Per Marino campagna elettorale social: incarico alla società che seguì Emiliano

A breve "lezioni" ai candidati consiglieri comunali per l'uso di Fb e twitter: ieri all'Orientale prima riunione. Il Pri lascia i moderati dopo le polemiche di CoR su Antonino: "Sembrava una corsa di cavalli". Fi e Fratelli d'Italia fanno rotta su Nicola Massari che su Fb scrive: "Candidarsi è diventato un dovere, Brindisi non vuole morire"

Michele Emiliano e Nando Marino il giorno della conferenza stampa di presentazione del candidato sindaco

BRINDISI – Decisamente social la campagna elettorale, versione 2016, per la scelta del candidato sindaco di Brindisi e dei 32 consiglieri comunali. Talmente social che l’imprenditore Nando Marino, aspirante primo cittadino del centrosinistra allargato, trainato dal Pd, ha deciso di affidare incarico a una società di comunicazione di Bari, la stessa che curò il rapporto con la stampa per Michele Emiliano e che avrà il compito di “formare” tutti i concorrenti della coalizione  per un corretto uso di Facebook, twitter e siti internet a scopo elettorale.

nando marino pagina Fb-5L’indiscrezione era nell’aria già il pomeriggio stesso della presentazione ufficiale di Marino come candidato sindaco sul quale punta il segretario regionale del Pd, nonché governatore della Puglia. Debutto in verità decisamente poco garbato del presidente dell’Enel basket nei confronti di alcuni giornalisti invitati a fare domande “intelligenti”, senza contare l’apparizione e la sparizione di una pagina Facebook di Nando Marino con annesso sito internet, il sabato precedente al debutto (nella foto9.

Nelle ultime ore quel “si dice” ha avuto conferma perché ieri l’aspirante sindaco di Brindisi ha chiamato a raccolta i suoi, sempre nella sala dell’hotel Orientale, per illustrare il programma e al tempo stesso per anticipare che anche la comunicazione avrà un ruolo importante perché i potenziali elettorali di centrosinistra e anche di una parte del centrodestra dovranno essere costantemente informati di incontri, dibattiti, iniziative.

Mica facile visto che la squadra è ampia al punto da comprendere, in aggiunta al Pd, Area Popolare, Udc, Sviluppo e Lavoro, il movimento di Nicola Frugis (ex Fi) e due civiche che Marino sta definendo, una delle quali riservata agli under 35. Da qui la decisione di fare affidamento a professionisti del settore che hanno già dato dimostrazione di saperci fare, dal momento che hanno curato tale aspetto per Emiliano.

C’è chi sostiene che sia stato lo stesso segretario regionale del partito a suggerire tale percorso. Fatto sta che, a quanto si apprende, ci saranno alcuni professionisti ai quali nei prossimi giorni toccherà il compito di spiegare in che modo comunicare e cosa far sapere alla platea dei brindisini. Probabilmente inizieranno lunedì prossimo.

Sull’altro fronte, centrodestra, entro domenica dovrebbe arrivare la fumata giusta per l’indicazione del candidato sindaco: Forza Italia si è ricompattata e sta prendendo in esame un professionista espressione della società civile che risponde al nome di Nicola Massari (nella foto), avvocato civilista, non una novità del panorama politico locale, poiché è stato presidente del Consiglio provinciale per Idv negli anni del Laboratorio con il Pd, costruito attorno a Massimo Ferrarese che allora guidata l’Ente. Massari era stato già contattato dalla coalizione dei cosiddetti moderati che domenica 10 aprile sceglierà il candidato sindaco, ma non ci sarebbe stato accordo. Sul tavolo di Fi restano comunque i nomi di Ernestina Sicilia, avvocato penalista, Mauro D'attis, già vice sindaco, e Gianluca Alparone, già candidato consigliere regionale. 

search-6Sembra che l’avvocato convinca anche Fratelli d’Italia che avevano pensato al penalista Giacomo Serio e Noi con Salvini. In serata da Fratelli d'Italia è arrivata la conferma ufficiale del gradimento. Non solo. Pare che Massari possa far avvicinare i dissidenti di CoR, tra i quali c’è Massimiliano Oggiano, consigliere comunale uscente e possa far avvicinare al centrodestra il Pri che all’ultimo minuto ha deciso di lasciare i moderati, ritirando Antonio D’Autilia (in foto) , già assessore per Fi, dopo le rimostranze sul sostegno esterno, in favore del medico, da parte di Giovanni Antonino, ex sindaco del capoluogo.

