Trasporti, agitazione petrolchimico

BRINDISI – Manifestazione sindacale organizzata dalla Femca Cisl stamani davanti ai cancelli dello stabilimento petrolchimico di Brindisi sul problema della tutela dei posti di lavoro nel servizio di trasporto interno, passato recentemente all’impresa Ciccimarra. “Come volevasi dimostrare le nostre preoccupazioni al solito, purtroppo, diventano dati di fatto”, annota il sindacato.

Il picchetto davanti ad uno degli ingressi del petrolchimico

BRINDISI – Manifestazione sindacale organizzata dalla Femca Cisl stamani davanti ai cancelli dello stabilimento petrolchimico di Brindisi sul problema della tutela dei posti di lavoro nel servizio di trasporto interno, passato recentemente all’impresa Ciccimarra. “Come volevasi dimostrare le nostre preoccupazioni al solito, purtroppo, diventano dati di fatto”, annota il sindacato.

“Nonostante la nostra sollecitazione, per il tramite di Brindisi Servizi Generali (società consortile di servizi industriali nel sito di Brindisi, ndr), per una revisione dell’atteggiamento della ditta Ciccimarra, circa il recupero del personale tagliato fuori dal rinnovo dell’appalto per il trasporto interno allo stabilimento, nessuna certezza occupazionale si è avuta”, spiega in un comunicato Emiliano Giannoccaro, segretario Femca.

“Infatti dopo l’acquisizione del contratto, attraverso il solito metodo del massimo ribasso in offerta, Ciccimarra ha deciso di assumere soltanto 2 dei 4 dipendenti della società uscente. Fin qui non ci sarebbe quasi nulla di male, tranne gli atti consumati in concorrenza tra le due ditte, sui quali cercheremo di avere maggiore chiarezza. Invece una lunga serie di fatti strani lasciano comunque intravedere le responsabilità della committenza che nulla ha fatto  in fase di gara per salvaguardare un servizio di qualità e con esso l’occupazione in essere, così come consuetudine, qui a Brindisi, con Eni”, afferma la Femca Cisl.

Il sindacato parla di una selezione che non ha tenuto affatto conto dei parametri e dei criteri previsti da accordi o prassi, e dell’impossibilità da parte della stesse organizzazioni sindacali di aver un contatto diretto con l’impresa subentrante, ma solo con la Brindisi servizi generali, oltre che dello stato insoddisfacente dei mezzi messi a disposizione dei lavoratori. Per non parlare del passaggio da un contratto a tempo indeterminato ad uno determinato di soli 5 mesi, quando l’appalto dura tre anni.

“Del resto, prendiamo atto che dopo l’esperienza Resin Plast anche per De Vitis (trasporti combinati e intermodali, ndr) non si è trovata alcuna soluzione occupazionale rompendo così una ottima tradizione costruita nel tempo con il gruppo Eni, che ha permesso negli anni di salvaguardare sempre l’occupazione durante i rinnovi degli appalti”, rileva ancora Giannoccaro.

“ Amarezza comunque rimane per la gestione che Brindisi Servizi Generali ha voluto applicare non concedendo, così come nella richiesta e negli impegni tra le parti, di avere un incontro tra la ditta appaltatrice, la committenza e le organizzazioni sindacali, bensì di svolgerlo soltanto tra Bsg e Ciccimarra, per poi lasciare soltanto l’interlocuzione istituzionale tra la ditta e i sindacati determinando così soltanto una continua perdita di tempo e una mancanza di rispetto degli impegni, ma soprattutto dei ruoli e delle parti”.

Infine la previsione di ulteriori iniziative di lotta: “Molto probabilmente non si è ben tenuto conto di quali e quanti dubbi tale atteggiamento ha potuto sollevare, in particolar modo in quei lavoratori interessati alla vertenza, e tra quelli assunti senza alcuna garanzia e quelli in attesa di occupazione, e quali le azioni che potranno scaturire”, conclude il comunicato.

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