Il viaggio, i poeti e la storia

BRINDISI - Il viaggio nella letteratura classica è stato il tema centrale del VI Congresso Nazionale dell'Aicc (Associazione Italiana di Cultura Classica, nata con l'obiettivo di tutelare il mondo classico e diffonderne i suoi messaggi attraverso iniziative culturali importanti), tenutosi a Brindisi il 20 e il 21 Ottobre, presso Palazzo Nervegna.

Un momento della conferenza

BRINDISI - Il viaggio nella letteratura classica è stato il tema centrale del VI Congresso Nazionale dell'Aicc (Associazione Italiana di Cultura Classica, nata con l'obiettivo di tutelare il mondo classico e  diffonderne i suoi messaggi attraverso iniziative culturali importanti), tenutosi a Brindisi il 20 e il 21 Ottobre, presso Palazzo Nervegna.

Nel corso delle due giornate si sono succeduti relatori d'eccellenza, provenienti da diverse università italiane, da quella del Salento a quella di Napoli, da quella di Torino a quella di Salerno.  Introdotti dal presidente nazionale dell'Aicc, Mario Capasso, ordinario di Papirologia presso l'Università del Salento e dal presidente della delegazione di Brindisi, il Giuseppe Alvar Minaya, archeologo ed egittologo, i relatori (tra i quali Adele Tepedino, dell'Università di Salerno, Anna Ferrari, archeologa torinese, Valerio Ugenti e Alessandro Capone dell'Università del Salento) si sono alternati, come da programma, sul vasto ed interessante tema del viaggio, davanti ad un pubblico altrettanto d'eccellenza, formato da docenti, studiosi ed amanti della classicità.

Come emerso dal convegno, il viaggio ha avuto diversi significati nel mondo classico. Ha rappresentato la conquista per il re macedone Alessandro Magno, l'avventura per i personaggi della mitologia greca Ulisse ed Enea, la passione per Medea, la salvezza per lo storico e mercenario ateniese Senofonte, il superamento dell'angoscia per il filosofo greco Favorino e l'occasione per stare con i propri amici per il poeta romano Orazio.

Il viaggio ha avuto quindi diversi volti e, tra questi, anche quello di occasione per distaccarsi dal tempo in cui si vive e dalla propria vita perchè scontenti, o per vivere nel sogno di epoche passate immaginate d'oro, come ci suggerisce Vincenzo Consolo nel suo "Retablo"(1987). Il viaggio può essere anche metafora del senso della vita, come è stato per  il giornalista e poeta greco Kostantin Kavafis, la cui bellissima poesia "Itaca" è stata proposta al pubblico presente al convegno, al termine del suo intervento, dall'archeologa torinese Anna Ferrari.

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Per Kavafis infatti bisogna approfittare delle occasioni che si presentano durante il viaggio, perchè esse rappresentano un'opportunità per maturare, conoscere il mondo,"arricchirsi dei tesori accumulati per strada" e non importa se alla fine rimarremo delusi dalla nostra "Itaca", perchè vale sempre la pena vivere tutte le esperienze. Non importa neanche se avremo percorso sentieri disagevoli, perchè come affermava Kafka, "i sentieri si costruiscono viaggiando".

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