Le isole sataniche in tournée a Carovigno e San Vito dei Normanni

CAROVIGNO - Dopo il successo ottenuto al debutto di Ostuni nell'ambito del Festival Borgarti, va in scena a Carovigno e a San Vito dei Normanni lo spettacolo "Le isole sataniche". Scritto e diretto da Maurizio Ciccolella, con gli alunni Lorenzo De Simone e Greg Dubem, l’attore Antonello Galasso e gli ex alunni Matteo Maci e Mino Leone, lo spettacolo racconta uno spaccato di storia finora taciuto. 

Sarà in scena nella Rassegna “Senza Sipario” del Kantiere Sociale a Carovigno il 21 dicembre alle ore 20.30 nell'ambito anche del Natale del Comune di Carovigno con prenotazioni ai numeri 329 4451760 – 348 4402500  e nella Rassegna  “Da grande sarò un teatro” dell’Ex Fadda all'interno del Natale del Comune di San Vito dei Normanni il 22 dicembre in doppio spettacolo: alle ore 19.30 e alle ore 21.15 (quest’ultimo appuntamento solo su prenotazione al numero whatsapp 3466606385, al telefono 3774234662 oppure alla mail scuolatalia@gmail.com). L'ingresso prevede un contributo di 5,00 euro. 

San Domino, isola dell’Arcipelago delle Tremiti, fu un paradiso terrestre che ospitò un inferno terreno, in nome della purezza della razza italica. Il confino di ragazzi omosessuali nel periodo fascista. Ragazzi prima arrestati, torturati, umiliati e poi confinati. Uno spettacolo senza una vera e propria trama. Sulla scena si susseguono gli spaccati delle vite di questi ragazzi, inanellati con inserti multimediali che mostrano altrettanti momenti del loro presente e del passato. Catapultati in un luogo sconosciuto e lontano dalla propria famiglia dovranno espiare la colpa di essere omosessuale. Tuttavia, questi ragazzi riusciranno finanche a divertirsi, a reagire, costruendo attorno alla sofferenza, isole di felicità. 

San Nicola, l’"isola satanica", come la definì Egilberto Martire, assieme a San Domino, hanno molto da raccontarci. Di una vita di costrizione al margine, nella quale, qualcuno ha trovato finanche il modo di essere ancor più se stesso, che quando era nella propria città. È così infatti che un gruppo di giovani confinati riescono a far teatro per fuggire al tetro della propria esistenza.

Le storie sono il frutto di una riscrittura dei resoconti reali di alcuni sopravvisuti a questa triste pagina della storia italiana. Il giovane che stava per diventare professore, il sarto, il "pazzo" e addirittura un eterossessuale scambiato erroneamente per omosessuale e quindi confinato. Lo spettacolo attraverso la soggettiva dei personaggi mette in luce un'intera vicenda storica, fatta di scelte politiche assurde, di procedure pseudo cliniche per scovare gli omosessuali. 

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