Veltroni: “Vendola? Non sono qui per parlare di politica ma solo del mio libro”

OSTUNI - Centrosinistra, tra romanzo e realtà. Dal sogno infranto di Veltroni all’Italia migliore di Vendola. Dopo il governatore poeta, l’ex sindaco narrante. Due leader figli del popolo delle Primarie. Ma Walter Veltroni brucia tutti sul tempo e prima che qualcuno possa incalzarlo sulla fuga in avanti del presidente della Regione Puglia nella corsa a candidato Premier del centrosinistra, taglia corto: “Non sono qui per parlare di politica, mi dispiace. Su questo argomento non apro bocca. Sono qui nelle vesti di scrittore e sono pronto a rispondere soltanto a domande che riguardano il mio libro”.

Valter Veltroni e Anna Maria Mori

OSTUNI - Centrosinistra, tra romanzo e realtà. Dal sogno infranto di Veltroni all’Italia migliore di Vendola. Dopo il governatore poeta, l’ex sindaco narrante. Due leader figli del popolo delle Primarie. Ma Walter Veltroni brucia tutti sul tempo e prima che qualcuno possa incalzarlo sulla fuga in avanti del presidente della Regione Puglia nella corsa a candidato Premier del centrosinistra, taglia corto: “Non sono qui per parlare di politica, mi dispiace. Su questo argomento non apro bocca. Sono qui nelle vesti di scrittore e sono pronto a rispondere soltanto a domande che riguardino il mio libro”.

Un big della politica che non parla di politica, per quanto possa essere immerso nel suo romanzo, è un pugno dritto allo stomaco di chi invece era lì per ascoltare il suo pensiero anche sul centrosinistra di ieri, di oggi e di domani. Ma tant’è. Ex sindaco di Roma,  già segretario nazionale del Partito Democratico e già capo unico della coalizione Pd-Italia dei Valori per le elezioni politiche del 2008, Veltroni preferisce la via del silenzio piuttosto che regalare alla platea della Città bianca, accorsa lungo la Scalinata Antelmi, una parola in più che potesse chiarire il senso del confronto avviato con Vendola e consacrato a  Bertinoro, in provincia di Forlì-Cesena, appena ieri (con il Governatore ospite di Veltroni, alla scuola “democratica” presieduta dall’ex segretario Pd).

Nulla. Neppure un passaggio, una battuta, un cenno di sorriso, sull’argomento: “Se parlassi di politica questa sera - si limita a sottolineare dal palco della kermesse letteraria - mancherei di rispetto al pubblico, ad una platea che è qui per assistere alla presentazione del mio libro”. Non è proprio così. Ma sia fatta ugualmente la volontà di Veltroni. A tenere banco nel terzo appuntamento è stato così l’ultimo libro firmato dall’ex segretario del Partito democratico. “Noi”, questo il titolo del romanzo: la storia di cinquant'anni della nostra repubblica raccontata da Walter Veltroni.

Nella presentazione, la sintesi dell’opera. “1943: il quattordicenne Giovanni fissa sull'album da disegno gli ultimi giorni del fascismo, il bombardamento di Roma del 19 luglio, la deportazione degli ebrei il 16 ottobre. 1963: Andrea, tredici anni, attraversa col padre, su un Maggiolino decappottabile, l'Italia del boom. 1980: l'undicenne Luca registra sulle cassette del suo mangianastri l'anno terribile del terremoto in Irpinia, del terrorismo, dell'assassinio di John Lennon. 2025: l'adolescente Nina vuole costruire la sua vita preservando le esperienze uniche e irripetibili di coloro che l'hanno preceduta. Quattro generazioni della stessa famiglia, quattro ragazzi colti ciascuno in un punto di svolta che coincide con momenti decisivi della recente storia italiana, o si proietta in un futuro di inquietudini e di speranze”.

Veltroni - introdotto dal sindaco Domenico Tanzarella e intervistato dalla giornalista e scrittrice, Anna Maria Mori - lo racconta così: “Ho voluto ripercorrere cinquant’anni di storia d’Italia, attraverso i volti, le storie, il coraggio e la sofferenza dei protagonisti. Capitoli che attraversano decenni. Le prime e le ultime pagine fanno eccezione rispetto alle altre, perché racchiudono storie che abbracciano epoche che i miei occhi non hanno vissuto: dalla guerra, al futuro. Ma sono proprio queste le storie che mi hanno prodotto maggiore emozione, durante la scrittura del libro”.

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Sin qui l’opera letteraria. Per il resto, guai se le analisi, i commenti, le riflessioni si fossero intrecciate con le prospettive politiche di un centrosinistra che oggi intravede in Italia tra i suoi possibili, prossimi condottieri proprio l'attuale Governatore della Puglia. “Non è la serata”, ha insistito sino alla fine Veltroni, lasciando col dubbio la platea: ma il dialogo aperto con Vendola è solo un caso?

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