Tomaselli: “Fiera da rifondare, partendo dalle produzioni tipiche"

OSTUNI - Cala il sipario sulla Fiera. Si accendono le polemiche e si apre il dibattito. Cancellato l’appuntamento 2010, appesa al filo della Storia l’edizione numero 53, si guarda al futuro. Tra le prime riflessioni, quella del senatore Salvatore Tomaselli. “La notizia che quest’anno la Fiera Mostra del Ferragosto Ostunese non avrà luogo - scrive il parlamentare del Pd - è certamente una cattiva notizia per la città di Ostuni. Una vetrina che è riuscita a durare oltre 50 edizioni era indubbiamente divenuta, nel corso di un così lungo periodo, un elemento della tradizione culturale e produttiva della città bianca".

Salvatore Tomaselli

OSTUNI - Cala il sipario sulla Fiera. Si accendono le polemiche e si apre il dibattito. Cancellato l’appuntamento 2010, appesa al filo della Storia l’edizione numero 53, si guarda al futuro. Tra le prime riflessioni, quella del senatore Salvatore Tomaselli. “La  notizia che quest’anno la Fiera Mostra del Ferragosto Ostunese non avrà luogo - scrive il parlamentare del Pd - è certamente una cattiva notizia per la città di Ostuni. Una vetrina che è riuscita a durare oltre 50 edizioni era indubbiamente divenuta, nel corso di un così lungo periodo, un elemento della tradizione culturale e produttiva della città bianca. Ma, allo stesso tempo, la cancellazione della prossima edizione è la conferma che si tratta di una manifestazione che negli ultimi anni aveva sempre di più smarrito la sua funzione e perso interesse ed attrattività nei confronti dell’economia locale".

Entra nel merito, poi, Tomaselli: "Mi è capitato negli anni passati, per altre funzioni professionali e istituzionali, di interessarmene e di dare anche un piccolo contributo, nello sforzo di qualificare alcune edizioni con una più diffusa presenza di produzioni locali”.Affossata dai debiti, appesantita dagli anni, appiattita da una sostanziale povertà di idee.  Questa l’accusa. “E’ indubbio – sottolinea infatti Tomaselli - che negli anni si sia smarrita una identità ed una peculiarità che in tali manifestazioni è assolutamente fondamentale per garantire interesse, sia da parte delle imprese chiamate ad esporre che dei visitatori potenziali. Con tutto il rispetto che meritano, non credo che il futuro possa essere garantito dalla promozione di aspirapolvere di ultima generazione o dall’esposizione di prodotti che più facilmente magari si trovano nei sempre più numerosi outlet, piccoli o grandi che siano".

"Ad Ostuni, ad agosto, nel pieno della stagione turistica, l’obiettivo non può che essere quello di mettere in vetrina di fronte ad un pubblico potenzialmente ampio e non locale il meglio delle produzioni tipiche del territorio: dall’artigianato artistico e manifatturiero all’agroalimentare, dalla stessa offerta di servizi turistici alla promozione del patrimonio archeologico, artistico e culturale”.

Per il senatore Tomaselli l’iniziativa può avere futuro, ma  a precise condizioni: “Una possibile rifondazione dell’evento - spiega - dovrebbe, a mio parere, basarsi proprio su questi quattro filoni produttivi: artigianato, agroalimentare, turismo e ambiente, arte e cultura. Si volti pagina, quindi. C’è un anno di tempo. L’Amministrazione Comunale promuova la istituzione di un comitato promotore di una rinnovata Fiera Mostra, coinvolgendo pienamente operatori economici e culturali e associazioni imprenditoriali dell’artigianato, delle piccole imprese, dell’agroalimentare e del turismo. Si chiamino a collaborare altre istituzioni locali, dalla Camera di Commercio al Gal, magari integrando e concentrando i programmi, e le stesse risorse, di entrambi con quelli della stessa Amministrazione".

"Si chiamino a sostenere tale progetto istituzioni locali che, per quanto private, spesso operano in totale solitudine e privi di alcun interesse verso la promozione del territorio, come l’unico istituto bancario locale che porta il nome di Ostuni. Credo che iniziative di questo genere abbiano ancora un futuro solo se hanno una forte originalità e peculiarità: elementi che ad Ostuni, e nell’intera provincia di Brindisi, non mancano ma che bisogna cercare con qualità e determinazione”.

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