Brindisi tappa obbligata degli antichi pellegrinaggi verso la Terra Santa

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2016, si è svolto un incontro di studi sugli Itinerari medievali di pellegrinaggio dal titolo “Da Brindisi a Gerusalemme”

BRINDISI - Tra le importanti iniziative previste a Brindisi in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2016, anche un incontro di studi sugli Itinerari medievali di pellegrinaggio dal titolo “Da Brindisi a Gerusalemme”. L’evento si è svolto lunedì sera nella bellissima Chiesa di San Benedetto per iniziativa della sezione locale della Società di storia patria per la Puglia e del Club Unesco di Brindisi, con l’adesione dell’associazione Le Colonne, la Pro Loco Brindisi e l’organizzazione del Medieval Fest.

L’incontro è stato introdotto e coordinato da Giuseppe Rollo (foto a destra) della Società di storia patria per la Puglia ed è Giuseppe Rollo-2stato aperto dagli indirizzi di saluto della presidente del Club Unesco Brindisi, Clori Palazzo, che ha ricordato l’istituzione delle Giornate Europee del Patrimonio, volute nel 1991 dal Consiglio Europeo con l’appoggio della Commissione europea  per potenziare e favorire il dialogo e lo scambio in ambito culturale tra le nazioni europee. Clori Palazzo ha inoltre ricordato l’impegno dell’Unesco, sin dagli anni Settanta, per la salvaguardia e la conoscenza del Patrimonio.  I saluti dell’amministrazione comunale sono stati portati dal sindaco di Brindisi, Angela Carluccio, e dall’assessore all’organizzazione scolastica, Maria Greco.

Il sindaco Angela Carluccio-2“L’amministrazione è molto attenta a questi studi ed approfondimenti che ci sono stati sulla Via Francigena”, afferma il sindaco, che ha rilevato come intorno a questo tema possano svilupparsi altre tematiche molto importanti per il nostro territorio, che diano lustro a quest’ultimo. “Sappiamo che è un tema intorno al quale si stanno sviluppando anche possibilità di finanziamento rispetto alle quali saremo molto attenti a reperire ogni possibilità”, prosegue il sindaco.

“Si apre anche un’altra occasione rispetto a un turismo religioso, per cui cercheremo di renderci ospitali  L'assessore Maria Greco-2rispetto alla ricettività dei numerosi pellegrini che vorranno fare visita proprio nella città di Brindisi, per ammirare le bellezze monumentali che questa città offre”. E conclude affermando: “Ci auguriamo davvero di poter essere meta ricettiva per un turismo nuovo, che dia risalto e lustro alla nostra città”. Dopo i saluti dell’assessore Maria Greco (foto a destra), che ha messo in risalto le tante risorse umane che operano in questo settore e le potenzialità culturali e storiche di Brindisi, l’introduzione di Giuseppe Rollo, socio della sezione di Brindisi della Società di Storia patria per la Puglia, ha evidenziato come la città e il porto di Brindisi, almeno fino alla metà del XIV secolo, “siano stati percepiti dall’intelligenza culturale, politica e mercantile europea come il principale porto di partenza verso la Terrasanta”.

L'intervento di Giacomo Carito-2Primo relatore del convegno, il professor Giacomo Carito (foto a sinistra), vicepresidente regionale della Società di storia patria per la Puglia. Carito ha ricordato che la Puglia nell’Europa medievale era interessata dal movimento dei pellegrinaggi verso Gerusalemme fondamentalmente come tappa di transito e come essa non fosse una meta, ma un luogo che si raggiungeva per andare altrove. Carito ha ricordato inoltre che i pellegrini di Terrasanta che passavano da Brindisi erano denominati “Palmieri” perché portavano con sé la riproduzione della cosiddetta palma di Gerico o piccoli rami d’ulivo. In alternativa portavano con sé delle piccole croci.

“Su questo itinerario in senso cristiano siamo informati già nei primi secoli del cristianesimo”, afferma La Chiesa di San Benedetto-2Carito. “Passa da Brindisi probabilmente, o almeno da un porto pugliese, il cosiddetto Anonimo di Piacenza, che descrive l’edicola del Sepolcro in termini entusiastici”. Il professore ha di seguito ricordato  una lettera del pontefice Gregorio Magno del 601 e il cosiddetto itinerario del pellegrino di Bordeaux, che nel IV secolo si diresse da Bordeaux prima a Costantinopoli e poi a Gerusalemme. Carito ha quindi rilevato come Brindisi sia stata una delle città più interessate dall’afflusso di reliquie che giungevano dalla Terrasanta ed ha proseguito  spiegando che il pellegrinaggio alto-medievale fu “date le dimensioni, un fatto sociale”.