Il supporto annunciato dallo stesso Antonino ha mandato su tutte le furie i centristi di Ferrarese che presentano l’avvocato Angela Carluccio e degli esponenti di CoR che partecipano con Pietro Guadalupi, vive presidente uscente del Consiglio comunale, ex Fi. I Repubblicani, a questo punto, hanno fatto dietrofront tanto è vero che non erano presenti alla conferenza stampa di presentazione dei candidati alle primarie. Cosa faranno adesso?  “Abbiamo rinunciato a quella che sembrava una corsa di cavalli”, dice Antonio Nacci, responsabile provinciale del partito. “Abbiamo ricordato che Antonino non è un iscritto, non partecipa alle riunioni ma è solo un cittadino come gli altri che liberamente decide chi votare, nessuno può impedirglielo. Evidentemente c’è qualcuno che non vuole capire. Noi andiamo avanti nella proposizione di un programma per Brindisi e decideremo se restare o meno nella competizione elettorale”.

Vero che il Pri alle ultime amministrative ha sostenuto il Pd, portando Francesco Renna con il quale il rapporto si è interrotto, vero anche che Massari ha un trascorso in Idv, ma il punto è che Marino-Emiliano non sono digeribili.

Indigesti di sicuro lo sono per l’avvocato che oggi ha scritto su Fb, a conferma del carattere social della campagna elettorale, che “candidarsi è diventato un dovere” per almeno quattro motivazioni. Prima di tutto “perché se vincesse il rappresentante di Emiliano ritorneremmo ai primi tempi della istituzione regionale anni ’70 quando a farla da padroni assoluti erano gli interessi baresi e bisognò che arrivasse una personalità forte, il presidente Ninì Quarta, per ribilanciare finalmente l’assetto degli interessi anche in favore dell’area salentina”.

Il presidente del consiglio provinciale, Nicola Massari“Oggi dopo anni di lenta ma continua spoliazione, è preoccupante che Emiliano di preannunci che Brindisi debba divenire anche il terminale della Tap. E’ anche più preoccupante che, a fronte del pericolo di perdere pure la Corte d’Appello di Lecce (rimarrebbe solo quella di Bari), il barese Emiliano non abbia ritenuto di schierarsi dalla parte degli interessi salentini”, ha scritto nel post Massari (nella foto qui accanto).

“In secondo luogo perché gli interessi di Brindisi devono e possono curarli appieno solo quanti abitano a Brindisi e non è legittimo che un signore di Francavilla Fontana abbia ruvidamente detto al nostro arcivescovo che non è affar suo neppure indicare alcuni criteri generali per la scelta dei candidati. E nessuno ha difeso l’arcivescovo, quasi che a noi cattolici ormai fosse precluso il diritto dovere di testimoniare la nostra fede nelle istituzioni politiche. E queste elezioni amministrative devono segnare l’inizio di un’inversione di tendenza. La nostra fede nei fatti e nei comportamenti deve tornare a essere totalizzante scelta di vita”.

La terza ragione di Massari: “perché gruppo diretti da non brindisini che in un recente passato hanno sbagliato clamorosamente nella scelta dei nostri rappresentanti politici, anziché prendersi una doverosa pausa di riflessione, pretendono ancora di designare loro  candidati, continuando a non spiegare le ragioni delle loro scelte e i programmi che vorrebbero attuare e il perché quei programmi non li abbiano attuati, neppur in minima parte, nel recente passato quando avevano il quasi totale appoggio dell’elettorato brindisino”.

“Infine perché nel passato remoto e prossimo le scelte di amministratori dettate da logiche accomodanti ai poteri forti, hanno prodotto arricchimenti per singoli, ma impoverimento e devastazioni del territorio, disoccupazione, emigrazione definitiva dei nostri giovani, malattie gravissime, morti premature. In questi giorni, nella vicina Basilicata, paesini di poche migliaia di abitanti si stanno ribellando allo strapotere delle multi nazioni del petrolio, come qualche anno fa Scanzano insorse contro il progetto di ricevere scorie nucleari. Quando riusciremo compatti a gridare a tutti che Brindisi esiste e non vuole morire?”. 

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