Intervista/ La 'storia semplice' di Giuliano

LECCE - Cos'è un'emozione? Cosa produce emozione? Ognuno risponderebbe secondo il proprio 'io', attraversando la propria anima e ascoltando la propria energia. Un'emozione può generare impulsi, può rievocare ricordi, può regalare nuove sensazioni. La stessa che oggi porta Giuliano Sangiorgi a raccontare "Una storia semplice" ovvero quella dei Negramaro. L'emozione' dal latino e-movere, portare da dentro a fuori, è la capacità di riuscire a comunicare. Riuscire a trasmettere emozioni è solo un dono, anche verso se stessi. Lasciare che questi rimangano imprigionati in un corpo è come privare il proprio animo di una libertà che esso considera un'esigenza. Lui, ha sempre avuto l'esigenza di scrivere. Quell'esigenza che lo porta a liberare dalla testa e dal corpo, parole, frasi, testi con estrema semplicità.

Giuliano Sangiorgi

LECCE - Cos'è un'emozione? Cosa produce emozione? Ognuno risponderebbe secondo il proprio 'io', attraversando la propria anima e ascoltando la propria energia. Un'emozione può generare impulsi, può rievocare ricordi, può regalare nuove sensazioni. La stessa che oggi porta Giuliano Sangiorgi a raccontare "Una storia semplice" ovvero quella dei Negramaro. L'emozione' dal latino e-movere, portare da dentro a fuori, è la capacità di riuscire a comunicare. Riuscire a trasmettere emozioni è solo un dono, anche verso se stessi. Lasciare che questi rimangano imprigionati in un corpo è come privare il proprio animo di una libertà che esso considera un'esigenza. Lui, ha sempre avuto l'esigenza di scrivere. Quell'esigenza che lo porta a liberare dalla testa e dal corpo, parole, frasi, testi con estrema semplicità.

Dieci anni dall'uscita del primo album. "Una storia semplice" cosa rappresneta per Giuliano?

"In realtà 'Una storia semplice' è sì semplice ma anche composta, complessa. Semplice è il risultato finale che ci siamo sempre augurati e che alla fine è successo. La semplicità che ha coinvolto ognuno di noi si sdoppia in sei diversità, sei differenze. Il fatto che sia semplice non vuol dire che sia banale ma anzi assolutamente complessa. Semplice sta anche nella dialettica utilizzata nei testi. Cerchiamo di raccontarci semplicemente alle persone ma cercando di avere concetti alti e profondi da esprimere usando, ad esempio, due termini di paragone come 'io' e 'l'altro da me'; dei contenitori, insomma, in cui inserire delle cose più grandi di quella stessa superficie. Semplice quindi sta sia nella dialettica che nella vita insieme. La cosa più bella è quando un insieme di cose difficili e complesse riescono poi a risultare semplici insieme. La semplicità sta proprio nel risultato".

In vetta alle classifiche di vendita dal primo istante, conquistato radio, tv, web. Raccolto riconoscimenti, tra cui i tre Nastri d'Argento dopo aver composto per il cinema. Sold out nei tour. Ti è mai successo di non raggiungere un risultato, un obiettivo?

"Sicuramente sì, nel senso che non mi sono mai prefissato un obiettivo (poi ci ripensa. ndr). Forse l'unico obiettivo che mi sono prefissato è quello di vivere al cento per cento questa cosa mia, cioè scrivere, scrivere, scrivere, cioè cantare. Quindi essendo, per me, una necessità scrivere, cantare, suonare, non ritengo ciò come un obiettivo da raggiungere. Infatti se qualcuno negli anni mi ha chiesto ma come avete fatto, come si fa? io innanzi tutto non chiedo ad un altro come si fa, perchè non è un obiettivo ciò che è esigenza. Quando siamo arrivati a S. Siro, tutti ci siamo guardati e ci siamo chiesti 'ma ce lo siamo mai detti che saremmo arrivati qui?' La risposta è stata 'mai'. E' assurdo ma è così. Un altro  obiettivo è stato quello di suonare, sempre e in ogni posto. L'obiettivo è vivere la vita bene ogni giorno, incontrare gli amici, ad esempio. Quindi un qualcosa di semplice. L'obiettivo quasi lo confondo come un qualcosa di progettato a tavolino, pensato in questo modo, come un qualcosa di prefissato non mi piace".

Sei inediti. Sei significati. Sei uomini. Tu sei. Chi o cos'è il settimo elemento della vita di Giuliano?

"Non posso dire chi è il settimo elemento, non posso dire che è la famiglia o è l'amore, perchè nella famiglia e nell'amore rientrano anche gli altri sei (gli elementi del gruppo, ndr). Posso dire che ne fanno parte tutti quelli che condividono con me le emozioni. Il settimo elemento è la vita, la loro vita che si mescola con la mia".

Casa 69 da Parma, dall'Emilia, si è trasferita nel Salento...

"Ma Casa 69 è ovunque. Ovunque si vada cerchiamo la nostra casa 69. L'importante è sempre vivere insieme. Il nostro best non è altro che il concept, siamo noi alla fine ad essere la nostra casa perchè andiamo sempre in una direzione univoca. Adesso, sì, ci siamo trasferiti in una masseria del ‘500 qui nel nostro Salento, perchè ci piace vivere bene ma comunque si tratta di sopravvivere insieme e quindi cercare i posti migliori credo sia un buon approccio alla vita. Sicuramente, nella scelta (che i Negramaro hanno dovuto fare dopo il terremoto che ha in parte rovinato la casa, ndr) abbiano optato per il Salento perchè indubbiamente vi siamo legati e questo si vede anche dal nome del gruppo, si vede dalla bandiera che portiamo, ma per esempio abbiamo anche scelto nelle canzoni di non metterci il dialetto. Sappiamo che questa è una terra nel mondo e come le terre del mondo deve essere rispettata. Con questo non voglio dire che è meglio stare qui rispetto a Parma, perchè siamo stati benissimo anche lì, però qui c'è un qualcosa che non ritroveremmo in altri posti, qui c'è l'origine. Qui è un ritorno al futuro".