Il pellegrinaggio durava tre-quattro anni. “Dal momento che non è facile accettare che una forza lavoro indispensabile abbandoni il contesto domestico, si può tranquillamente affermare che il tipo ideale del pellegrino alto-medievale sia il pellegrino ricco o, meglio ancora, il religioso ricco”, spiega Carito. Il vicepresidente regionale della Società di Storia patria per la Puglia ha concluso il suo magistrale intervento facendo riferimento alla legge regionale che fa riferimento a tutto questo: “Quando parliamo di Via Francigena parliamo di un turismo molto particolare, un turismo lento, un turismo che predilige mezzi di trasporto a bassissimo impatto ambientale”, afferma il professore, “molto attento ai beni paesaggistici e ambientali”.

E prosegue: “è chiaro che quel tipo di turismo è un turismo molto particolare, che non ama il chiasso, la confusione, che ama il raccoglimento interiore. E da questo punto di vista dovremmo, probabilmente, cominciare a pensare alla riapertura  di una struttura che potrebbe farci guadagnare molti punti nelle graduatorie regionali. Cioè il vecchio Ostello della gioventù che potrebbe diventare l’ostello del pellegrino”. E conclude: “La presenza di queste strutture privilegia le città che le ospitano nel senso appunto dei finanziamenti, perché credo che i finanziamenti andranno proprio su quel versante: cioè l’ospitalità e l’infrastrutturazione fondamentalmente”.

Anna Cinti-2Dopo l’intervento del professore, a relazionare è stata Anna Cinti (foto a sinistra), presidente dell’associazione Le Colonne, che ha incentrato il suo intervento sulla Via Francigena in senso contemporaneo, come sistema di valorizzazione territoriale. Dopo essersi soffermata, nella sua premessa, sulla definizione di itinerario culturale, sulle iniziative culturali europee tenutesi nell’ultimo periodo e sul concetto di valore dell’eredità culturale per la società, la dottoressa Cinti si è soffermata su cosa occorre fare per la valorizzazione e la fruizione della Via Francigena: verificare la capacità dei singoli territori di esprimere una sufficiente offerta, non solo in termini di ospitalità e accoglienza, ma soprattutto di beni e servizi in rapporto alle proprie doti che possono essere ambientali, paesaggistiche, culturali, artistiche, produttive e sociali.

Ma prima di ciò per la dottoressa Cinti bisogna capire a chi ci rivolgiamo: ossia al turista pellegrino, la cui Giuseppe Marella-5funzione, secondo gli ultimi studi, si sta avvicinando a quella del turista. Inoltre il turista pellegrino è per il 60% straniero e per il restante 40% italiano ed ha un’età tra i 41 e i 65 anni. “È  importante attivare una strategia di relazione e marketing”, sostiene la dottoressa, “quindi promuovere un’immagine unitaria del territorio, segnalare il percorso della Via Francigena ed indicare le opportunità complementari”.

Clori Palazzo-3Ultimo relatore, il professore Giuseppe Marella (foto a destra, nella foto a sinistra, Clori Palazzo), membro fondatore del Centro Studi Viator dell’Università del Salento, che ha proposto un “viaggio” a Gerusalemme, “città che è particolare per noi cristiani”, afferma il professore,  “a Gerusalemme si è conclusa la vicenda umana di Cristo”. Per Marella c’è un motivo ancora più importante che è di natura teologica: “a Gerusalemme”, spiega, “c’è la Basilica del Santo Sepolcro, la tomba di Cristo. Ed è un santuario straordinario, davvero un unicum al mondo. Ci sono migliaia di santuari in tutto il mondo. Ogni santuario è santificato dalla presenza delle spoglie di un santo. Il santuario più importante di tutta la cristianità è santificato da un’assenza, invece: l’assenza del corpo di Cristo”.

Il professore prosegue rilevando che: “Tutta la fede cristiana ruota attorno a una tomba vuota”. Marella ricorda poi la figura di Sant’Elena, la madre dell’imperatore Costantino,che si recò a Gerusalemme con una squadra di archeologi e decise di rintracciare “sotto la coltre della città romana tutte quelle che erano le vestigia della Gerusalemme dei tempi di Gesù”. Marella nel suo intervento ha  collegato idealmente ciò che abbiamo a Brindisi, il nostro rapporto con Gerusalemme e i massimi capolavori dell’intera arte mondiale.

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