"Base Marina, un altro colpo di spugna sulle speranze di Brindisi"

Egregio direttore, sono stato a lungo nel dubbio di, e se, scrivere per esprimere, e nel caso condividere, il profondo intimo disagio che si prova nell’affrontare, per l’ennesima volta, la questione del declassamento della Base della Marina Militare di Brindisi

Egregio direttore, sono stato a lungo nel dubbio di, e se, scrivere per esprimere, e nel caso condividere, il profondo intimo disagio che si prova nell’affrontare, per l’ennesima volta, la questione del declassamento della Base della Marina Militare di Brindisi. Disagio, delusione e rabbia provati sia da dipendente della Marina Militare, sia da ex dirigente sindacale, che da cittadino di questa città.

La notizia è oramai nota da settimane, la Base della Marina Militare (Maristanav) che dopo tanti anni di tentativi, battaglie, progetti, si era riusciti a far diventare il terzo polo della Marina in Italia (insieme a Spezia e Taranto), con un semplice colpo di spugna (un Fom in gergo militare) dal primo di gennaio è stata declassata a semplice Reparto della Base di Taranto (Taranto decide e gestisce, Brindisi, se e quando interessata,  esegue). 

Ma, la cosa che più dovrebbe preoccupare, senza volersi addentrare in inutili tecnicismi, è che con il declassamento della Maristanav Brindisi a Reparto di Taranto potrebbe anche venire a decadere la presenza della Terza Divisione Navale a Brindisi con le sue unità navali (Garibaldi, San Giorgio, San Marco, San Giusto) ed  il relativo supporto logistico a favore della Base di Taranto. Se ciò dovesse accadere, cosa tratterrebbe in futuro in terra di Brindisi la presenza della Brigata San Marco dal momento che le unità operative sarebbero a Taranto?.

Ancora oggi Brindisi e la sua Stazione Navale contano 1.800 unità, tra militari e civili, ed è la più importante base strategica nell’Adriatico e, con il lavoro incessante degli ultimi anni, rappresenta una eccezionale occasione di progettualità, sviluppo e possibile rilancio economico della città. Perché lasciare disperdere un patrimonio simile?

E’ del tutto evidente il continuo prosciugamento delle risorse del Brindisino verso altri lidi,