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Ultimo aggiornamento:
17 maggio 2012 alle 22:35
 
Rigassificatori, ok a Gioia Tauro

8 febbraio 2012 alle 21:46

Il sito del futuro rigassificatore di Gioia Tauro

Il porto di Gioia Tauro

ROMA – Procedura chiusa per il rigassificatore di Gioia Tauro, in Calabria, considerato il più grande d’Italia, al momento in cui entrerà in funzione. Ad annunciarlo il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini. “È stato firmato l’ultimo decreto”, ha detto ai giornalisti in Senato. Il ministro è poi tornato sul tema anche su Twitter: “Più metano per l’Italia. Ho firmato il via libera finale che permette di aprire i cantieri del rigassificatore di Gioia Tauro”, ha scritto sul social network.

L’iter autorizzativo era partito nel 2005 e si è concluso con l’ultimo passaggio previsto che è il decreto interministeriale tra i ministeri Sviluppo e Infrastrutture, e Ambiente che ora deve essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Nel 2008 il progetto aveva superato la Valutazione di impatto ambientale mentre l’anno dopo, nel 2009, la Conferenza dei servizi. Il progetto di rigassificatore di Gioia Tauro è gestito dalla società Lng Medgas Terminal, controllata da Sorgenia (Gruppo Cir) e Iren.

Il porto di Gioia Tauro, la piattaforma container

Il terminale di Gioia Tauro, che a regime assicurerà una copertura pari a oltre il 10% della domanda nazionale di gas attesa, avrà una capacità massima di 12 miliardi di metri cubi (fino a quattro serbatoi) e sarà in grado di accogliere navi metaniere sino 265 mila metri cubi. I tempi di costruzione dell’opera sono di 3-4 anni. A oggi in Italia sono attivi due rigassificatori, uno offshore al largo di Rovigo (Veneto), in cui Edison controlla una quota del 10% e con una capacità da 8 miliardi di metri cubi l’anno, pari a circa il 10% del fabbisogno nazionale; l’altro a Panigaglia, in provincia di La Spezia (Liguria) di proprietà dell’Eni che viaggia sui 2 miliardi di metri cubi l’anno.

In Toscana in costruzione un impianto a circa 22 chilometri al largo della costa tra Livorno e Pisa per una capacità di rigassificazione pari a 3,75 miliardi metri cubi all’anno, pari a circa il 4% del fabbisogno nazionale. Lo scorso 20 luglio si è sbloccato l’iter per la costruzione del rigassificatore di Porto Empedocle, provincia di Agrigento, in Sicilia, targato Enel per un investimento di 800 milioni di euro mentre a marzo del 2011 l’allora ministro dell’ Ambiente, Stefania Prestigiacomo, annunciava la conclusione positiva della Valutazione di impatto ambientale per il rigassificatore di Brindisi. Il progetto è passato poi all’ esame della Conferenza dei Servizi istruttoria e si è in attesa di quella decisoria. Ma il cantiere è sotto sequestro preventivo penale.

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