Valtur al sicuro, ma sino a ottobre

OSTUNI - Il villaggio Valtur di Ostuni ha già aperto i battenti e per l'estate 2013 non v'è nulla da temere. E' il futuro, però che è incerto, oltre che in bilico la posizione di circa 170 lavoratori stagionali o fissi che vi gravitano attorno.

Il Villaggio Valtur di Ostuni

OSTUNI - Il villaggio Valtur di Ostuni ha già aperto i battenti e per l'estate 2013 non v'è nulla da temere. E' il futuro, però che è incerto, oltre che in bilico la posizione di circa 170 lavoratori stagionali o fissi che gravitano attorno al gioiellino che si trova tra Lamaforca e Torre Pozzelle, il primo villaggio turistico in Italia dell'azienda che è stata a lungo leader del settore. Azienda fallita, ormai in amministrazione straordinaria da due anni, sottoposta a procedure che dovrebbero concludersi entro ottobre, quando saranno scaduti i due anni dal loro avvio.

Dal Ministero dello Sviluppo economico non giungono al momento buone nuove, nonostante le indiscrezioni dessero ormai per conclusa la cessione a Orovacanze. L'accordo è saltato, perché a quanto pare la società che sarebbe subentrata non aveva intenzione di accollarsi l'onere della gestione di tutti i villaggi Valtur esistenti. I livelli occupazionali quindi non sarebbero stati garantiti e i posti di lavoro vanno tutelati, anche perché i dipendenti e collaboratori hanno patito già abbastanza.

Ci sono procedure di cassa integrazione in corso, ma fondate su criteri che la gestione commissariale non ha scandito con estrema precisione. C'è chi, come molti dei 170 operatori che prestano servizio a Ostuni, 32 dei quali assistiti dall'avvocato Milly Tamborrino, non aveva ancora ricevuto, fino al primo pomeriggio di oggi, la documentazione utile a far sì che gli stipendi di alcuni mesi del 2011 fossero loro versati dall'Inps che interviene in caso di procedure fallimentari a fare le veci dell'azienda. I lavoratori hanno incassato il Tfr, sempre accedendo al fondo di garanzia dell'Inps ma si erano visti rigettare la richiesta relativa ai compensi di agosto e settembre. Notizie positive sono arrivate oggi, proprio in seguito al sollecito dell'avvocato Tamborrino.

Altro capitolo è la cassa integrazione. C'è l'esempio di un lavoratore collocato nella cosiddetta 'Cigs' che avrebbe dovuto riguardare tutti i lavoratori a rotazione. Ma è da sei mesi a casa, senza che nessuno gli abbia fornito alcuna informazione sul proprio futuro. "Chi e per quanto tempo fruirà della cassa integrazione?" si domanda il legale?

Sono tutte questioni irrisolte. Ma la principale è quella relativa alla vendita dei villaggi. Il 13 maggio scorso si era diffusa l'indiscrezione secondo cui era stata finalmente chiusa la trattativa per la vendita dello storico marchio Valtur. L'acquirente, secondo indiscrezioni, era il gruppo Orovacanze, tour operator guidato da Franjo Ljuljdjuraj, che avrebbe avuto la meglio sull'altro possibile acquirente, il gruppo Uvet guidato da Luca Patanè. Pare però che piuttosto che l'attesa conferma, si sia dovuto prendere atto dell'ufficialità della mancata conclusione dell'affare. Nell'ottobre del 2011 il ministero dello Sviluppo Economico aveva ammesso Valtur alla procedura di amministrazione straordinaria ai sensi della Legge Marzano perche' il gruppo, con circa 2500 dipendenti, era gravato da oltre 300 milioni di debiti (l'esposizione nei mesi successivi e' ulteriormente aumentata).

Con lo stesso provvedimento, inoltre, sono stati nominati i tre commissari straordinari che hanno guidato l'azienda: gli avvocati Stefano Coen, Daniele Discepolo e Andrea Gemma. Un primo bando di gara era andato deserto, questo e' il secondo disciplinare. Fondatore del gruppo ed ex patron di Valtur era il siciliano Carmelo Patti, che è stato indagato dalla direzione distrettuale antimafia di Palermo. Nonostante le vicende finanziarie, nell'ultimo anno e mezzo Valtur ha salvaguardato vendite e quote di mercato e ha chiuso le stagioni con cifre soddisfacenti.

Il gruppo Orovacanze, invece, e' stato fondato da Franjo Ljuljdjuraj nel 1996 ed opera sul mercato attraverso una serie di società collegate le quali rappresentano i diversi brand e che quindi si orientano a mercati ed esigenze specifiche: leisure, commerciale, città d'arte, villaggistica, residenziale, con circa 3.000 camere per piu' di 9.000 posti letto. Attualmente il gruppo pubblica un proprio catalogo che viene distribuito presso 7.000 agenzie di viaggio. Per il momento, all'ombra dei colli della Città bianca, si sa che anche per il 2013 Valtur resisterà. I primi lavoratori sono già in servizio, il villaggio è aperto. Da ottobre in poi, il futuro è incerto.

 

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