Sulle magiche tracce della tarantola

Tra pochi giorni il Salento tornerà ad essere travolto dall’energia, il ritmo, le “pizziche” della XVI edizione del Festival itinerante “La notte della taranta” che dal 6 al 24 agosto coinvolgerà quindici comuni. La mitica taranta, la Lycosa tarantula.

Phonurgia Nova sive Congium Mechanico-physicum artis et naturae Paranympha di Athanasius Kircher- 1673

Tra pochi giorni il Salento tornerà ad essere travolto dall’energia, il ritmo, le “pizziche” della XVI edizione del Festival itinerante “La notte della taranta” che dal 6 al 24 agosto coinvolgerà quindici comuni. La mitica taranta, nome con cui nella tradizione popolare della Puglia è chiamato il comunissimo ragno dei Licosidi, la Lycosa tarantula (ragno dall’aspetto vistoso e dal morso doloroso ma innocuo), per secoli è stata ritenuta la responsabile di quel fenomeno pugliese, e salentino in particolare, noto con il nome di tarantismo.

Secondo le credenze popolari era il morso del ragno a provocare nelle persone colpite, i “tarantati”, un malessere generale interiore con sintomi psichiatrici, guaribile con la musica e la danza dell’ammalato per molti giorni consecutivi, sino allo sfinimento. Quell’antico fenomeno pugliese fu oggetto, nel 1959, di un importante lavoro di ricerca svolto nel Salento dall’etnografo italiano Ernesto De Martino (1908-1965) e incentrato su quei riti, danze e credenze e sulla cura per il morso del famoso ragno.

L’indagine etnografica di De Martino, pubblicata nel 1961 con il titolo “La terra del rimorso” (Il Saggiatore, 1961- pp. 273), provò che quei riti avevano per lo più la funzione di allontanare le inquietudini di una vita colpita dalla povertà e dall’emarginazione. Da allora però poco è stato aggiunto a quegli studi e a confermare il rallentamento subito dalla ricerca etnografica, è lo scrittore Federico Capone che nel suo libro intitolato “Viaggio nel Salento magico” (Capone editore, pp. 140- euro 10,00) così scrive:

“Nonostante i numerosi sforzi e la pervicace (buona) volontà, ben poco si è aggiunto, se non in casi assai rari, a La terra del rimorso; pur tuttavia, non si può negare che il movimento creatosi attorno al tarantismo abbia risvegliato, nel pubblico più ampio, un interesse che stava pian piano scemando verso quelle culture che sono delle classi popolari, provengono da queste e in queste trovano terreno fertile per attecchire, sopravvivere e rinnovarsi spontaneamente, senza forzature. In questo quadro di riscoperta, la ricerca ha subìto un rallentamento notevole, se non addirittura uno stop: ingenti somme di denaro sono state investite per confezionare piccoli e grandi eventi all inclusive, in grado di soddisfare la richiesta di esoticità del turista”.

“Viaggio nel Salento magico”, ulteriore perla della collana intitolata “La terra e le storie” diretta da Antonio Errico e Maurizio Nocera, curatore della prefazione, è un’antologia formata nella sua prima