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Nuovi carbonili, svolta a Cerano

di Marcello Orlandini » 6 luglio 2012 alle 13:55

Loredana Capone, Massimo Ferrarese, Mimmo Consale e Fulvio Conti alla posa della prima pietra

Il rendering del nuovo carbonile coperto di Cerano

BRINDISI – E’ arrivato l’amministratore delegato Fulvio Conti per dare simbolicamente il via ai lavori che costituiranno lo spartiacque tra ciò che è stata la centrale a carbone di Brindisi Cerano sino ad oggi, e quella che sarà dopo la costruzione dei due carbonili coperti a dome (cupola), completamente automatizzati, che dovranno risolvere uno dei problemi cruciali dell’impatto dell’attività produttiva della termoelettrica “Federico II” sul territorio circostante, la dispersione delle polveri da carbone, problema che è anche al centro di inizitiative della magistratura.

Un intervento  “che si sarebbe potuto realizzare prima”, ha detto “fuori dalla schemi” il sindaco Mimmo Consales nel corso del briefing di avvio dell’evento. Consales si augura che Enel sia sempre più coinvolta nei processi di crescita della città, nel senso del supporto anche economico ad alcune iniziative, “compatibilmente con la mission” dell’azienda e con le esigenze della tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. “Ma una cosa è chiara: questo progetto si sarebbe potuto concretizzare prima, ma ciò dimostra che la conflittualità permanente non aiuta la soluzione dei problemi”.

L'attuale deposito di carbone scoperto a Cerano

La centrale di Cerano col carbonile scoperto

Se il programma procederà secondo i piani, le due cupole automatizzate per lo stoccaggio del carbone a Cerano saranno pronte in 39 mesi, con 120 milioni di investimenti con 300 unità aggiuntive da applicare al cantiere. Ogni dome avrà un diametro di 145 metri e 50 metri di altezza, con macchine automatizzare, e un nuovo sistema di alimentazione basato su nastri trasportatori e torri appositamente realizzati. A questo investimento va aggiunto quello di 90 milioni di euro per il miglioramento dell’efficienza e le ambientalizzazioni del gruppo 4 della termoelettrica. Se a tutto ciò si aggiungono gli investimenti già effettuati per il gruppo 3 e per gli ammodernamenti della banchina di movimentazione del carbone a Costa Morena, si raggiunge la cifra di 500 milioni di euro.

La vice presidente della Regione Puglia, Loredana Capone, il sindaco Mimmo Consales, l'ad di Enel, Fulvio Conti, e il presidente della Provincia, Massimo Ferrarese

“Il ruolo di un’azienda si misura sul livello della sua responsabilità sociale”, ha detto la vice presidente della Regione Puglia, Loredana Capone, ricordando l’attenzione dell’amministrazione Vendola per le problematiche del fabbisogno energetico del Paese, e del polo energetico di Brindisi. Loredana Capone ha ricordato le intese tra Regione, Enel e università per la ricerca sul riciclo dei materiali residui della centrale, e quelli per le smart greed e le smart city. La vice presidente ha ricordato anche l’accordo che ha portato all’impegno di Enel della realizzazione di otto nuove stazioni di trasformazione per garantire un trasferimento efficiente e rapido della produzione elettrica da fonti alternative alla Puglia alla rete nazionale. Le politiche della giunta Vendola sono orientate a garantire un buon rapporto con l’ambiente e con il sociale di grandi aziende come Enel (compito non facile), ed una sempre maggiore integrazione tra tutte le fonti.

“Lavoriamo costantemente perché le nostre centrali termoelettriche si confermino tra le prime a livello internazionale per le migliori pratiche, e la realizzazione dei due carbonili coperti a Brindisi va in questa direzione. Negli ultimi anni abbiamo dedicato ingenti investimenti per la centrale di Brindisi, tale da renderla un centro di avanguardia tecnologica e un’occasione di sviluppo per il territorio grazie anche al rilevante miglioramento ambientale”, ha detto l’ad di Enel, Fulvio Conti.

Fulvio Conti

“Siamo orgogliosi – ha concluso Conti – di ospitare nella nostra centrale tecnici e scienziati di fama internazionale che arrivano a Brindisi da tutto il mondo per confrontarsi con le migliori tecnologie disponibili nella produzione di energia elettrica sostenibile da carbone”. Conti ha ricordato che Enel, secondo le Nazioni Unite, è tra le prime 50 aziende del mondo per la sostenibilità dei processi produttivi. Alla richiesta del sindaco Consales, Conti ha risposto che Enel è pronta ad affrontare anche nuovi investimenti, ma deve trattarsi di progetti che abbiano obiettivi precisi di innovazione, che si integrino nelle mission del gruppo, e che abbiano un respiro di 40-60 anni. Insomma, la disponibilità al confronto c’è, ma su operazioni che modifichino realmente in positivo il rapporto tra i territori e l’utilizzo dell’energia.



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