Pulp fiction tra gli ulivi: lo straordinario caso dello short movie "Icescream"

BRINDISI - Un primo piano su delle singolari scarpe rosse con il tacco e un paio di stivali da cowboy. Una ninna nanna in sottofondo di quelle che ci facevano addormentare da bambini con quel ritmo cantilenante e con quelle parole rassicuranti. Poco dopo si sentono le voci di quella donna e di quell' uomo, di cui abbiamo visto solo i piedi e le figure sfumate: stanno parlando di un omicidio. Poi lo schermo si oscura e sempre accompagnata dalla voce della donna che canta la ninna nanna, compare una scritta: tratto da una storia vera. Poi la scritta scompare ma quella ninna nanna ora ci mette i brividi. Adesso lo spettatore è avvinto dalla curiosità: chi è stato ucciso? A chi appartengono quei piedi e quelle scarpe? E soprattutto perché su una scena del crimine qualcuno canta una ninna nanna?

La locandina del film

BRINDISI - Un primo piano su delle singolari scarpe rosse con il tacco e un paio di stivali da cowboy. Una ninna nanna in sottofondo di quelle che ci facevano addormentare da bambini con quel ritmo cantilenante e con quelle parole rassicuranti. Poco dopo si sentono le voci di quella donna e di quell' uomo, di cui abbiamo visto solo i piedi e le figure sfumate: stanno parlando di un omicidio. Poi lo schermo si oscura e sempre accompagnata dalla voce della donna che canta la ninna nanna, compare una scritta: tratto da una storia vera. Poi la scritta scompare ma quella ninna nanna ora ci mette i brividi. Adesso lo spettatore è avvinto dalla curiosità: chi è stato ucciso? A chi appartengono quei piedi e quelle scarpe? E soprattutto perché su una scena del crimine qualcuno canta una ninna nanna?

Un  inizio del genere che ti lascia davvero incollati alla poltrona, quello di Icescream, short film realizzato dai giovani registi pugliesi Roberto De Feo e Vito Palumbo, rispettivamente 29 e 36 anni, al loro quarto cortometraggio insieme dopo Vlora 1991, I nuovi mostri e il pluripremiato H5N1 , dalla trama apocalittica, che nel 2008 è arrivato ad aggiudicarsi il primo premio nella categoria fantascienza al Rhode Island film festival. Icescream però si differenzia molto dai loro precedenti lavori. Non solo è il più lungo (infatti con i suoi 22 minuti di durata va considerato uno “short film” più che un cortometraggio) e il più costoso (con un budget di circa 50.000 euro), ma anche il più “particolare”.É difficile infatti in un primo momento inquadrare il film in un “genere”: Horror? Pulp? Thriller? Azione? Drammatico?

No, Icescream in realtà abbraccia tutti questi generi e nessuno. Dando proprio la stessa sensazione che si ha quando si guarda un film di Tarantino. D'altra parte è proprio il regista ad evidenziare il legame che ha con la visione del cinema del regista di Pulp Fiction e Kill Bill. Infatti  l'intro del film è un breve filmato dove compaiono delle divertentissime versioni cartoon di Nanni Moretti seduto sulla ormai famosissima panchina di Caos Calmo e di Quentin Tarantino che dopo essersi presentato (con tanto di accento italo-americano) uccide con un colpo di pistola il povero Moretti. L'ironico filmato dunque allude chiaramente al tipo di cinema che ama De Feo e soltanto dopo aver visto interamente il film capiamo in che misura si è ispirato ad esso.

La storia è di quelle in bilico tra realtà ed esagerazione tipicamente cinematografica. O meglio dire, esagerazione tipicamente tarantiniana. De Feo e Palumbo hanno però saputo dare il giusto tocco di originalità mixando saggiamente personaggi surreali e personaggi “normali” o comunque credibilmente tratti dalla realtà odierna. Insomma ha voluto dare una rilettura da “fumettone” ad una vicenda di cronaca, con un colpo di scena finale di quelli che lasciano di stucco, soprattutto perché il pubblico non si aspetta mai grandi sorprese nel finale guardando film tratti da vicende di cronaca nera.

Per quanto riguarda la trama, il protagonista è Micky un tipico bravo ragazzo, timido e di buona famiglia (interpretato da Damiano Russo) che si ritrova apparentemente nel posto sbagliato al momento sbagliato. Decide di comprarsi un gelato al cioccolato, quel gelato che scatena il drammatico susseguirsi degli eventi e che fa da doppiosenso nell'azzeccatissimo  titolo (in inglese  icecream è il gelato mentre scream vuol dire urlo, grido) in un bar di periferia mal frequentato, il “Bar delle Due Coccinelle”, gestito da una cameriera lesbica e senza un braccio,vestita appunto da coccinella. E qui ha la sfortuna di incontrare i due bulli della zona Brando (Davide Paganini) e Alex (Alessandro Bardani); il ragazzo inciampa e sporca di gelato uno dei due. Che un po' per noia, un po' per gioco decidono di vendicarsi. Nel più sadico dei modi.

