Il ministro per la rinascita di Lama d'Antico

FASANO - E’ ormai l’unica strada il ricorso ai privati per la riqualificazione dei beni culturali. Ne è un esempio da 20 milioni di euro il recupero del parco rupestre di Lama d’Antico, a Fasano, alla cui inaugurazione ha presenziato oggi il ministro per i Beni culturali Massimo Bray.

L'arrivo in piazza Ciaia del ministro Bray

FASANO - E’ ormai l’unica strada il ricorso ai privati per la riqualificazione dei beni culturali. Ne è un esempio da 20 milioni di euro il recupero del parco rupestre di Lama d’Antico, a Fasano, alla cui inaugurazione ha presenziato oggi, in una giornata davvero speciale (per via dell'approvazione da parte del governo del Dl Cultura), il ministro per i Beni culturali Massimo Bray. Il recupero del sito è stato possibile grazie all’intervento della Fondazione San Domenico, presieduta dall’imprenditrice Marisa Melpignano (proprietaria di alcune strutture di lusso in zona), ma ci vorranno ancora investimenti per 50 milioni di euro.

Oggi pomeriggio, nella sala di rappresentanza del Comune di Fasano la conferenza stampa cui ha partecipato il sindaco di Fasano Lello Di Bari e il presidente del comitato scientifico della Fondazione, Cosimo Damiano Fonseca che con il ministro Bray ha curato l’edizione della enciclopedia federiciana della Treccani.

"Oggi il governo si e impegnato al varo di un decreto legge dedicato tutto alla cultura, cio' non avveniva in Italia da 30 anni. Questo coincide con l'inaugurazione del parco rupestre, di Lama D'Antico, un vanto per Fasano" ha detto il ministro per i Beni culturali, Massimo Bray durante la conferenza stampa "In questa esperienza e possibile cogliere il lungo e complesso respiro della storia. E' un esperimento di 'fare sistema' che lo si deve all'intelligenza del Comune, di chi ha salvaguardato il patrimonio storico e culturale e alla scelta di creare una relazione costruttiva tra enti locali, università, sovrintendenze, tra i nostri bravissimi colleghi e la Fondazione San Domenico".

"La Puglia – ha proseguito il ministro, che giocava in casa (è leccese di origine) - ha fatto molto per la cultura per un turismo intelligente e consapevole, per avvicinare alla gente patrimoni così importanti. Mi piacerebbe che ci fossero altri percorsi per coinvolgere cittadini, giovani, scuole. Oggi il governo ha dato un segno forte, mettendo al centro delle sue politiche la cultura. Abbiamo bisogno di credere cultura anche per raggiungere obiettivi di 'dare lavoro', di occupazione. Ma anche lavorare su concetti di culture altre, differenti dalle nostre, con il rispetto che questa terra ha sempre mostrato".

Quindi sul rapporto tra pubblico e privato nella salvaguardia dei beni culturali: "Devono esserci regole chiare e riferimenti chiari. Il patrimonio va difeso in quanto tale e non sfruttato, ma salvaguardato, perché dovremo consegnarlo ai nostri figli nel suo valore artistico e civile, non nel suo valore commerciale. Ben vengano i privati che credono a questo quadro di riferimento. Lo Stato e gli enti locali dovranno avere loro ruolo e loro parte in questa difesa, perché patrimonio diventi ancora di piu patrimonio cittadini. Oggi è stato approvato un decreto corposo che parte da Pompei, cui abbiamo lavorato giorno e notte".

Il parco rupestre Lama d’Antico è un esempio in Puglia del cosiddetto “vivere in grotta”. Di proprietà del Comune che ne ha affidato la gestione, da appena un mese, alla Fondazione San Domenico onlus. Il parco nato dal progetto di collegamento tra i tre siti rupestri confinanti tra loro, ossia Lama D’Antico, San Giovanni e San Lorenzo è un insediamento di grande valenza ed è uno dei più importanti di Puglia. Già attivo probabilmente dal X secolo dopo Cristo, si è ipotizzato che abbia ospitato una comunità di discrete dimensioni nelle cui grotte, circa una trentina complessivamente, erano presenti trappeto, farmacia, laboratori, mulini e depositi.

La chiesa centrale di Lama D’Antico, inoltre, vanta numerosi affreschi, così come le altre due chiesette presenti nella Lama San Giovanni e Lama San Lorenzo. A dicembre scorso l’amministrazione comunale aveva emesso un avviso pubblico per la gestione del parco; gestione che si è aggiudicata per l’appunto la Fondazione San Domenico Onlus nata nel 2001 per “promuovere lo studio, il recupero e la tutela del territorio di Fasano e Monopoli”.

La convenzione sottoscritta lo scorso 27 giugno comprende a carico della Fondazione la realizzazione dei lavori di bonifica e risanamento del sito, già effettuati, i servizi di promozione turistica del parco, la sua apertura quotidiana al pubblico, nonché i servizi di informazione e di accoglienza dei visitatori, di organizzazione di attività didattiche, culturali e ricreative, nonché l’attività di custodia e vigilanza diurna e notturna dell’intera area, la sua manutenzione ordinaria e straordinaria e il pagamento di tutte le utenze. La concessione dell’area sarà compensata dal diritto di svolgimento di tutti questi servizi, che il soggetto concessionario dovrà direttamente garantire traendone il relativo reddito.

 

 

 

 

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