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Ultimo aggiornamento:
17 maggio 2012 alle 22:35
 
“Ferrarese, Enel ascolti il territorio”

6 febbraio 2012 alle 17:20

Il camino della centrale Enel di Cerano

BRINDISI – Riceviamo e pubblichiamo dal cartello delle associazioni ambientaliste brindisine un comunicato sulla polemica tra il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese, e l’Enel circa gli assetti produttivi della centrale termoelettrica di Cerano. Ferrarese sostiene che Enel debba riconvertise a ciclo combinato uno dei quattro gruppi, Enel afferma che tale ipotesi è assolutamente impraticabile.

Il dirigente dell’Enel, Donato Leone, ha reagito con supponenza e irritazione alle dichiarazioni del Presidente della provincia Ferrarese il quale ha affermato di avere chiesto al Ministro dell’ambiente Clini che si adoperi per ottenere la conversione a gas di uno dei quattro gruppi della centrale a carbone di Cerano perché tale misura può dare la sicurezza – come egli precisa – «di una riduzione del 30% della produzione a carbone». Una operazione che, come ha specificato lo stesso Ferrarese, non aprirebbe in alcun modo spiragli alla realizzazione del rigassificatore «né oggi, né mai».

Se Leone afferma stizzito che quella del Presidente della provincia è una proposta impraticabile noi rileviamo che tale affermazione scaturisce solo dalla ossessiva ricerca di assicurare con ogni mezzo il massimo profitto. Facciamo quindi presente ai responsabili della società elettrica che “impraticabile” non è certo una riduzione del carbone ma continuare a bruciare, come nella centrale di Brindisi sud è stato fatto, enormi quantità di tale combustibile senza tenere nel debito conto le richieste dei cittadini e delle loro istituzioni con grave danno per la loro salute e per l’ambiente.

Chiediamo poi al dirigente Enel se siano irrealizzabili l’uso di carbone con maggior potere calorifico e a bassissimo tenore di zolfo e l’adozione di tecnologie capaci di aumentare il rendimento della centrale e di permettere il funzionamento dell’impianto  solo a tre gruppi e con uno in riserva. Una scelta che consentirebbe la riduzione del consumo di carbone a parità di produzione. Abbiano maggior rispetto i responsabili dell’Enel per le richieste che provengono dalla comunità brindisina e dalle loro rappresentanze democratiche.

Una rilevante e verificabile riduzione del carbone corrisponde ad una indiscutibile esigenza di tutela dei diritti primari che non può essere assolutamente disattesa. Si tratta di una domanda che avanziamo da anni e che è stata anche oggetto di un referendum richiesto nel 1994, in ben altro contesto e con minori quantità di carbone in gioco, per la metanizzazione della centrale di Cerano. Le nostre associazioni sosterranno con la massima determinazione tutte le iniziative del presidente Ferrarese volte ad una rilevante riduzione dell’uso del carbone e ribadiscono che tali riduzioni devono essere operate senza alcuna compensazione. Un impegno che si inserisce in un lungo processo di richieste e di lotte portato avanti nell’interesse esclusivo della nostra comunità.

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Italia Nostra, Legambiente, WWF Brindisi, Fondazione “Dott. Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, A.I.C.S., ARCI, ACLI Ambiente, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Salute Pubblica, Lipu, Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino “Mo’ Basta!”, Comitato Brindisi Porta d’Oriente.

Palazzo Festa


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