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Ultimo aggiornamento:
17 maggio 2012 alle 22:35
 
Edipower: “Una fermata normale”

di Mar.Orl. » 8 febbraio 2012 alle 18:09

Centrale Edipower Brindisi Nord-Costa Morena

BRINDISI – Edipower ha dichiarato che l’esaurimento delle scorte di carbone per l’alimentazione della centrale di Brindisi Nord – Costa Morena non è un evento che prelude all’abbandono della termoelettrica, ma semplicemente una situazione collegata ad un periodo di fermata come quelli degli ultimi anni, motivati dalla scarsa richiesta di energia della rete e ai notevoli costi derivanti dalla mancanza di un parco carbone, dello stoccaggio in un deposito sull’altra sponda dell’Adriatico e ai conseguenti costi per la logistica dei combustibili.

Non sono però tranquilli i sindacati confederali e quelli di categoria, che hanno partecipato oggi all’Ufficio del Governo a Brindisi all’incontro con Edipower, promosso dal prefetto Nicola Prete. “Per il contenimento dei costi, la società ha manifestato l’impegno a ricercare nuove soluzioni per l’approvvigionamento competitivo del combustibile e una possibile ripresa della produzione nel secondo semestre 2012”, fanno sapere la Filctem Cgil, la Flaei Cisl e la Uilcem Uil .

“Edipower ha confermato, inoltre, la positiva chiusura della procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale e che al momento è in attesa della pubblicazione degli atti. A tal proposito il prefetto, anche su richiesta delle organizzazioni sindacali, ha assunto l’impegno a promuovere sollecitazioni presso il ministero competente – riferiscono ancora le fonti sindacali – per la pubblicazione del decreto e a riconvocare il tavolo entro il mese di febbraio ’12, dopo il completamento del riassetto societario”.

Il piano industriale presentato tempo fa per Brindisi da Edipower, in tempi in cui era imprevedibile l’attuale frazionamento del gruppo Edison, prevedeva la realizzazione di un parco carbone coperto e investimenti mirati sull’incremento di competitività dell’impianto e su una sua maggiore compatibilità ambientale, tutte opere queste, che hanno portato alla conferma dell’impianto di Brindisi nel Piano Energetico Ambientale Regionale della Puglia con due gruppi da 320 MW a carbone da ambientalizzare. I sindacati non parlano più degli altri due gruppi fermi dal 2005, di cui a suo tempo Edipower annunciò la sostituzione con un unico gruppo a ciclo combinato da 430 megawatt.



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