Ciò che rimane più impresso di Icescream però non sono le scene molto violente o “pulp” (si è tentati di voltare lo sguardo e contemporaneamente si resta immobilizzati a guardare), e neanche la trama in sé, dal momento che negli ultimi tempi siamo continuamente bersagliati da fatti di cronaca di bullismo e di follia omicida giovanile, ma l'originalità e il perfetto equilibrio che c'è tra personaggi e ambientazioni “reali” e “surreali, come due facce di una medaglia. Da un lato c'è il ragazzo comune, e i due bulli della situazione (anch'essi ahimè altrettanto comuni), dall'altro oltre alla cameriera senza un braccio, l'ispettore negligente vestito da cowboy, con un figlio nano con tendenze necrofile e non ultima il donnone che canta la ninna nanna, visibile solo nella scena finale.

Tutto ciò è possibile grazie ad una sceneggiatura pensata proprio per questo scopo, come ci dice l'autore della sceneggiatura, Dario Sardelli: “Sono partito da un fatto di cronaca realmente accaduto nella provincia di Catanzaro, dove un ragazzo fu trovato legato ad un albero e bruciato vivo; ma la mia passione per ciò che è reale si è incrociata con il gusto di Roberto De Feo e Vito Palumbo per l'aspetto più fumettistico,surreale e cruento. Insieme abbiamo dunque creato i personaggi, curandoli in ogni minimo dettaglio, attraverso una tipizzazione estrema, per far si che arrivassero fino in fondo allo spettatore. Nonostante questo ci siamo ispirati a personaggi reali, facenti parte delle nostre realtà. Ad esempio a San Vito dei Normanni, il mio paese, esiste davvero un Bar delle Due Coccinelle”.

La sceneggiatura tuttavia sembra avere un che di sincopato, come se fosse stata pensata per un lungometraggio; in particolar modo  il finale lascia lo spettatore con molte domande in sospeso, con quella sensazione insomma di volerne sapere di più sulla storia dei personaggi. “L'idea è nata per un cortometraggio, ma in effetti ci siamo appassionati alla trama e ai personaggi  e ci tenevamo a rendere al meglio la loro personalità; proprio per questo  la durata è superiore alla media della maggior parte dei cortometraggi. Non è da escludere –dice ancora Dario Sardelli- che in futuro possa diventare un lungometraggio. L'idea c'è, i contatti anche, resta soltanto da risolvere la questione dei finanziamenti”. Infatti solo per un corto di 22 minuti è stata necessaria l'unione di più produttori: Giuseppe De Feo, Nicola Mossa e Sardelli stesso, con il contributo dell'Apulia Film Commission e di genitori vari.

Ma quando sarà possibile per il grande pubblico vedere “Icescream”? Ci risponde Sardelli: “ Il corto è stato acquistato da MTV che però ci ha lasciato un po' di tempo prima di trasmetterlo in modo da permetterci di  iscrivere il film ai vari festival nazionali e internazionali (dal momento che per partecipare è necessario che il corto sia inedito) e dunque lo trasmetterà tra circa sei o sette mesi”. Nonostante non sia stato ancora diffuso in tv, Icescream ha dato molte soddisfazioni ai suoi realizzatori: il corto è stato recensito da Best Movie, dalla Gazzetta Del Mezzogiorno ed è stato selezionato a moltissimi festival:in Italia al Bifest-Festival del cinema Italiano e all'estero si   è qualificato tra i finalisti agli international film festival di  Beverly Hills, Atlanta,Cleveland, e Nashville (tutti festival che fanno parte del circuito degli Academy Awards, meglio conosciuti come  Oscar) e infatti proprio in questi giorni De Feo e Palumbo sono volati negli States per  partecipare alla serata di premiazione a Beverly Hills pieni di speranze, poiché in caso di vittoria ad uno di questi festival  potrebbero addirittura concorrere per l'Oscar 2011 nella sezione “Best live action short film”.

Dopotutto il corto è stato pensato dal regista proprio per avere una veste per così dire “internazionale”, oltre ai sottotitoli in inglese, di rigore per partecipare a festival stranieri, le location sono state scelte per adattarsi a qualsiasi “realtà”; sia la periferia che la campagna dove si svolge la vicenda (in realtà il corto è stato girato nell'area della Fiera del Levante e nelle campagne di Rutigliano) potrebbero essere una periferia e una campagna di qualsiasi altro posto. E anche la scelta dei nomi, ci dice Sardelli non è stata casuale: “ Roberto pensava che scegliendo dei nomi stranieri avremmo dato al film la possibilità di insinuarsi più facilmente nella mentalità estera”;  inoltre anche la figura dell'ispettore di polizia è più simile a quella del classico sceriffo americano: il capello a tesa larga, gli occhiali da sole Rayban e ovviamente dagli immancabili stivali da cowboy. Anche se probabilmente questo contribuisce di più all'aspetto surreale e fumettistico della vicenda: un carabiniere che interroga una cameriera senza un braccio vestita da coccinella avrebbe decisamente avuto tutto un altro effetto.

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