I cosiddetti big della musica ti hanno chiesto di scrivere per loro dei testi, delle canzoni. Cosa hai provato in quel momento e se ti sei sentito realizzato?

"Io non mi sento mai realizzato. Il giorno dopo che faccio una cosa, mi sento molto più indietro di prima. Dicono sia un pregio ma non lo so e me la vivo così. Questo mi permette di vivermi tutto a pieno, quindi con tutta l'analisi disperata che mi faccio. In realtà ho un'autostima pari a meno dieci. Però quei momenti me li sono goduti, perchè già qualcuno tanti anni fa mi aveva detto che un giorno mi avrebbero chiesto delle canzoni, ma io non ci credevo, come stento a crederci oggi ma poi ti giri un attimo, pensi di aver scritto per Mina, Patty Pravo, Celentano, i Planet Funk, e mi viene solo in mente una scena e cioè io da piccolo che con la chitarra strimpellavo pezzi di Mina e Celentano. Quindi ho ancora una netta distanza con questo pensiero".

Ma un sogno nel cassetto c'è l'ha ancora Giuliano?

"Ma io sogno sempre. Sogno ad occhi aperti, sono un bambino in realtà, infatti qualcuno dovrebbe svegliarmi. Vedo tutto il marcio che c'è ma cerco di trasformarlo nel mio mondo, nella parte migliore, che possa aiutare me o qualcun'altro. Il pezzo ‘Meraviglioso’, ad esempio, lo scegliemmo non per cantare 'quant'è bello il mondo' come degli stupidi e ciechi. Quella canzone del '68, cantata da Modugno, anche in quel momento era strano cantarla intesa così, come un mondo meraviglioso, visto che è una canzone dove si parla di tentativo di suicidio, ma che invece riesce a darti un trasporto verso la parte migliore cioè l'augurio che ti fa dimenticare la tragicità che non è il suicidio ma credo rappresenti il momento da cui si partiva per raccontare quella canzone. Dopo tanti anni, nel 2008, ‘Meraviglioso’ era perfettamente attuale ma proprio nell'intenzione, infatti, noi, nei concerti su quella canzone mostravamo delle immagini di disastri nel mondo".

Sono appena uscite le due date per i concerti dell'estate 2013, a S.Siro e allo Stadio Olimpico (13 e 16 luglio). Quali saranno le novità?

"Sicuramente lavoreremo per quanto riguarda l'estero, perchè ci sono dei festival importanti che noi faremo, e a breve saprete quali saranno e di cosa si tratta. Suoneremo molto in Europa, nel Nord Europa, uscirà anche un nuovo lavoro discografico. Questi due eventi però sono sempre così pazzeschi, la vendita dei biglietti è partita ieri e già ne sono stati venduti tantissimi, non ti dico le telefonate. E' un momento magico con il live, ogni volta si rinnova la fiducia. Saperli (i fan, ndr) già lì ad aspettare, secondo me è troppo, nove mesi prima... (quasi stupito che esistano davvero così tante persone che li amino così tanto, ndr) tutto questo affetto... e così poi per ricambiare mi metto a lavorare sempre di più per poter dare il massimo del massimo. Infatti stiamo già lavorando (sorride, ndr)".

Sei anche passato al lavoro letterario, scrivendo il tuo primo romanzo "Lo spacciatore di carne"...

"L'ho scritto in tre anni, e l'ho finito in quel breve periodo in cui mi sono fermato nella musica a causa dell'operazione alle corde vocali, cioè un anno fa. In realtà non avevo mai pensato di scrivere un libro, anche quello non è stato un obiettivo. Mi sono ritrovato ad aver messo punto, vita, punto e aver scritto un romanzo. Avevo voglia di scrivere quella storia perchè mi è piaciuta l'idea di un contenitore, metterci dentro la vita sociale, tutto. Immaginarmi nel corpo contenitore di un altro personaggio parlando in prima persona e quindi attraversare questo protagonista con pensieri e dubbi miei, soprattutto dei dubbi".

Tu che ami scrivere, quanto è importante avere una penna e un foglio di carta fra le mani?

"Guarda in realtà la penna è chiaramente il vintage affezionale ma comunque per me la cosa importante è appunto scrivere, non mi importa con cosa, ma solo scrivere. Infatti quando scrivo un disco gli altri mi dicono 'basta' oppure 'c'è già tutto non scrivere più niente'. Ma non lo faccio perchè voglio fare di più ma perchè non ne posso fare a meno, è una necessità che sento dentro".

Ultima domanda 'da fan': Stella con l'odore di vaniglia, sono io...

"Si, Stella e Maria, giusto. Infatti ad un certo punto del libro nomina ( si riferisce al protagonista ne Lo spacciatore di carne ndr) Maria e Stella. In effetti sono i nomi più belli. E poi con l'odore di vaniglia. I know (sorride, ndr)".

I Negramaro sono anche i vincitori del Premio Medimex Miglior Artista Italiano 2012 e la cerimonia di consegna si svolgerà giovedì 29 novembre 2012 al Teatro Petruzzelli di Bari nel corso dello spettacolo Meraviglioso Modugno, evento inaugurale della seconda edizione del Medimex, che vedrà il gruppo pugliese, assieme ad altri protagonisti della scena musicale italiana, reinterpretare i grandi classici di Domenico Modugno.

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