Stasera film omaggio a Nino Rota

BRINDISI - Questa sera alle 19, nell'ex Convento di S.Chiara in via S.Chiara 1, a Brindisi, Rai 5 e Studio Nino, in collaborazione con la Fondazione Cini di Venezia presentano “Nino Rota, il mago doppio”, montaggio Andrea Nobile, produttore Rai Andreina Di Porto, sceneggiatura e regia Felice Cappa. Si tratta di un film documentario dedicato a Nino Rota, nel centesimo anniversario della sua nascita, per ripercorrere arte e vita di uno dei più grandi artisti italiani del Novecento. Nel corso della serata sarà donata dal regista Cappa una pellicola Rai su Falcone alla scuola Morvillo-Falcone.

Nino Rota, il mago doppio

BRINDISI - Questa sera alle 19, nell'ex Convento di S.Chiara in via S.Chiara 1, a Brindisi, Rai 5 e Studio Nino, in collaborazione con la Fondazione Cini di Venezia presentano “Nino Rota, il mago doppio”, montaggio Andrea Nobile, produttore Rai Andreina Di Porto, sceneggiatura e regia Felice Cappa. Si tratta di un film documentario dedicato a Nino Rota, nel centesimo anniversario della sua nascita, per ripercorrere arte e vita di uno dei più grandi artisti italiani del Novecento. Nel corso della serata sarà donata dal regista Cappa una pellicola Rai su Falcone  alla scuola Morvillo-Falcone.

La incredibile creatività musicale di Nino Rota alterna brani di straordinaria popolarità - quelli della lunghissima e felicissima attività per il cinema e la televisione - a composizioni di musica colta e d'opera rappresentate nelle più famose e importanti stagioni di classica e lirica.

Rota ha collaborato con tutti i grandi del Novecento, da Fellini a Bejart, da Muti a Visconti, da Miloss a Coppola. Il suo genio è stato premiato con Oscar e Nastri d'argento e ha una fama ormai universale, dall'Italia all'Europa, dagli Stati Uniti al Giappone. Ma qual è il suo segreto? Talento precocissimo, figlio e nipote d'arte, sostenuto da Toscanini, si è nutrito e ha vissuto di musica. Per molti dei suoi compagni d'avventura viveva in una dimensione altra, rappresentava lo spirito stesso della musica quasi come se ne fosse posseduto.

Nel film documentario si parte proprio da questo e si racconta di come il modo in cui viene descritta l'arte e la vita di Rota non fosse solo una metafora, ma una vera e propria esperienza quotidiana. Il candore, l'astrazione permettevano a Rota di vivere contemporaneamente dentro il suo tempo e in uno spazio-tempo assoluto, un mondo parallelo. E non si trattava solo di sensibilità, di indole, di carattere, ma questo mondo parallelo per Rota era oggetto di studio e passione.

Tant'è che dopo la sua morte, l'amico fraterno Vinci Verginelli, donò alla Biblioteca dell'Accademia dei Lincei una preziosissima raccolta di libri ermetici antichi che aveva cercato, collezionato e approfondito assieme a Rota per tutta una vita e che testimonia una cultura esoterica raffinatissima.

Il film documentario, alla luce di questo, cerca di rintracciare i fili sottili che legano la musica di Rota a questi suoi profondi interessi culturali. Vengono ripercorsi i luoghi di Rota, dalla formazione milanese alla vita romana a quella di direttore del conservatorio di Bari, dove ha vissuto trent'anni eleggendola come sua città d'adozione. Alle riprese si alternano materiali di repertorio che attingono alle Teche della Rai e al Fondo Rota conservato presso la Fondazione Cini con partiture, lettere, diari, foto, disegni e interviste audio, tutti materiali rari o inediti.

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