2020 e certificati, ancora una volta, dal Tar di Bari”.

“Dopo le diverse sentenze con le quali i giudici amministrativi baresi, pronunciandosi sulla importante misura 4.1.a del Psr, hanno annullato la relativa graduatoria – dicono i consiglieri regionali del M5S -, con la sentenza pubblicata il 10 giugno scorso lo stesso Tar bacchetta la regione anche in relazione alla misura 6.1 del Psr, e cioè lo strumento di finanziamento e di aiuto all’avviamento di imprese per i giovani agricoltori (dai 18 ai 40 anni). Ben 5000 giovani che attendevano risorse per il primo insediamento dovranno aspettare la nuova istruttoria e poi la conseguente graduatoria, nell’auspicio che la Regione riesca entro la fine del mandato a concludere il programma”.

I consiglieri regionali pentastellati rilevano che si tratta di “120 milioni di euro a rischio che si aggiungono ai 500 milioni per la misura 4.1.a, 620 milioni che potrebbero sfumare a causa degli errori nella predisposizione dei bandi. Nel frattempo l’agricoltura continua a essere in ginocchio, la Xylella avanza nonostante Emiliano abbia il coraggio di dire il contrario e i giovani sono costretti ad abbandonare la nostra regione ed avviare le loro attività altrove”.

“La nostra regione merita un assessore all’agricoltura degno di questo nome - continuano - e che si dedichi appieno a questo settore vitale per la nostra economia. Invece Emiliano finora si è limitato a scaricare le responsabilità sui tecnici, senza ammettere le proprie responsabilità e non facendo niente per cambiare rotta, ad esempio implementando il personale negli uffici, da tempo sotto organico. Questa sentenza, come le precedenti, rischia di avere un effetto a cascata su altre misure, come la 6.4. Fondi e opportunità di lavoro che stiamo perdendo, assieme alla pazienza e alla fiducia degli agricoltori, che continuano a subire le conseguenze degli errori commessi da Emiliano”. 

La risposta di Nardone e Fiore

“Il Tar Puglia ha emesso ieri un’ulteriore sentenza riguardante, questa volta, la graduatoria della Sottomisura 6.1, ovvero del ‘Pacchetto giovani’. Si tratta di un giudizio atteso perché ricalca il contenuto della sentenza già emessa lo scorso mese riguardante il bando dedicato agli investimenti strutturali (Sottomisura 4.1A)”. Lo dichiarano in serata il direttore del Dipartimento regionale, Gianluca Nardone, e l’Autorità di Gestione del Psr Puglia, Rosa Fiore.

“In previsione di un tale esito - spiegano -, l’amministrazione si è informata ad un principio di estrema prudenza invitando ad insediarsi circa 300 giovani che, dati gli elevati punteggi, manterrebbero con ogni probabilità una posizione utile in graduatoria indipendentemente dal risultato delle verifiche.

Nonostante i disagi e le preoccupazioni giustificate delle restanti ditte e, in particolare, dei giovani che si sono candidati a due delle più importanti misure d’investimento del nostro Psr, la struttura regionale – rassicurano Nardone e Fiore - è impegnata a stilare nel più breve tempo possibile una graduatoria in linea con quanto indicato dal Tar.

A questo proposito si ribadisce che le ulteriori verifiche richieste dal Tribunale amministrativo, con il provvedimento dello scorso mese, sono terminate con largo anticipo rispetto al previsto e gli esiti sono stati comunicati alle circa 400 ditte per le quali ad oggi il riscontro è risultato negativo.

L’obiettivo di tutto il Dipartimento Agricoltura - concludono Nardone e Fiore - è addivenire a ripristinare con la stessa celerità una graduatoria che cristallizzi definitivamente il diritto ai giovani con progetti meritevoli a ricevere il contributo pubblico nello spirito delle priorità indicate nell’avviso pubblico.

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Articolo aggiornato alle 20.05 dell'11 giugno 2020

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