Vi racconto Dario Fo pittore

Il Manifesto della Cultura, per l’inizio dell’anno, consiglia tre eventi. Giovedì 3 gennaio 2013, ore 17.30, Sala Conferenze Palazzo dell' ex Corte d'Assise a Brindisi. “Intorno a Dario Fo", incontro con la prof.ssa Laetitia Dumont-Lewi. Giovedì 3 gennaio 2013, ore 19, Auditorium Casa del Turista, Brindisi, Storia d’amore e alberi, liberamente ispirato a L’uomo che piantava gli alberi di Jean Giono, di Francesco Niccolini, con Luigi D'Elia, luci Paolo Mongelli. Venerdì 4 gennaio 2013, ore 20.30, Cinema Impero, Brindisi, Il giorno che verrà, proiezione del film documentario di Simone Salvemini. Qui di seguito, un articolo di Laetitia Dumont-Lewi sulle opere di Fo (alcune esposte a Palazzo Nervegna).

Dario Fo

Il Manifesto della Cultura, per l’inizio dell’anno, consiglia tre eventi. Giovedì 3 gennaio 2013, ore 17.30, Sala Conferenze Palazzo dell' ex Corte d'Assise a Brindisi. “Intorno a Dario Fo", incontro con la prof.ssa Laetitia Dumont-Lewi. Giovedì 3 gennaio 2013, ore 19, Auditorium Casa del Turista, Brindisi, Storia d’amore e alberi, liberamente ispirato a L’uomo che piantava gli alberi di Jean Giono, di Francesco Niccolini, con Luigi D'Elia, luci Paolo Mongelli. Venerdì 4 gennaio 2013, ore 20.30, Cinema Impero, Brindisi, Il giorno che verrà, proiezione del film documentario di Simone Salvemini. Qui di seguito, un articolo di Laetitia Dumont-Lewi sulle opere di Fo (alcune esposte a Palazzo Nervegna).

Dario Fo, insignito nel 1997 del Premio Nobel per la Letteratura, non è solo un autore di testi teatrali, ma, come Eduardo De Filippo o Carmelo Bene, è un attore-autore. E non si limita a scrivere e recitare, poiché firma anche le regie, le scene e i costumi delle sue commedie.

Dario Fo è autore non solo in quanto responsabile di ogni componente dello spettacolo, bensì in quanto creatore di una concezione nuova del modo di fare teatro, globale: per lui la scena diventa un laboratorio in cui il testo, materiale fra gli altri, è sempre in movimento, messo alla prova dall’interazione col pubblico.

La sua fama come uomo di teatro ha, quasi fin dall’inizio della sua carriera, superato le frontiere italiane. Prima ancora di fare le sue grandi tournée nei teatri del mondo, viene innanzitutto conosciuto come autore, ed è oggi l’autore italiano vivente più rappresentato nel mondo.

In Francia, dov’è stato applaudito per la prima volta dal vivo nel 1974 con il suo Mistero buffo, la sua opera è ormai riconosciuta al punto di essere stata eletta al programma dei concorsi nazionali d’insegnamento dell’italiano durante gli ultimi due anni. Mistero buffo fa anche parte, dal 2010, del repertorio della Comédie-Française, cioè dei testi considerati indispensabili alla cultura del Paese.

Ora, l’aspetto visivo della rappresentazione non è soltanto per Dario Fo una delle tante componenti di uno spettacolo, poiché prima ancora di calcare i palcoscenici egli si destinava al mestiere di pittore: ha studiato al Liceo Artistico e all’Accademia di Brera, dove si è formato alla pittura con grandi maestri, e le sue opere pittoriche risentono l’influenza di Picasso o Chagall.

Questa formazione alle arti visive non è stata messa da parte quando Fo ha deciso di dedicare la propria vita al teatro: fin dall’inizio, ha curato le scene dei suoi spettacoli, i figurini per i costumi, ha disegnato le locandine. Quando, a partire dalla fine degli anni Settanta, ha iniziato a curare la regia di opere non sue, in particolare opere liriche, il disegno è diventato il metodo principale di preparazione dell’allestimento.

E a poco a poco, il disegno e la pittura, nella concezione delle proprie commedie, diventano per FOo un metodo di scrittura parallelo e complementare con quella testuale: piuttosto che scrivere una situazione, l’attore-autore la disegna.

La mostra di Brindisi illustra quest’aspetto dell’arte dell’attore-autore. Attraverso i suoi dipinti, vere e proprie scenette teatrali, lo spettatore può effettuare un viaggio nel percorso artistico di Dario Fo, ritrovare i temi a lui cari e tracciare paralleli con quelle sue opere che hanno segnato la storia del teatro europeo.

*Laetitia Dumont-Lewi, già allieva della Scuola Normale Superiore di Parigi, insegna drammaturgia, analisi di testi teatrali e analisi di spettacoli presso il Dipartimento di Arti e Spettacolo dell’Università Paris Ouest Nanterre.

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