Al “Calamo” di Ostuni si celebra “La notte nazionale del liceo Classico”

Si celebrerà venerdì 17 gennaio, a partire dalle ore 18, in oltre 430 licei classici su tutto il territorio nazionale

OSTUNI - È giunta alla sua sesta edizione “La notte nazionale del liceo classico”, uno degli eventi più innovativi nella scuola degli ultimi anni. Nata da un’idea del prof. Rocco Schembra, docente di Latino e Greco presso il Liceo di Acireale (Ct), e sostenuta dal Miur, si celebrerà venerdì 17 gennaio 2020, a partire dalle ore 18, in oltre 430 licei classici su tutto il territorio nazionale. Anche quest’anno, inoltre, è stato confermato il partenariato che Rai Cultura e Rai Scuola hanno voluto siglare con il Coordinamento Nazionale dell’evento.

L’idea di partenza si è rivelata sin da subito vincente: mostrare che il curricolo del classico è ancora vitale e che i licei sono popolati da studenti motivati e ricchi di molteplici talenti. Così, ancora una volta, i licei classici aderenti apriranno, in contemporanea, le porte alla cittadinanza e gli studenti animeranno performance legate ai propri studi e all’esaltazione del valore formativo della cultura classica.

La locandina di quest’anno rappresenta una figura femminile, Madre Natura, con in mano il grande libro della cultura, in prospettiva di fecondo sodalizio.

«In particolare» anticipa il dirigente scolastico prof. Francesco Dell’Atti «il Liceo “Calamo” ha scelto come filo conduttore della serata la difesa della bellezza della diversità. La diversità, a partire da quella biologica, è ciò che rende la Terra un pianeta straordinario, in tutti i sensi. La vita stessa, infatti, è quanto di più extra-ordinario possa esistere e la scienza è concorde nell’affermare che dobbiamo all’esistenza della diversità della vita tutto ciò che siamo. Anzi, la diversità è la caratteristica fondamentale ed emergente della vita.»

Vita e diversità, dunque, cantata e celebrata nelle sue varie forme, sotto l’egida della frase che, ribadita dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante il suo discorso alla nazione, è stata assunta quale slogan della serata: «Quando perdiamo il diritto di essere differenti, perdiamo il privilegio di essere liberi».

Tanti gli ospiti e le occasioni d’incontro: si parte con Stefano Di Lauro, autore del romanzo “Troppo lontano per andarci e tornare” (Exòrma edizioni, 2019), che, sotto il tendone di un “nouveau cirque” ante litteram, propone un caleidoscopio di esseri unici, dediti al culto della meraviglia e alla magia della loro arte itinerante vissuta sulle strade della Francia fin de siécle. Tra le righe di una scrittura al tempo stesso trasognata e sorvegliata aleggiano i grandi della letteratura di tutti i tempi: da Racine a Leopardi a Melville.

Si continua con il recital pianistico di Giacomo Anglani, talentuoso studente liceale, che proporrà, in musica e parole, la vicenda di “Rigoletto” il buffone di corte al centro dell’omonimo melodramma di Giuseppe Verdi e delle variazioni di Franz Liszt.

A concludere la serata, inframmezzata da esperienze laboratoriali ed esibizioni musicali e teatrali degli studenti, sarà Mohamed Ba, attore senegalese conosciuto ai più per la sua recente partecipazione al film “Tolo Tolo” di Checco Zalone.  Con lo spettacolo“Invisibili”, da lui scritto e interpretato,  Mohamed Ba ripercorrerà  il cammino di due cittadini africani, che si mettono in viaggio sognando una vita migliore, canterà le contraddizioni, i sogni, le speranze, i dolori e le gioie del continente nero. Lo spettacolo è un viaggio tra passato e presente per capire ed agire: la solidarietà, infatti, non può rimanere privata, personale; per essere politicamente feconda, per cambiare il mondo, deve trasformarsi in coscienza civile e in discorso pubblico.

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«La Notte Nazionale del Liceo Classico» conclude il prof. Dell’Atti «potrà mostrare un modo alternativo ed innovativo di fare scuola, quello che i docenti e gli studenti quotidianamente affiancano alle metodologie più tradizionali. Sono convinto che, ancor più di quello che si potrà vedere, il valore di questa iniziativa risieda proprio in ciò che non si vede: lo studio, la condivisione, il confronto all’interno di una comunità educante che si vive come tale, nell’unità di un obiettivo ideale e concreto allo stesso tempo.»

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