Italia Nostra contro l'Authority: "Non toccate la ex Stazione Marittima"

BRINDISI – Italia Nostra si muove in difesa della conservazione della ex Stazione Marittima nel Seno di Levante, attualmente oggetto di una profonda ristrutturazione a fasi da parte dell’Autorità portuale, con investimento di 10 milioni di euro. Il presidente della sezione di Brindisi dell’associazione, Domenico Saponaro, ha scritto alle soprintendenze competenti e, per conoscenza al sindaco Domenico Mennitti e allo stesso presidente dell’Authority. La richiesta è quella “dell’immediata sospensione dell’avvio di qualsiasi opera che riguardi il bene in questione nelle more della verifica dell’esistenza di ogni autorizzazione all’esecuzione degli interventi progettati”, seguita da ogni azione “tesa alla tutela dell’importante complesso architettonico”.

La ex Stazione Marittima

BRINDISI – Italia Nostra si muove in difesa della conservazione della ex Stazione Marittima nel Seno di Levante, attualmente oggetto di una profonda ristrutturazione a fasi da parte dell’Autorità portuale, con investimento di 10 milioni di euro. Il presidente della sezione di Brindisi dell’associazione, Domenico Saponaro, ha scritto alle soprintendenze competenti e, per conoscenza al sindaco Domenico Mennitti e allo stesso presidente dell’Authority. La richiesta è quella “dell’immediata sospensione dell’avvio di qualsiasi opera che riguardi il bene in questione nelle more della verifica dell’esistenza di ogni autorizzazione all’esecuzione degli interventi progettati”, seguita da ogni azione “tesa alla tutela dell’importante complesso architettonico”.

A mettere nuovamente sul piede di guerra Italia Nostra –che non ha posizione preconcette contro Giurgola- è stata la recente conferenza stampa di rilancio del Piano triennale delle opere dell’Autorità portuale. Nel mazzo degli interventi illustrati da Giurgola c’era anche quello di mettere mano a trasformazioni dell’ex Stazione Marittima, che ha perso la propria funzione di accoglienza e di servizio ai passeggeri da quando le varie gestioni dell’Authority dall’inizio degli anni ’90 l’hanno trasformata in una struttura per gli uffici (relegando, ad esempio, i passeggeri per le linee con l’Albania in sistemazioni precarie, talvolta al limite della decenza).

Sempre nella ex Stazione Marittima, Giuseppe Giurgola ha realizzato un grande auditorium utilizzato per convegni ed eventi vari. E quello è stato il primo passo di ciò che Italia Nostra giudica uno stravolgimento materiale e culturale dell’immobile. “Come in più sedi e occasioni rimarcato, quest’ultimo riveste particolare rilevanza storico-architettonica –scrive Saponaro- trattandosi di un cospicuo esempio di razionalismo italiano, opera dell’architetto Gaetano Rapisardi, che vanta un’indiscutibile fortuna critica e bibliografica. Peraltro, è un bene pubblico realizzato tra il 1936 e il 1940, quindi soggetto ope legis a vincolo ministeriale (art. 1 legge n. 1089 del 1939)”, avverte il presidente della sezione brindisina di Italia Nostra.

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Dunque “l’immobile presenta un chiaro interesse storico e artistico”, e il progetto dell’Autorità portuale altera “in modo grave ed evidente l’aspetto dell’importante edificio snaturandone le qualità formali originarie”. La lettera è stata inviata al direttore regionale dei Beni Culturali, Ruggero Martines, Soprintendente per Beni architettonici Bap-Psae per le Province di Lecce, Brindisi e Taranto, Maria Costanza Pierdominici , e al funzionario delegato Augusto Ressa.

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