Tornano in linea le navi "scacciate"

BRINDISI - In attesa dell'esito dell'udienza di merito, fissata per il 25 luglio dal presidente della prima sezione del Tar di Lecce, Antonio Cavallari, le navi della Flanmare sono libere di riprendere la loro attività e le loro rotte. Ieri la Ionian Spirit ha ricominciato il servizio di linea tra Brindisi e Valona, domani sera venerdì 20 luglio la Ionian Sky, terminate le ispezioni e le verifiche da parte della Capitaneria di Porto e acquisite le necessarie certificazioni, tornerà invece in linea tra Brindisi, Corfù ed Igoumenitsa.

Il traghetto Ionian Sky a Brindisi

BRINDISI - In attesa dell'esito dell'udienza di merito, fissata per il 25 luglio dal presidente della prima sezione del Tar di Lecce, Antonio Cavallari, le navi della Flanmare sono libere di riprendere la loro attività e le loro rotte. Ieri la Ionian Spirit ha ricominciato il servizio di linea tra Brindisi e Valona, domani sera venerdì 20 luglio la Ionian Sky, terminate le ispezioni e le verifiche da parte della Capitaneria di Porto e acquisite le necessarie certificazioni, tornerà invece in linea tra Brindisi, Corfù ed Igoumenitsa.

Le due navi traghetto, assieme ad una terza unità della stessa compagnia, la Penelope, erano state interdette dall'utilizzo delle banchine di Brindisi da un decreto del presidente dell'Autorità Portuale, Iraklis Haralambidis, poi destituito da una sentenza dello stesso Tar di Lecce che rileva come un cittadino comunitario non possa assumere la direzione di enti pubblici in Italia e adottare decisioni che abbiano un effetto sugli interessi economici del Paese.

E' stato proprio il richiamo a questa sentenza che ha indotto il presidente della prima sezione ad assumere in via monocratica la decisione di sospendere il decreto Haralambidis, trattandosi di atto predisposto e applicato da un soggetto non legittimato sino a prova contraria a ricoprire quella carica e quelle funzioni. In precedenza, il Tar aveva prima accolto una richiesta di sospensione degli effetti del decreto avanzata dagli avvocati della compagnia greca e del suo agente raccomandatario, Franco Aversa (Alfredo Lonoce, Cristoforo Kielland e Marilena Poddi), l'aveva poi ribaltata su ricorso di Haralambidis, ed infine ha nuovamente congelato il decreto accogliendo un secondo ricorso della compagnia e di Aversa, motivato proprio dalla destituzione di Haralambidis dalla presidenza dell'Autorità portuale.

Tutto ciò, questo braccio di ferro impostato sulla questione del corrispettivo dovuto dagli armatori all'Authority brindisina per servizi portuali resi da quest'ultima, ma contestati nella sostanza dalle compagnie che chiedono alla stessa Autorità portuale di dimostrare carte alla mano il costo sostenuto per i servizi dichiarati, ha provocato agli armatori e all'agente sofferenze finanziarie e operative, e una marea di problemi con l'utenza e le portualità frontaliere, ed ha avuto un costo sociale e umano notevole per i passeggeri. Ciò non va dimenticato, se si tiene realmente all'immagine del porto di Brindisi. I contenziosi risolti a colpi di sequestri e di cancellazioni unilaterali di servizi di linea sono molto spesso controproducenti.

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