"Fermate la ricopertura degli scavi"

BRINDISI - Numerose sono state le critiche rivolte all’amministrazione comunale di Brindisi in merito alla chiusura degli scavi sui reperti venuti alla luce in Lungomare Regina Margherita, che raccontano secoli di storia brindisina. In prima fila, a schierarsi contro questa “discutibile e inopportuna” decisione, così come è stata definita, sono stati Italia Nostra e l’Ordine degli Architetti di Brindisi.

Fulgenzio Clavica

BRINDISI - Numerose sono state le critiche rivolte all’amministrazione comunale di Brindisi in merito alla chiusura degli scavi sui reperti venuti alla luce in Lungomare Regina Margherita, che raccontano secoli di storia brindisina. In prima fila, a schierarsi contro questa “discutibile e inopportuna” decisione, così come è stata definita, sono stati Italia Nostra e l’Ordine degli Architetti di Brindisi.

Proprio l’Ordine degli Architetti, affiancato da associazioni culturali e cittadini in questo movimento di protesta, aveva fatto pervenire una missiva firmata dal presideinte Fulgenzio Clavica al commissario straordinario della città di Brindisi, Bruno Pezzuto, e al soprintendente per i Beni Archeologici della Puglia, per sollecitare una revisione del caso, sottolineando la ricchezza culturale di quanto è stato ritrovato nel sottosuolo brindisino e che, con molta disinvoltura, sta per essere nuovamente seppellito.

Ma, partito il commissario e col nuovo sindaco ancora in fase di insediamento, a quanto pare l’amministrazione non pare curarsi molto delle istanze pervenute. I lavori di ricopertura degli scavi sono stati avviati rapidamente, ignorando del tutto le voci di malcontento e disapprovazione da parte dei più.

L’Ordine degli Architetti non si arrende di fronte a tanto sordomutismo della politica locale, e continua imperterrito a sostenere le proprie convinzioni, riconfermando con fermezza quanto esposto al commissario straordinario e al soprintendente per i Beni Archeologici, e chiedendo che la soluzione finale tenga conto delle richieste giunte da più parti. Tutto ciò, trova carattere d’urgenza, visti i lavori di reinterramento dei reperti già avviato.

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Ci si augura che le numerose lamentele trovino finalmente accoglienza da parte dell’amministrazione brindisina, e che questa vicenda non rappresenti un cattivo esempio, poiché, in un Paese come il nostro che si definisce democratico, prestare ascolto all’opinione pubblica dovrebbe essere un dovere, più che una scelta facoltativa.

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