"Voli civili a Grottaglie? Pericolosa l'operazione della Regione"

Altre reazioni, oggi, a proposito delle intenzioni della giunta regionale pugliese di favorire l’avvio di collegamenti civili e charter dall’aeroporto Arlotta di Grottaglie

BRINDISI – Altre reazioni, oggi, a proposito delle intenzioni della giunta regionale pugliese di favorire l’avvio di collegamenti civili e charter dall’aeroporto Arlotta di Grottaglie, frazionando il bacino di utenza dell’Aeroporto del Salento e di quello di Bari. Brindisi Bene Comune critica questa intenzione e  cheide invece che la Regione Puglia si preoccupi di creare collegamenti ferroviari diretti tra Taranto, Lecce e lo scalo aereo brindisino, accantonando il progetto “Shuttle” ancora bloccato.

"Migliorate invece i collegamenti treno-aeroporto"

“Le dichiarazione dell’assessore allo Sviluppo Economico, Michele Mazzarano, sulla possibilità di avere ben due aeroporti a distanza di 50 chilometri , Brindisi e Grottaglie , aperti e quindi in concorrenza tra loro, sul segmento dei voli civili, sono veramente difficili da commentare e avranno  il solo effetto di alimentare una guerra tra territori”, sostiene Brindisi Bene Comune.

“E’ evidente a tutti che non vi sono le condizioni, in termini di bacino di utenza e per l’inevitabile aumento dei costi di gestione a parità di traffico aereo per Aeroporti di Puglia, per avere due aeroporti così vicini, tanto più, sottolinea Brindisi Bene Comune, se si pensa che si impiegano circa 30 minuti di auto per raggiungere Brindisi da Taranto. “Inoltre la presenza della squadriglia della Marina Militare  AV8 a Grottaglie creerebbe grossi problemi di coesistenza con un traffico civile”.

“Allora c’è da chiedersi che senso hanno queste dichiarazioni e l’apertura addirittura di un tavolo tecnico permanente per individuare tutte le possibili azioni  per dotare anche di voli civili l’Arlotta di Grottaglie.  Invitiamo invece il presidente Emiliano, l’assessore Mazzarano e tutti i consiglieri regionali di attivarsi per migliorare i collegamenti da Taranto e da Lecce ed il Salento verso l’Aeroporto di Brindisi, abbandonando un progetto inutile e dispendioso quale quello dello Shuttle”, suggerisce Brindisi Bene Comune.

“Più utile sarebbe infatti impiegare le risorse destinate allo Shuttle, più quelle  aggiuntive che la Regione dovrà trovare, per collegare direttamente con la ferrovia l’Aeroporto del Salento con Taranto e Lecce. In questo modo si riuscirebbe a dare un efficiente servizio ai residenti delle province di Lecce e Taranto che potrebbero, con un servizio ferroviario potenziato, arrivare in poche decine di minuti direttamente in Aeroporto”.

“Non siamo quindi disponibili a manovre evidentemente elettorali,  buone solo per acquisire consenso con demagogici discorsi campanilistici, che potrebbero portare ad iniziative che indebolirebbero non solo l’aeroporto di Brindisi ma l’intero Salento”, conclude Brindisi Bene Comune.

"Si sta provocando una guerra tra poveri"

Fratelli d’Italia accusa invece direttamente Emiliano e il Pd dell’operazione Grottaglie (in verità in Provincia di Taranto lo schieramento va da sinistra a destra): "È in atto un tentativo meticolosamente articolato nel depauperare totalmente la nostra provincia e ridimensionarne le potenzialità di crescita, ultimo atto in ordine di tempo l'ipotesi di ridimensionamento del nostro aeroporto”,  sostiene il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia, Luciano Cavaliere.  “Gli artefici di questo ingegnoso piano? Michele Emiliano e il Partito Democratico”.

“Abilitare l'aeroporto tarantino, non necessariamente significa impoverire quello di Brindisi ma nei fatti, e nei numeri, è quello che ci si può aspettare: Fratelli d'Italia monitora da tempo la situazione dell'aeroporto brindisino, da quando, il 12 gennaio 2016, l'on. Rampelli interrogò il ministro dello Sviluppo Economico sul mancato accordo tra la Regione e la compagnia low-cost, Ryanair, e con l'esplicita ammissione del ministro, risposta pervenuta il 9 giugno del 2017, di un ridimensionamento di voli”.

Ma Emiliano, si chiede il coordinatore di FdI, “si è posto il problema di quanto calerebbe il numero dei passeggeri che dal versante tarantino ad oggi si rivolgono allo scalo brindisino? Stiamo andando incontro ad una guerra tra poveri, perché nonostante le legittime richieste che possono giungere dalla provincia ionica, a conti fatti anziché avere un aeroporto tra le due province capace di sostenersi grazie al traffico aereo (direttamente proporzionale alla domanda, e quindi ai passeggeri), ci troveremmo di fronte a due realtà entrambe precarie che non sarebbero capaci di giustificare la loro presenza. Sarebbe curioso capire, in tal caso, se e come le compagnie low cost, Ryanair in primis, si dividerebbero trai due scali.”

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