Cmc: "Non è una delocalizzazione, ma una commessa strategica"

Parla Alfonso Centuori, titolare dell'azienda di costruzioni aeronautiche di Carovigno

La Cmc di Carovigno

Riceviamo dall’ing. Alfonso Centuori, amministratore di Cmc Srl di Carovigno, azienda del settore delle costruzioni e montaggi aeronautici, una nota che integralmente pubblichiamo, in cui la stessa Cmc spiega come lo spostamento in Polonia di una parte delle attrezzature dal sito produttivo di Contrada Pagliarulo risponda alle esigenze di sviluppo di una commessa ricevuta da Leonardo Poland, e non vada perciò considerata come una delocalizzazione.

Quella commessa nell’area di Swidnik, dove opera Pzl, base industriale di Leonardo in Polonia, se rifiutata da Cmc sarebbe stata acquisita certamente da altra azienda concorrente, fa presente la società di Centuori, e rientra nel progetto di formazione di un indotto attorno al sito produttivo di Pzl, area strategica per il primato nel mercato dell’elicotteristica, dove è importante garantire in questa fase la presenza di imprese italiane.

"La CMC, nella sua totale libertà operativa imprenditoriale, sta portando avanti insieme a Leonardo un programma di crescita e diversificazione strutturato. È infatti partner LEAP2020 (Leonardo Empowering Advanced Partnerships), e sta investendo sulle attività di montaggio e lamierati per lavorare al programma Boeing B787, concentrato nel vicino stabilimento di Grottaglie.

Inoltre, all'interno di questo programma LEAP2020, ha aderito all'esclusivo programma "ELITE - Leonardo Lounge" di Borsa Italiana, per trasformarsi da azienda a conduzione familiare ad una di tipo manageriale. Durante gli ultimi 12 mesi CMC ha ottenuto una commessa direttamente dal sito polacco di Leonardo, per costruire, attraverso due linee produttive identiche, le travi di coda del programma AW139.

Leonardo ha concordato con l'azienda questo lavoro per un periodo di tempo limitato, durante il quale la CMC deve diversificare. Questa diversificazione è stata avviata per tempo e le prime produzioni per il programma B787 di Boeing sono in stato avanzato di sviluppo.

La sincronizzazione fra il calo previsto sulle travi AW139 e l'avvio della produzione per Boeing non è stata perfetta, per via di una serie di fattori esogeni ed endogeni al rapporto cliente - fornitore e questo ha portato alla cassa integrazione per una parte del personale.

Nella sua necessaria ed imprescindibile libera operatività, la CMC, in accordo con il suo cliente ed alla luce delle leggi del libero mercato che ne regolano il loro rapporto, sta lavorando per accelerare l'avvio delle commesse Boeing che dovranno sostituire queste lavorazioni sugli scali rientrati in Polonia.

Tutti i sindacati sono stati avvisati la sera precedente dell'intenzione dell'azienda di liberare questi scali la mattina successiva e sono stati avvisati anche tutti i lavoratori, che hanno ben compreso la logica per la quale questa operazione è stata fatta in tempi e modi.

L'azienda non ha fatto arrivare il personale in anticipo rispetto alle normali dinamiche aziendali quotidiane e quindi non si capacita come, avendo anche avvisato tutti gli attori come sopra specificato, si possa etichettarlo come "blitz".

La CMC ha ritenuto che nella totale libertà di dover garantire i propri lavoratori (in primis) ed il proprio rapporto con Leonardo, di possedere gli elementi per poter prendere questa decisione in totale armonia con qualsiasi principio etico, sociale ed imprenditoriale.

Esercitando questo suo inalienabile diritto e seguendo l'esperienza maturata in questi anni dal suo management, CMC ha ritenuto questa l'unica strada per proseguire tale cammino evolutivo. Ciò dovrebbe permetterle di crescere e diventare un player aeronautico di riferimento nella regione Puglia e nel mondo, diversificando la sua base clienti oltre Leonardo.

Riguardo al sito polacco di CMC, si fa presente che Leonardo, come ogni grande gruppo, ha una serie di stabilimenti sparsi sui vari territori. Lo stabilimento pugliese di CMC serve principalmente i siti Leonardo di Brindisi e Grottaglie. Quello polacco serve il sito Leonardo in Polonia. Non c’è stato nessun trasferimento di commesse dal sito CMC italiano a quello polacco, perciò il termine "delocalizzazione" è totalmente inappropriato e fuori luogo.

Per ultimo la CMC ritiene il metodo del tavolo di crisi uno strumento al momento non necessario, in questa fase ancora gestibile con una trattativa sui carichi di lavoro cliente - fornitore, seguendo principi di risk - sharing e partnership attualmente già in corso con i vertici del gruppo partecipato dal Governo".

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